AUTORE
Quello dello scrivere è per me vizio antico. Ho provato inizialmente con la poesia e con la narrativa, cosa che ancora oggi mi capita di fare per gli amici. In seguito poi, a forza di recitare parole di altri , mi è venuta la voglia di recitare parole mie, scrivere teatro. Questo, per fortuna mia e degli spettatori, è accaduto in una età in cui avevo ben assimilato il detto del Falstaff verdiano: l’arte sta in questa massima: rubar con garbo e a tempo, che sarebbe come dire: hai visto come fanno gli altri, provaci anche tu mettendoci del tuo…
Così ho fatto e poi ho portato in scena quello che mi ero inventato. Ha funzionato. E tutt’oggi continua a funzionare, sia io a farlo o lo facciano altri.
…Sergio
Qualche titolo di testi miei:
- Campo Inferno
- Del risciacquar la toga in arno
- Di Calandrino e altri suoni della peste
- Che vena quel verdi Giuseppe, fu carlo
- Di lettere, consulti e ditirambi del signor redi francesco cantore di viniferi colli
- Dimmi di Mozart
- Domani è festa e si mangia la minestra
- Frammenti
- Lunedì la Compagnia riposa
- Rossiniana
- Ti sei accorta Alberta?
- Che divina, melodrammatica, tragicommedia, reo mondo!
Narrativa fuori dal cassetto scritta per me e per gli amici:
- Frammenti di una storia
- Frammenti di un inizio
Testi
Per ogni utilizzo del presente testo contattare ragazzociulli@gmail.com
Laboratorio Fare e Formare teatro – Compagnia del Cardigan
progetto
I suoni della peste
Sergio Ciulli
“ Di Calandrino e di altre storie al tempo della peste”
elaborazione ad uso teatrale di alcune novelle del
Decamerone
di Giovanni Boccaccio
fatta da
Sergio Ciulli
Persone
( in ordine di apparizione )
Filostrata, donna del popolo minuto
Pampinea, donna del popolo minuto
Filomena, donna del popolo minuto
Boccaccio, novellatore
Cisti, oste
Ricciardo, giovane de’maggiori
Caterina, figlia di Lizio e Giacomina
Calandrino, vecchio uomo del popolo minuto
Prete di Varlungo, uomo di chiesa
Maso, uomo del popolo minuto che occulta in sè Boccaccio
Bruno, giovane uomo del popolo minuto
Nello, uomo del popolo minuto
Giacomina, moglie a Lizio
Lizio, uomo de’ maggiori
Tessa, moglie a Calandrino
Belcolore, moglie a Nello
Qui ha inizio il fare rappresentazione
Prologo
Del farsi del giorno primo
( Al suonare della musica della peste che infesta, vagano nel buio della sala tre Donne velate per lutto, portando fioca luce nelle mani – Va a farsi alba in palco a mostrare una piazzetta fatta dal confluir di due vie, tra di esse spartite da una casa che ha nel suo alto un verone – A far chiuso un lato della piazzetta v’è la casa di Calandrino – All’altro, la bottega di Cisti vinaio )
Pampinea Ahimè, ahimè, ahimè…
Filomena Che facciamo noi qui?…
Filostrata Crediam la nostra vita con più forti catene esser legata al corpo…
Filomena … che quella degli altri sia?
Pampinea Donne mie care, che possiam noi fare?
Filomena A che restiamo noi?
Pampinea A far lacrime, che umana cosa è l’aver compassione degli afflitti, e molto più che a’ uomini a noi donne il piangere conviene…
Filostrata E ho io di che piangere!…Di molta famiglia, niuna altra persona in quella vado trovando…
Filomena Ché se alle nostre case torniamo né altra cosa udiamo se non…
Pampinea “ I cotali son morti…”
Filomena “ Gli altrettali stan per morire…”
Filostrata Chè sì grande l’impaurir del contagio che l’un l’altro schifa,
Filomena … e l’un fratello l’altro abbandona…
Pampinea E la sorella il fratello…
Filomena E spesse volte la donna l’omo suo…
Filostrata E maggior cosa è e quasi non credibile, li padri e le madri i figliuoli…
Pampinea …quasi loro non fossero,
Filostrata …di visitare e servire schifano per lo terror d’infermare…
Pampinea Per le quali cose, e qui…
Filomena E fuor di qui…
Pampinea Per tutto impaurisco e parmi, dovunque io vado, l’ombre di coloro che son trapassati vedere…
( S’alza luce in scena a mostrare figure atteggiate, immobili. Solo una ve n’è che agisce. E’ Giovanni Boccaccio, avvolto in mantello che tutto lo copre e non lo disvela per quegli che è. )
Boccaccio ( dicendo alla sala ) …Dico adunque, compari, che già erano gli anni della fruttifera incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di 1348, quando nella egregia città di Firenze pervenne la mortifera pestilenza…E a’ maschi e alle femine nascevano, nel cominciamento d’essa, certe enfiature le quali i volgari chiamavan gavaccioli…E quasi tutti, infra ‘l terzo giorno dalla apparizione, chi più tosto e chi meno, morivano…Dalle quali cose nacquero diverse paure e immaginazioni in quegli che rimanevano vivi…Alcuni avvisavano che il vivere moderatamente e in preghiera ogni lussuria fuggendo, dovesse molto a così fatto accidente resistere e a se medesimo salute acquistare…Ma v’eran altri, ed erano di maggiore, che affermavano essere medicina certissima a tanto male il bere assai e il godere e l’andar cantando attorno sollazzando d’ogni cosa all’appetito…E così il giorno e la notte, ora in quella taverna ora a quell’altra andando, bevendo senza modo e senza misura, si dimoravano ridendo e beffando…Non che per ciò fare tutti campavano ma al certo meglio moriano, chè l’appetire alla vita da sempre fa dolce ciò che di essa resta…E noi che vivi ancor siamo, a un di cotesti omini che andò faccendo sol cose che venissero a grado o in piacere, dobbiamo compari un novellare di quel tristo tempo che a’ veglia oggi si narra per far lieta la brigata…In tali novelle, piacevoli o aspri o fortunosi avvenimenti si vedranno, dalle quali sollazzevoli cose mostrate utile consiglio potrete voi pigliare, cognoscendo oggi quel che sia da fuggire o da seguitare…Orsù, adunque festevolmente al presto ora si faccia…
( Batte le mani a comando e le figure lasciano il palco – Al posto loro salgon le tre donne, abbandonando il lutto per dire e cantare…)
Filostrata Tu ottimamente parli…
Filomena festevolmente viver si vuole…
Pampinea ( dicendo alla sala ) E per ciò voi a sollazzare e a ridere e a cantare con noi insieme, vi disponete…
Filomena Dandoci licenza che questo tempo malo niuna novella altro che lieta ci rechi…
Pampinea Che questo vogliamo e comandiamo: Dove che egli guardi…
Filostrata Dove che ella vada…
Filomena Onde che egli torni…
Filostrata Che che ella vegga…
Pampinea Niuna novella altro che lieta…
Filomena … questo tempo ci rechi!
( Le donne fanno suoni a canzone entro la quale si parte Boccaccio )
Donne Dove che egli guardi…Dove che ella vada…Onde che egli torni…Che che ella vegga…Niuna novella altro che lieta tempo ci rechi!
Atto primo
Del giorno primo…
(Le donne siedono a dire di chi passa – Il battere di una piccola campana annuncia il levarsi d’una mattina chiara – Traversa di fretta il Prete di Varlungo e apre bottega Cisti vinaio )
Cisti Giorno buono vi sia, donne…
Filomena A te lo rendiamo, o Cisti vinaio.
( S’affaccia alla piazza il giovane Ricciardo e sospira alla casa col verone, poi torna a ritrarsi… )
Filostrata Mi par che s’abbia a levar vento…
Pampinea Eh si, e soffia…e soffia…
( Cisti vinaio dispone sgabelli e appoggi e fa assaggio di vino – S’affaccia ancora Ricciardo – )
Cisti Ehm, ehm…Cià…Plà…Bono se’ tu mio bere…( vede Ricciardo ) Un assaggio, messere?
( Subito si ritrae Ricciardo – Fan risa le donne – S’odon voci dalla casa di Calandrino )
Calandrino ( da dentro ) Tessa mia, io scendo a mercatare…
Tessa ( da dentro ) Già te n’esci tu a compier danno, Calandrino, che’l giorno ancor fatto non è?!
( Esce la giovane Caterina dalla casa con verone – Si guarda intorno, indugia, si mette in via come per ire a funzione, segnandosi – Subito s’appressa a lei Ricciardo, piano dicendo…)
Ricciardo Caterina…Caterina io ti priego che tu non mi facci morire d’amore!
Caterina Volesse Iddio che tu non facessi più morir me!
Ricciardo Per me non istarà mai cosa che a grado ti sia…
Caterina Né mai io per te in meno farò…
Ricciardo Ma a te sta il trovar modo alla scampo della tua vita e della mia!
Caterina Ricciardo, tu vedi quanto io sia da’miei guardata e avuta cara…
Ricciardo Il vedo, il vedo, oimé! e anche bene vedo come vanno aspettando di far di te gran parentado…
Caterina E per ciò da me non so veder come tu a me ti potessi venire; ma se tu sai veder cosa che io possa senza mia vergogna fare, dilami, e io la farò.
Ricciardo Caterina mia dolce, se tu ti ponessi a dormire in sul verone…
Caterina Seguita…
Ricciardo E se io sapessi che tu di notte lì fossi…
Caterina Seguita…
Ricciardo Quantunque molto alto sia, senza fallo io m’ingegnerei di venirvi!
Caterina O Ricciardo, Ricciardo, se tanto ti dà il cuore, io mi credo ben far sì che fatto mi verrà di dormirvi!..
( Fuggevolmente si basciano, di poi Caterina torna in casa e Ricciardo se ne parte )
Pampinea Com’egli è bello…
Filomena E fresco della persona…
Filostrata E non minore ad egli è la giovane…Chi ella è?
Filomena E’ nata a messer Lizio e a monna Giacomina, sua sposa.
Filostrata Parmi che i giovani abbian da intendersi…Sono essi promessi?
Filomena No, ch’io sappia bene.
Pampinea Non mancheran di farlo se tanto, tanto mi dà…
Filostrata Mal non sarebbe, che a Ricciardo troppo è aperta la casa…
Filomena Messer Lizio e sua donna lo tengon quasi a figliuolo…
Pampinea Dovrassi allora ispiegare a Caterina che altro è l’uso che a fratel si richiede!
( Fanno risa – Torna a passare il Prete di Varlungo )
Filostrata Tacetevi, che è mattino di passo…Salute, o Sere.
Prete Dio vi dia bene, donne…( benedice e parte )
Pampinea A voi e a chi lo prega…( alle donne ) Se Iddio m’aiuta non sarà con egli che bene mi verrà…
Filomena ( ride ) Che dichi tu? O che son elle cose da far con prete?!…
Pampinea A me lo dichi? Al prete tu l’hai dire…
Filostrata Chetati, bona lingua…E’ quegli religioso valente venuto a noi da terra di Napoli, pieno di sante
parolozze, gagliardo a…
Pampinea …A far servigi alle femine!…O non avete voi orecchi per udire?…
Filomena E occhi per vedere?…
Pampinea Un dì l’un presso a l’altro egli va a zonzo per profittare di far alti i mariti! ( fa gesto di corna )…
( Ridono le donne – Esce da casa Calandrino e subito s’affacciano Maso, Bruno e Nello che, non da lui visti, lo indicano – Calandrino appella Cisti che s’è fatto sull’uscio di bottega )
Calandrino O Cisti…
Cisti O Calandrino…
Calandrino Hai tu buon fiasco questo dì?
Cisti Assai maggior di ieri e meno assai dimani…( fanno risa ) Vien dentro…
Calandrino Di poi…Ora ho da ire a far certe faccende…
( Parte Calandrino e Cisti torna a bottega. Subito Maso, Bruno e Nello inoltrano… )
Maso …E dicovi che Calandrino è uomo sì semplice che molto potremo noi prender diletto col fargli
alcuna beffa. Se facciamo ragionamenti delle virtù delle diverse pietre ,lo trarremo a noi come s’ei fusse pesce d’arno!
Bruno O’ di quali pietre va’ tu cianciando?
Maso Di tali che più preziose non si potrebbeno…A far ciò farò come se fossi gran lapidario, conoscitore sommo d’ogni virtù di sasso che alberghi in terra o in acqua…
Nello Vuoi tu dire ch’egli avrebbe a beversi che macigno di Settignano o pietra del Mugnone
fussero tesori?
Maso L’hai tu detto, compare! E’ egli Calandrino persona si’ bassa che se anco voi corda mi darete , l’avrem nostro…
Bruno E come pensi tu agire per condurlo all’abbocco? A me pare che da più giorni stia con noi in freddo, in special modo dopo il fatto del porco che gli imbolammo
Nello Tu bene parli! Ei tien chiusa la bocca…
Maso …Ma molto apre le orecchie, che è sua natura esser curioso per cercare guadagno! Se farem noi mostra d’esser a chiacchiera oziosa e in voce alta, egli s’accosterà e noi…
Bruno …e noi continueremo…
Maso …eh!
Nello …sino a che a’ ragionamento verrà!
Maso …eh!
Bruno e Maso …E cosa fatta, capo avrà!
Maso Così sarà, compari…( accenna alla bottega ) Andiam noi dentro che abbiam da tesser tela…Io parlerò e voi rimboccherete in modo ch’egli l’abbia per vero…
( Inoltrano in bottega – Si mostra sul verone Caterina che fa gran sospiro gualcito, venendo a dire… )
Caterina Fuor dalla bella caiba piange lo rusignolo…O bel rusignolo vien, vien nel mio broilo…( seguita con voce che vuole farsi udire nelle stanze… ) O Lassa la mia vita…O anima smarrita…
Giacomina ( da dentro ) O figliuola, che hai tu da far mantice che non fai altro che soffiare?!
Caterina Ah, madre mia benedetta, bisogna che aiuto mi rendiate prima che vada a cogliermi ogni più tristo male…
Giacomina E che male avresti tu, che hai colore della rosa aulentissima…
Caterina Assai, madre mia, assai!…Per lo soperchio caldo che fece la passata notte non ho io potuto dormire e temo assai che ancora questo avvenga…
Giacomina ( inoltrando ) …O figliuola, che caldo fu egli?…Anzi non fu egli caldo veruno!…( torna dentro )
Caterina Madre mia, voi dovreste dire a mio parere, e forse direste il vero…Ma voi dovreste pensare quanto sieno più calde le fanciulle che le donne attempate…Oh che son io ferita…
Giacomina ( inoltrando ) Figliuola mia, così è il vero; ma io non posso far caldo e freddo a mia posta, come tu forse vorresti…
Caterina E dunque?
Giacomina E dunque forse quest’altra notte sarà più fresco, e dormirai meglio…( torna dentro )
Caterina Iddio il voglia ma non è usanza che le notti si vadan rinfrescando…No, no, madre mia, io già sento che per il poco riposo vo’sfigurando al modo tale che più non vi sarà alcun che voglia seco me imparentarsi…E di questo voi avrete a rispondere per ciò che…
Giacomina ( inoltrando) …Orsù, figliuola, chetati e dimmi che vuoi tu chi si faccia?
Caterina Quando a mio padre e a voi piacesse, io farei volentieri fare un letticello sul verone e molto più al fresco starei che nella vostra camera…Quivi mi dormirei udendo cantare l’usignolo e…
( Nel mentre Caterina dice inoltra in piazza da fuor tornando Messer Lizio che resta da sotto il verone ad ascoltare. )
Giacomina …Figliuola, confortati che viene appunto tuo padre. Già mi pare che abbia egli udito e come egli vorrà così faremo. ( Al marito ) Lizio, marito mio, che dici tu? Possiamo noi far dormire Caterina al canto dell’usignolo?
Lizio Che rusignolo è questo a che ella vuol dormire?!…Figliuola, vedi tu di non farmi impazzare per capricci o io ti farò ancora addormentare al canto delle cicale…( fa per passare in casa )
Caterina Oimè, padre mio, che voi m’avete poco cara…( dando in non vere smanie ) O lassa la mia vita, o anima smarrita…Se non trovo riposo non mi vorrà lo sposo…Se non trovo giaciglio io tutta m’assottiglio…
( Al lamentare di Caterina s’affacciano Maso, Bruno e Nello da bottega – Di poi Tessa da finestra di casa, Cisti, il Prete di Varlungo da via, Ricciardo anche… )
Lizio ( smarrito ) Caterina, figliuola, poni pace che…
Caterina Qual pace volete ch’io abbia, padre…Se per il caldo m’affoco né dì né notte ho loco…
Lizio Caterina…
Caterina Se non trovo giaciglio padre e madre ripiglio…
Giacomina Caterina…
Caterina Se non ho rusignolo m’ammalerò per duolo…
Lizio Chetati, Caterina, alla bona ora e intendi quel che dico…
Caterina O lassa la mia vita che più nessun m’aita…
Lizio ( disperato ) Caterina!
Giacomina Su, su, Messer Lizio, che vi fa egli perché sopra il veron si dorma?
Le Donne Su, su, Messer Lizio…Che vi fa egli?…
Lizio Ma io ho da…
Bruno
e Nello ( facendo come le donne ) Su, su, Messer Lizio…Che vi fa egli?..
Giacomina Non avete a maravigliarvi che le sia in piacere l’udir cantare l’usignolo sul verone…
Le Donne Eh, non avete a maravigliarvi…Così fan tutte…
Lizio Ma gli è che ella è ancora…
Giacomina …Una fanciullina, e i giovani son vaghi delle cose somiglianti a loro!
Le Donne Eh!…Una fanciullina…
Bruno
e Nello Su, su, Messer Lizio…
Giacomina Suvvia , marito mio…
Lizio E così sia!… Faccialevesi un letto tale quale ella chiede, moglie, e dormavi Caterina e oda cantar l’usignolo a suo senno…( inoltra in casa e si ritirano dal verone Caterina e Monna Giacomina )
Tutti Oh!…Bravo,Messere…Bene…Grazie, padre mio…Torniamo noi a fare…
( Partono alcuni – Maso, Bruno e Nello restano in piazza )
Maso E bravo Messer Lizio!…N’avrem noi presto a riderne…Ma più ancora mi fo’ io garante che avrem noi a ridere di Calandrino, più volte bevendo vin del Cisti…
( Inoltra Calandrino )
Orsù compari miei, diamoci voce che già lo veggo venire…( a voce troppo forte ) …Alla fè di Dio se di cotali pietre io non vidi!… Sono esse di grandissima virtù , preziose per magia, e chi ne trova tutto se ne ripulisce per la migliore…
Bruno E dove l’avesti a conoscere tu, che sei gran lapidario, queste pietre ?
Maso In Berlinzone, terra de’ baschi, in contrada detta di Bengodi…
Nello ( a Calandrino che si fa di presso ) Bengodi? O perché mai siffatto nome?…
Maso Perché in essa vi si mangian capponi ogni dì e si legan le vigne con le salciccie…
Bruno ( a Calandrino ) Con le salciccie?!
Maso Si, e pure io vi vidi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato…
Nello Una montagna di cacio ?! Ha tu inteso, Calandrino?
Calandrino Eh?…
Maso … Sopra la quale era gente che niuna altra cosa faceva che far maccheroni…
Bruno Maccheroni?! Che dichi tu di ciò, Calandrino?
Calandrino Eh…Mah…
Maso E raviuoli…
Calandrino Ah!…
Maso E cuocergli in brodo di capponi!
Calandrino Oooh!…
Maso E poi gli gittavan quindi giù, e chi più se ne pigliava più se n’aveva!
Calandrino Tu dichi?
Nello E dice, e dice…
Bruno E anche lo ridice! O senti…
Maso E anche correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi dentro gocciol d’acqua!
Calandrino Oh, cotesto è buon paese! Fostivi tu mai?…
Nello Di’ tu se Maso vi fu mai?! E’ egli gran lapidario…
Bruno …Vi è stato così una volta come mille!
Calandrino Ah…E quante miglia ci ha?
Maso Eh, haccene più di millanta…
Nello …che tutta notte canta!
Calandrino Dunque dee egli essere più là che Abruzzi…Eh, troppo è di lungi a’ fatti miei…Se più presso fusse io mi ci recherei per scorpacciarmene di quei maccheroni…
Bruno …E delle pietre non avresti tu a togliere?
Calandrino Di sicuro che io ne toglierei da farmene contento ma troppa è lontananza…Vi saluto gente che Tessa
mia mogliera vuol ch’io la meni a non so quale uffizio e…
Nello Fermati, che hai da sentire il meglio!
Bruno Non sai tu che in queste contrade se ne hanno di tali pietre sì virtuose?!
Calandrino No?!…Vu diche?
Nello Maso lo dice…
Maso ( come dicendo magia )V’è in queste nostre terre una pietra la qual noi altri lapidari appelliamo elitropia…
Candrino Lel…li…potria ? oh….
Maso ( c.s )…E’ essa pietra elitropia di varie grossezze ma tutte hanno colore quasi nero…
Nello e Bruno Nerissimo…( fanno risate )
Calandrino Tu dichi?!
Nello e Bruno ( ridendo ) E dice!
Maso ( c.s ) …E’ essa pietra elitropia di troppo gran virtù che assai spaventa il dire…
Calandrino Tu dichi?!
Nello e Bruno ( c.s) E dice, e dice!…
Maso ( c.s ) …Per ciò che qual sia persona la porta sopra sé, non è da alcuno veduto dove non è!
Calandrino Questo tu dichi?
Nello e Bruno (c.s) Questo ti dice!
Calandrino Eh, davvero è da non credere!…Ma questa pellitropia…
Maso ( terribile ) Elitropia! ( principia a partire )
Nello e Bruno Elitropia…Elitropia…
Calandrino Si…si…l’ell…lin…stropia… O dove solesi la pietra trovare?
Maso ( allontanandosi ) Nello fiume Mugnone…
Calandrino Nello fiume Mugnone? ( a Nello e Bruno ) Qui dreco?!…
Bruno Eh già…
Calandrino …E allora…io…No, e dico…noi si…Eh?!
Nello Eh già…
Calandrino …Noi avessimo a divenire i più ricchi uomini di Firenze se ne trovassimo di questa pia…pia…tropia!
Bruno Tu dichi?
Calandrino E dico ! A me parrebbe che noi, senza alcun indugio, prima che altra persona , v’andassimo a cercare… E di poi d’averla trovata che avrem noi a fare se non andare ai banchi dei cambiatori di valuta che son sempre carichi di monete d’argento e di fiorini e torcene quanti ne vorremo? Niuno ci vederebbe e così avessimoad arricchire subitamente…
Nello Tu dichi?
Calandrino E dico, si, e dico! E di poi…
Nello …E di poi ne diremo di poi! Conviene ora che tra noi ben ne ragioniamo bevendo del buon vino del Cisti che già lo veggo pronto a apparecchiar bottega…( a Cisti che è apparso sulla porta della bottega ) O Cisti, prepara a noi del migliore!
Cisti E chi paga?
Bruno E chi ha a pagare? E paga Calandrino…
( Inoltrano in bottega – Affaccia a finestra Monna Tessa cercando, sospira di poca pazienza, dice…)
Tessa O dove sarà egli, che poco manca al battere dell’ora…
Filomena Tessa, cercate voi l’omo vostro?
Tessa Oimè, Filomena, o che è omo quello?!…
Pampinea O che avete voi a lamentarvi?…A vederlo parrebbe…
Tessa E a sentirlo, non pare!
Pampinea Oh al bon core di Cristo, che dite voi?…Sarebbe egli…
Filostrata Chetati, Pampinea…Adunque, Tessa, lo cercate voi?
Tessa Si che lo cerco, Filostrata mia…L’aveste voi a vedere?
Filostrata ( alle altre ) Che dite?…L’abbiamo noi veduto?…
Pampinea Mah, mi parve e non mi parve…( ad altra ) A te che parve?
Filomena Quello che parve a te e che Iddio vuole…
Prete ( Inoltrando ) Volesse Iddio quel che a me pare e voglio! Che è ora di far tavola, donne, ma limosina niente…
Filomena E d’altro?…
Pampinea D’altro non v’hanno fatto carità le divote?
Prete O di che d’altro andate voi intendendo, lingue male?
Filostrata Noi lingue male?
Pampinea O Sere, avete voi ben lungo il moccichino, eh?!
Filostrata Intendevano elle, che so, un mazzuol d’agli freschi…
Pampinea Che bene assai fanno a chi ha’bollori!
Filostrata …O pure un canestruccio ove metter baccelli…
Filomena …assieme a li scalogni!
( Fanno risa insieme a Tessa )
Prete ( irato ) Che scalogni e baccelli, o cimbardose! Io non so chi mi tiene da…
Cisti ( inoltra da bottega ) Prete, non v’affannate…Le son ciarle di donne! Venite meco a cantina che vo’ farvi limosina d’un orcioletto del mio…( a Tessa ) Tessa, date pur acqua al coccio che Calandrino è in bottega…E voi, donne, ite a casa che batte il tocco…
( Cisti e il Prete partono – Tessa si ritira – Le donne fan vista di muoversi ma sostano ancora ad ascoltare Bruno, Nello e Calandrini sortiti da bottega )
Bruno ( a bocca ben riempita) Calandrino mio, troppo tu dici e poco, oimè, tu mangi!..Ma come puoi tu non manicare di questo pane intinto…
Nello ( a simile bocca ) Di questo cacio duro…
Bruno …Di questo saporito nostro stare in tavola…
Nello …per la ismania di raccattare pietra nera in quest’ora bruciata!
Calandrino Compari, noi l’abbiam a trovare al certo prima di altrui…
Nello E al certo la troveremo, ma non è questa ora atta a far ciò…Non vedi tu quanto sia alto sole…( del cibo) Bono!
Bruno E picchi per lo Mugnone entro…( del cibo ) Più che bono!
Nello Ha egli ogni pietra rasciutta, per tali che paion tutte bianche le pietre che vi sono…
Bruno Anche quelle che inanzi che l’abbia asciugate, le son nere! ( alzando il bicchiere ) Alla salvezza tua, Calandrino…
Nello …e di chi paga!
Calandrino Nere o chiare, converrebbe più a me che andassimo a cercarne, che son le due ora che altro non fate voi che ganasciare!
Bruno ( accendendo finta collera ) O Calandrino, saresti tu sì niquitoso da negare a chi per lo tuo bene s’adopra, un qualche ristoro?!
Nello Ah, ingrato omo, pieno di scarsezza ! Andiamcene, Bruno, mano a mano!
( Rientra Cisti )
Bruno Lesto ti seguo! …O Cisti, dicci l’avere…( fan vista di prepararsi a ire via mentre Cisti torna a bottega )
Calandrino Noe, noe…sostate, che non volea essere io rincrescevole! Gli è che grande è la voglia d’avere a far fortuna…
Nello E ad altri tu vo’ donare facultà, o tristo e sciocco! che per lo Mugnone è assai la gente?!…
Calandrino E allora?
Bruno Allora, dichi tu, o rozzo ? Allora potrebbono essi fare altresì di quello che noi andassimo facendo…
Nello E la pietra venire alle man loro, così che noi avrem perduto il trotto per l’andar di paio! Ha tu inteso, rustico abbaiatore ?! ( facendo atto di ire)Ma cessa, che c’hai tu messi in malagrazia…Cisti, porta il sommato che vogliam noi ire…
Calandrino Noe, noe, non fatemi con voi rabbuffare, compari, che se dissi ciancia assai ne chiedo grazia!…( Inoltra Cisti col segnato ) Cisti, a me, solo a me chiedi l’avere… Portaci ancora bere… ( Cisti rientra in bottega )
Bruno E mangiare!
Calandrino Al certo…
Nello Tanto!
Calandrino Tanto, al certo…
Bruno Oh, ora sì che bene ti disponi. Torna pure a mogliera… Aspetterem che faccia scuro, che è questa opera da dover fare quando non vi sarà persona che ci vegga…A nottte ci troveremo fuori porta San Gallo, sul greto del Mugnone…La luna darà lume sulle pietre…
Nello …E ben conosceremo le nere dalle bianche! Va, va Calandrino, lascia noi fare…
Calandrino ( andando in casa ) E vo’, e vo’ ma…oh, acqua in bocca…
Bruno Acqua? …se’ tu impazzato? Vino, per la grazia di Dio…( entra in bottega )
Prete ( Inoltrando ) …E che Dio bene ci mandi !…
Nello O bono prete, ch’andate voi facendo fuor dalla chiesa vostra?
Prete Vad’io limosinando, Nello , che’ mestieri del mio…Ma a cosa fare sei tu quivi a quest’ora?
Nello Eh, in verità, bono prete, io vi sono per alcuna mia vicenda e in questa ho io da rimanervi sino a ora tarda…
Prete A ora tarda?… E questo aggrada a Monna Belcolore, la tua donna?…
Nello Prete, Monna Belcolore ha da aggradire quel che a me conviene…
Prete Bene dici e bene fai, figliuolo: son esse donne da Iddio fatte per servigio dell’omo e per dar figli, in special modo quando, come la tua, son brunazze e ben tarchiate…Fa, fa quel che tu hai da fare ma non prima del tempo che sia di necessita, che non avesse ella a prender manico…
Nello Così farò, o bono prete. Tenete questo per limosina ( da’ una moneta ) e un kirie per me spendiate a che Dio ci mandi bene…( entra in bottega )
Prete E questo io ti farò…Sta tu sereno, per la lode di Dio e di chi lui bene serve…( partendo – Torna a bottega Nello)
Filostrata ( alle donne ) E bene servirà alla Belcolore, donne, che è egli meglio atto a saper macinare che a far kirie!
Pampinea E Belcolore è femina che sà d’ogni candela fare moccolo!…
Filomena ( facendo risa ) Eh, donne amabili: L’acqua corre alla borrana…
Pampinea ( facendo risa ) Levate alta la coda, o Monna mia…
Filostrata ( facendo risa ) Ché buone novelle vi reco…
( Le donne fanno suoni a canzone )
Donne L’acqua corre alla borrana…Levate la coda, o monna mia…Ché buone novelle vi reco…
( Intanto che si canta vien luce in sala sulla stanza di Monna Belcolore, intenta a far cose domestiche – In chiusa alla canzone Il Prete di Varlungo inoltra presso di essa . )
Intermezzo
Del meriggio che conduce alla sera e poi alla notte
Prete Dio ci mandi bene: chi è di qua?
Belcolore O Sere, voi siete il benvenuto; che andate voi bighellonando per questo caldo?
Prete Se Dio mi dea bene, che io mi vengo a star con teco un pezzo, per ciò che io trovai l’uom tuo che stavasi in città a far combriccola…
Belcolore Oh, fa sempre egli sì cosa ma in poi sempre ritorna.
Prete Ma questa è volta che non accada prima che sia notte, che questo egli mi disse…
Belcolore Al certo?
Prete Al certo!…Facciamci quinci noi quel che dovremo…
Belcolore Oh la gran fretta che vi muove! Sedete e non mi ponete in ambasce che ho io a finire di nettar sementa di cavolini che proprio l’uom mio ha da poco trebbiati…
Prete Non far vista di non intendere, Belcolore!…De’ mi tu far sempre morire a questo modo?
Belcolore ( facendo risa ) O che ve fo io?
Prete Non mi fai nulla, ma non mi lascia fare a te quel ch’io vorrei e che Iddio comandò…
Belcolore Deh! andate, andate: o fanno i preti così fatte cose?!
Prete Si facciam noi meglio che gli altri uomini: o perché no? E dicoti di più, che noi facciamo sempre miglior lavorio!
Belcolore E perché mai?
Prete Perché noi maciniamo più raramente, come i mulini quando vi sia acqua giusta a far girar le pale! E, in verità, bene a tuo uopo, se stai cheta a lasciami fare…
Belcolore O che bene a mio uopo potrebbe essere questo, che siete voi preti più avari che’ diavolo?
Prete Avari? Ma se ti ho io recato quest’orcioletto di vin prezioso…
Belcolore O prete, o vi par esso cosa per donna?!
Prete Io non so, chiedi pur tu: vuogli tu un paio di scarpette?
Belcolore ( facendo risa ) O non vedete voi ch’io son ben calzata?
Prete Vuogli allora una collanina?
Belcolore O non vedete voi com’io son ben adorna?
Prete Vuogli infine un manicaretto che non ve n’è più dolce?
Belcolore O non vedete voi come ne son’io ben apparecchiata in tavola?!
Prete E non vedi tu dalla tonaca com’io son ben armato, donna?! Decidi al presto ciò che tu vogli, foss’anche una bella pezza di lana e…
Belcolore Frate, bene sta!…Io ne n’ho di coteste cose, ma se voi mi volete cotanto bene, fatemi un servigio e io farò ciò che voi vorrete…
Prete Dì, dì e il farò volentieri, ma per la grazia di Dio affrettati che a macinare a raccolta più io non mi trattengo!
Belcolore Se voi mi prestate cinque lire, che so che l’avete, io ricoglierò dall’usuraio la gonnella mia nera e la cintura che io recai in dote, e io poscia farò ciò che voi vorrete…
Prete Cinque lire?
Belcolore Si, bono prete: cinque!
Prete Io non gli ho con me ma prima che sabato sia, io farò che tu gli avrai molto volentieri. Tientili adunque come se fosse e facciam noi quel che sappiamo d’avere a fare…
Belcolore Si, tutti siete così gran promettitori, e poscia non attenete altrui nulla! Se voi non gli avete, andate voi per essi…
Prete Deh, non mi fare ora andare fino a casa, ché vedi ho così ritta la ventura testé…
Belcolore E che ho io a entrarvi?!
Prete Io, io ho ha entrarvi, non tu!…Su, facciam presto che non so io quando e’ mi venga così ben fatto come ora!…
Belcolore Frate, se voi volete andare a far moneta, sì andate; se non, alle faccende mie non disturbate!
Prete Attendi uno momento, alla fé di Dio!…Ecco, acciò che tu mi creda, io ti lascerò pegno questo mio tabarro di panno turchino…
Belcolore Si, cotesto tabarro, o che vale egli?!
Prete Come, che vale? Io voglio che tu sappi che egli viene da Duai, città delle Fiandre…
Belcolore Da Fiandra? Sarebbe egli di Duagio?…
Prete Duagio e infino a…Treagio!
Belcolore Infino a treagio?!
Prete Infino!…E hacci di quegli nel popol nostro che il tengono di…quattragio!
Belcolore Ohhhh, vu diche?
Prete E dico e tu vedi di sentire…
Belcolore E sento, e sento…( toccando il tabarro dove esso s’apre ) Alla grazia di Dio…
Prete …Di cui ho da farti parente! Vedi adunque di contentartene a pegno e…
Belcolore E quanto può valere il vostro panno?
Prete Delle lire ben sette per misura ma a te lo lascio per tutto lo suo intero…
Belcolore O siè? Se Dio m’aiuti non l’avrei mai creduto…Or via, datemelo in prima e facciamoci bene…
Prete Prendilo, che son io, per quello che infino quì ho fatto, a tal venuto!
( Si fanno suoni a chiusura e qui va a chiudersi l’atto primo )
Atto Secondo
Dalla notte all’alba del giorno secondo
(E’ prima notte e sul palco è poco il lume e non v’è gente – In sala Calandrino, Bruno e Nello, tra loro distanti , van trovando pietre sul greto del Mugnone )
Bruno (chiamando a voce poca ) …Calandrino, oh…
Calandrino ( a voce poca ) … Oh Bruno…
Nello ( a voce poca ) … Oh Calandrino…
Calandrino …Nello, oh…
Bruno Ha’ tu trovato?
Nello Trovato, ha’ tu?
Calandrino Eh, di nere me ne caricai…Ma voi ancor me vedete?…
Bruno Nello, lo vedi tu?
Nello Si, si che ancor lo veggo…
Calandrino Oimè, segno è che non feci bona pesca…
Bruno E tu vedi pur noi?
Calandrino Come se giorno fusse…( scarica pietre ) Eh, conviene che ad altre noi ci volgiamo.
Bruno Dichi pur bene…
Nello Seguita allora e cogline di grosse…
Bruno Belle pese…
Calandrino Così farò e che ventura venga…( con fatica ) Ahhh, vien su e fammi tu gran bene…
( Si fanno suoni acconci e luce di piena luna coglie il verone in sul palco mentre abbuia la platea – Sovra vi sono Lizio e Caterina –
Si fanno muti i suoni)
Lizio Figliuola, eccoti quel che tanto bramasti: il letticel sul verone. Vedi tu se non ti abbiam noi cara, che a’ capricci tuoi facciamo viso buono…
Caterina Non avrete a pentirvene, padre mio…( mirando il letticel ) O caro bene, o solo mio riposo…
Lizio Ehm, Caterina frenati…Non ha’ tu a dir poesia ma sol quetar la voce…Fa tu buon sonno e vedi d’udir cantar rusignolo come a te aggrada.
Caterina Cosi farò io, padre, se piacerà all’uccello di venire…
Lizio Verrà, verrà, è giusto tempo questo…( partendo ) Notte buona, figliuola.
Caterina A voi sia tale, padre…( tra se dicendo ) Dunque vien tosto, viemmi ad abbracciare tanto è’ l disio focoso che mi porto nel petto, sì ch’io conforti l’anima smarrita…
( Si fanno suoni di ribeca fuor del palco e la voce di Ricciardo s’ode far canzone)
Ricciardo ( da fuori )…O caro bene, o solo mio riposo, che’ l mio cuor tien distretto, a te son sposo…
Caterina Ricciardo!…
Ricciardo ( da fuori ) …Ch’io soddisfaccia in te ogni desire pria che la notte in giorno fia a morire!
Caterina Deh, signor mio, deh fammelo sperare…Né mi può altri che tu confortare!
( Cessa ogni suono col salir della luce in sala ove Calandrino e gli altri continuano a far pietre)
Calandrino ( con fatica ) Ah…pesa tu sé! Oh…Oh…
Nello ( con bassa voce )O Bruno…
Bruno ( con bassa voce )O Nello…
Calandrino …E vien tu a me ch’ho del grembo fatto mantello!
Nello (c.s.) E’ egli carco come animal da soma per pietre che han del nero…
Bruno ( c.s.) Pare a me che sia tempo di fare a Calandrino quel che abbiamo a fare…
Calandrino …Ah, questa parmi esser di parentado a quel che Maso disse……Oh issa…Oh issa…
Nello (c.s.) Facciam dunque come se più non lo vedessimo…
Bruno (c.s.) Si crederà egli d’aver trovata elitropia…
Nello (c.s.) …Così, s’io non m’inganno, tacerà ogni suo dire per non avere a dividere seco noi…
Bruno (c.s.) E noi guadagnerem la beffa!
Calandrino Ah, che son tutto tronco e ben bagnato!…
Nello (c.s.) Cominciamo, compare?
Bruno (c.s.) Cominciamo…( a voce forte )…O Nello, Calandrino dove è?
Nello Io non so, ma egli era pur poco fa qui dinanzi a noi.
Bruno Si, ma or non lo miro…O Calandrino!?
Calandrino ( da segni ma tace )
Nello Che appelli tu? Io non lo veggo…
Calandrino ( da segni di contento ma tace )
Bruno E adunque?
Nello …E adunque ha esser certo che egli è ito via, lasciando noi nel farnetico d’andar cercando le pietre nere giù per lo Mugnone!
Bruno Deh come egli ha ben fatto d’averci beffati e lasciati qui, poscia che noi fummo sì sciocchi che noi gli credemmo…
Nello Ah, chi altri che noi sarebbe stato sì stolto che avesse a credere che in Mugnone si dovesse pescare una così virtuosa pietra…
Calandrino ( contento prende ad allontanarsi ma è traversato dai due che fingon di non vederlo )
Bruno E noi or che faremo, o lassi…
Nello Chè non ce ne andiam noi?
Bruno Andianne; ma io giuro a Dio che mai Calandrino non me ne farà più niuna; e se gli fossi presso, io gli darei tale di questo ciotto nelle calcagna, che egli si ricorderebbe forse un mese di questa beffa…( e colpisce Calandrino, tirando il sasso )
Calandrino ( sente duolo e soffia a guisa di mantice ) …Ah!…Sssssssss
Nello E io anco farei. Così giugnesse testè nelle reni a Calandrino…( tira e colpisce )
Calandrino Ah…ah….Ah…Ssssss
Bruno O piglia…(tira e colpisce )
Nello O tieni…(tira e colpisce )
Bruno e Nello A te, tristo…A te, dolente…A te, disleale…A te…A te
Calandrino (S’agita, lamenta basso e fugge carco il grembo di pietre…)
( Nello e Bruno al partirsi di Calandrino fanno gran risa e festa…)
Bruno Va, va Calandrino, che ancora hai da sentire d’altro male…Hai tu, Nello, fatto sull’avviso gli amici che niuno mostrasse di ravvisarlo se l’avessero ad incontrare ?
Nello Così feci…
Bruno Bene. Or non resta che il farsi giorno attendere e di poi completare noi l’opera…Ah, che son tutto stracco…Hai tu bere?
Nello E di quel bono ancora…Tieni, ch’è vin del Cisti.
Bruno Oh il bell’orcioletto…( beve ) Hum, cià…Come l’hai tu?
Nello In casa io l’aveva …(beve) Ah, gnà…e più non lo sapeva!…L’ha trovato mogliera…
Bruno Vedi tu cosa servon le donne? A darci a bere…
Nello Tu dichi?
Bruno E dico, ahhh…e dico!
Nello E allora e dico anch’io…
( Tornano i suoni acconci – Cessa la luce alla platea e sale in sul verone ove sta Caterina a mirare Ricciardo che vi sale )
Ricciardo ( a bassa voce ) Caterina…
Caterina ( a bassa voce ) Oh, Ricciardo…
Ricciardo ( Sale pel muro ) Mio bene…
Caterina Anima mia…
Ricciardo ( E’ a lei ) A te giungo…
Caterina A me vieni…
( Son essi l’un per l’altro )
Caterina O Ricciardo, Ricciardo, chi t’ha condotti sino a qui?
Ricciardo L’amore mi ci spinse, o Caterina!
Caterina O Ricciardo, Ricciardo, benedetto sia l’anno e ‘l mese e ‘l giorno…
Ricciardo E l’ora e ‘l tempo, ed ancor la stagione, che fu creato questo viso adorno…
Caterina Anima mia, te sol mio cuore attende…
Ricciardo All’acqua, all’acqua, ché il foco s’accende…
Caterina e
Ricciardo ( a voci alterne ) Oh me,… oh me,… oh me, aiuta… aiuta, ch’i’ moio ‘n buona fé!…
( Si coricano insieme – Altri sono i suoni – Dalla sala inoltra al palco Calandrino, carco di peso – Alla piazzetta si ferma a riposare )
Calandrino Ohi, ohi…Oimè che m’hanno morto!…Che nottataccia nera: tutto, tutto dalle reni alle calcagne son lapidato, che que’ tristi avean bona mira pur me ignorando…Ah, che sento ancor l’incornate, rubaldo mondo!…Eh ma a senno ho io, non essi, la pietra lellipotria…No,no lellipotria… Pelli…troia…Nooo, che non è si’ detta…Elli…Elli… Ah, elli un canchero!… Che ho io a fare del nome, poi che ne ho virtu?…Eh, che così è: niuna cosa mi fu detta da’ pochi che incontrai, al segno che delle tante di cui son carco una è pietra valente, bah!… Fortuna che di notte non s’aggirano donne, ché ve ne son tra loro che perdere fanno la virtù a cosa che abbia di magia e che sia da lor vista…Mah, alla grazia di Dio che son venuto alla casa… Oimmene, che gravano esse assai… Gnaffè, son tutto molle dell’acqua del Mugnone…E che bozzi e che picchi! Ahhh…Povero Calandrino, come ti se’ tu concio per trovare fortuna…Ho ancor l’ossa arrembate, mondo reo…M’ugnerò d’uno buono lattovaro per vincere dolenzia e a far bene m’atterrò… Pria che facci luce, converrà separar pietra da pietra acciocchè sol la preziosa abbia indosso e ben celata … Orsù, si faccia presto, che va a cessar la notte… E cheti cheti, che mogliera non senta e mi si levi incontro; che se anch’ella fusse di quelle tali femine, vedrebbemi e torrebbe alla pietra sua virtù…
( Entra in sua casa – Silenzio – Dal verone sospiri e parole – Silenzio – Si fa più chiaro – S’ode picciolo suono di campana – Inoltra dalla platea al palco il Prete di Varlungo che biascica orazione e abbrividisce pel freddo )
Prete Ah, brrr, che tutto mi raggelo da che impegnai il tabarro alla Belcolore…Oh, che gran peccatore che mi sono… Libera me, Libera me da morte aeterna, Domine…Miglior cosa se m’avessi tu fatto in prima frate e poi omo…
Caterina ( da dentro ) Oh il bel rusignolo…
Ricciardo ( da dentro ) Oh la ben dolce gabbia…
Caterina ( da dentro ) Ancor apre egli l’usciolo…
Ricciardo ( da dentro ) Ancor a cantare egli abbia…Ahhhhh…
Caterina ( da dentro ) Ahhhh…
Prete Quali voci son queste?!
( s’ode ancor sospirar di piacere: ahhhhhhh )
Ah, s’io non m’inganno, son basciozzi di quando che la femina usa con l’uomo…Che ancora Messer Lizio metta a cavalla la coda?!…
( nuovamente si fannno i sospiri udire: ahhhh, Ricciardello mio…Ahhhh, Cate bella… )
La giovin Caterina?!…
( ancor a si sospira: aiuta,aiuta, ch’i’ volo a’ Paradiso! – Ride il Prete )
Alla grazia di Dio, che ‘l peccato perdona a chi si pente!… ( percuotesi il petto ) Agnus Dei, qui tollis peccata mundi…Sanctus, Sanctus, Sanctus…Oimè, che a far contrito mi raffreddo più assai…( imitando la Belcolore ) “ O fanno i preti così fatte cose?…” …Le fanno, le fanno, e senza averne a grazia: ( imitando ) “ Cinque lire! “…Al Santo!…Ho io mal fatto a prometterle, che quanti moccoli vo’ ricogliendo d’offerta in un anno non valgon la metà!…Ma deggio darle se rivoglio il tabarro…Hum, e in che modo riaverlo senza pagare dazio ?…Domine Iddio, mi pento, ma Tu fa lume al servo…( Si fa segno cristiano e si dispone a biascicare orazioni davanti alla casa di Lizio)
( Ancora suona la campana – Più si fa luce – S’ode dalla casa di Calandrino rumore di pietre rotolate – Esce di poi sul suo uscio Messer
Lizio, levato da letto )
Lizio ( facendo sbadiglio ) Ah, che buon sonno ho io fatto!…Cosa mirabile fa la natura…( sente e poi vede il prete)
Prete Kyrie, Kirye…Agnus dei…Tabarrum meo!
Lizio O Sere, ma altro loco per dire divozioni non avete?
Prete Messere, io l’ho ma gli è che passando mi venne desiderio di pregar per li vostri peccati…( orando ) Domine, fallo casto…
Lizio Che peccati e peccato!?…Levatevi e m’uscite dai gangheri, che casa mi svegliate!
Prete Chè, ancor riposa la figliuola?!( in atto di partire ) Iddio le faccia bene…
Lizio Andate, andate, che a lei ho da pensar io e non Domine…( il Prete esce ) Ahhh ( si stira )…Lasciami vedere come l’usignolo ha fatto questa notte dormir la Caterina…( partesi in casa e subito inoltra il Prete )
Prete ( ride ) Va, Lizio, va, che troppo l’arai tu presto a vedere!…Torniamo a noi che parmi d’aver fatto buon avviso:… Se alla Belcolore chierico inviassi pregando di accattarmi il mortaio suo atto a far salsa, ella certo nol negherà…E quando in poi qui alla piazza venisse a guatar Nello suo, ch’io ben credo abbia ancora a mancarle di casa, stando essi insieme potrei, senza pagar dazio, ripigliare tabarro…Ho per la mente il modo; conviene ora cominciare altro danno…
( Da dentro s’ode esclamare Messer Lizio, a voce bassa: …Per la fede di Dio!…Giacomina, lievati presto!)
…Che questo è già comincio! ( parte ridendo )
( Da dentro casa di Lizio scalpiccii e voci soffocate – Inoltrano, chi da platea chi da palco, le tre donne curiose di conoscere – S’apre l’uscio
di Lizio e n’escono Lizio e Giacomina in affanno…)
Giacomina Come può questo essere, marito mio?! Caterina è…
Lizio …E’ stata sì vaga dell’usignolo che ella l’ha preso e tienlosi in mano!
Giacomina Ah, bene ho visto com’ella s’addormisse a Ricciardo e presolo l’avesse per quella cosa che fa vergogna nominare! Orsù, si metta fine a…
Lizio Donna, guarda che tu non facci motto, che in verità, poscia che ella l’ha preso, egli sarà suo! Ricciardo è gentile uomo e ricco giovane…E se egli vorrà a buon concio da me partire, e’ gli converrà che primieramente la sposi…
Giacomina …Sì che egli si troverrà aver messo l’usignolo nella gabbia sua e non nell’altrui! Tu bene dici, Signore e io molto sono racconsolata veggendo te non esser turbato di questo fatto…
Lizio Sia fatto dunque al presto quel che ha da esser da fare…Vien con meco.
( Rientrano in casa Lizio e Giacomina – Apre bottega Cisti e alle donne fa voce )
Cisti Chente è, donne, che m’ero appena desto che sentii io chiavare uscio di sotto?
Pampinea A noi lo chiedi? ( indicando il verone ) Chiedilo a’ maggiori…
Filomena E altro non sentisti?
Cisti Or che vi penso, un tramestio, un biascicar d’orazione…
Pampinea ( Alle altre ) Il prete ha fatto la funzion di notte…
Filostrata ( a Cisti ) E non vi fu romore dalla Tessa?
( Rotolano pietre in casa Calandrino )
Cisti O bella?! Tale e quale a questo…
( Inoltrano Nello, Bruno e Maso che si terrà disparte, intento a scrivere in un suo foglio )
Nello Salute e ghiande, gente!
Cisti Al porco tu l’ha’ dire, bona lana…
( altro romore di pietre dalla casa, poi Tessa e Calandrino )
Tessa ( da dentro ) O Calandrino?!
Calandrino ( da dentro ) O Tessa?!
Bruno ( a commento ) Eccoci all’acqua!…
Tessa ( da dentro ) Finalmente a casa il diavol ti ci reca!…
Calandrino ( da dentro ) Oimè, malvagia femina, vedimi tu?!
Tessa ( da dentro ) S’io ti vedo?! Magari, più non avessi a farlo…
Calandrino ( da dentro )Oimè, che faccendo m’hai tu tolto ogni bene…Ma te ne pagherò moneta grossa!…Tutta, tutta ti vo’ cardare braccia e piedi…
Tessa ( da dentro )No, Calandrino, no…
Calandrino ( da dentro )…Senza lasciarti in capo capello, o osso addosso che macero non fia…
Tessa ( da dentro )Ahi!…No, marito mio dolce…Ahi, chi soccorre?…
( Fan risa gli altri mentre continua il tramestio )
Nello ( in confidenza a Bruno ) Dichi tu che abbiam noi ad entrare?
Bruno ( c.s ) Attendiam quì che sono per sortire…
Calandrino ( da dentro ) Mi vedi tu? O anco sentimi…
Tessa ( da dentro ) Ahia… Cessa, ch’io ti chiedo mercè con mani in croce…
Calandrino ( da dentro ) No, che ti vo’ pagare il bel servigio…Piglia!
( Vengono di casa Tessa e Calandrino, l’uno l’altra menando )
Tessa Ah, aita, aita, aita…
Calandrino E piglia, e piglia, e piglia!
Bruno O Calandrino!…
Nello O Tessa?!…
Bruno Che è questo che par che sia mercato tanto è il chiasso…Oh Tessa!…
Nello Oh Calandrino!!…
Calandrino Ah compari, compari, se sapeste…Venite presto suso che vo’ mostrarvi il male che m’ha fatto costei( tornando a menare ) E ripiglia!…
Tessa Ahia, madre mia! ( si rifugia dalle donne )
Bruno Andianne, presto, che ora viene il meglio!…( seguono in casa Calandrino mentre le donne consolano Tessa )
Le Donne Povera, monna Tessa…Prendete d’acqua un sorso…Cisti, porta un bicchiero…
( S’odono da dentro il verone le voci alte di Lizio e Giacomina )
Lizio ( da dentro, con voce d’ira ) Caterina!
Giacomina ( da dentro, c.s. ) Ricciardo!
( Apre la tenda del verone mostrando Lizio e Giacomina – Di piazza tutti guardano a loro)
Lizio Levativi che la buona notte è trascorsa e il rosignolo ha già di che fatto nido…
Caterina ( apparendo da sotto per il solo volto) Oimè, anima mia, che il giorno è venuto e qui ci ha colto…
Giacomina O figliuola, hai tu per la grazia dei santi trovato luogo dal caldo che m’appari sì ben riposata?…
Ricciardo ( mostrandosi dalla cinta in su, nudo) Signor mio, io vi chieggo mercè per Dio: io conosco aver meritato morte ma se…
Caterina ( mostrandosi dalla cinta in su chiusa da braccia ) Morte?!…Pietà, padre mio!
Ricciardo E perciò fate di me quello che più vi piace…
Caterina ( con finta pena apre le braccia e mostra il nudo seno ) …O lassa la mia vita…
Tutti Ohhhh…
Lizio Copriti, Caterina!
Caterina ( c.s. ) O anima smarrita…
Tutti Ehhhh…
Lizio Copriti!!
Caterina ( c.s.) O che son io ferita…
Giacomina ( tirandola al basso ) E sta’ cheta, figliuola, e lascia che egli dica ciò che tuo padre vuole che sia detto…( a Ricciardo) Ve bene avanti così, Ricciardo…
Ricciardo E ben che io mi sia portato come disleale e malvagio uomo, ben vi priego io, se esser può, che voi abbiate della mia vita mercè e che io non muoia.
Lizio Ricciardo, a ciò che tu tolga a te la morte…
Caterina ( levandosi )…La Morte?!…Aita…aita…
Lizio E taciti una volta, Caterina, e non aggiunger fallo!
Giacomina ( a voce bassa ) A’tu’nteso? Ricopriti pianamente e vedi di…di disserar l’usignolo che, figliuola, ancor vi tieni il pugno…
Caterina ( levando la mano aperta, fintamente ) Oh, che ne era io senza memoria?!
Ricciardo Ehm…Messer Lizio, a tanto fallo condusse noi giovinezza ma non vi fu malizia…
Lizio ( sulla voce ) E poi che così è, acciò che tu tolga a te la morte ( prevenendo la reazione di Caterina )…Pssst!…e a me la vergogna, sposa per tua legittima moglie la Caterina…
Giacomina …Prima che da cotesto letto ti muova!
Lizio E ove tu non vogli così fare, raccomanda a Dio l’anima tua!
Ricciardo Non a Dio ma a Caterina io raccomando l’anima mia, che tanto ardente è l’appetito che ho di lei…
Caterina E per mia parte è tanto il desiderio che sempre ho di Ricciardo che ben lo accolgo per mio sposo e signore…
Le Donne O bene via…O bravi…Si faccian gli sponsali…
Cisti E faro io la mensa…
Lizio Adunque prestatemi Giacomina uno de’ vostri anelli che con esso unirò io…
( Inoltra da casa Calandrino infuriato, seguito da Bruno )
Calandrino …Io, io ella menerò fino a che fiato renda!
Pampinea ( facendo scudo a Tessa ) Chi, chi vo’ tu menare, sozzo can vituperato!…
Filomena …vecchio impazzato!
Filostrata …rustico maladetto!
Nello ( sortendo dalla casa con pietre in mano ) O Calandrino, volevi tu murare, che noi vedute abbiamo tante pietre?
Calandrino Gli è che, compari…
Bruno E Monna Tessa che ha? E par tu l’abbi battuta…
Tessa Se m’ha battuta? Son macera…
Nello E tu se’ tutto scinto, rosso per affanno…
Calandrino No, egli è che…
Bruno Che novelle son queste, o Calandrino?
Calandrino Appunto dico…
Nello O Tessa, sora mia, che dite voi?
Tessa E dico: Ahia!
Calandrino Taci, femina magata… ( fa atto di dare )
Tessa Ahiaaaaaaa…
Bruno ( con finto risentire )Taciti tu, che se avevi altra ira, tu non ci dovevi però beffare come fatto hai!
Calandrino Io?…
Nello ( c.s.) Chè, poi sodotti ci avesti a cercar teco della pietra preziosa, senza dirci a Dio né a diavolo…
Bruno A guisa di due becconi nel Mugnon ci lasciasti e venistene, il che noi abbiam forte per male…
Nello Ma per certo questa fia l’ultima che tu ci farai mai…
Bruno Che abbiam sicuro quale beffatore se’tu!
Tutti ( trattenendo risa ) Eh si…Eh si….Gran beffatore è egli!
Calandrino No, no, gente mia, no compagni, no… Sta altramenti la cosa…Io, sventurato, avea quella pietra trovata!
Bruno Noooo ?!…
Nello Dichi tu il vero?
Calandrino Se io dico il vero?!…Quando voi di me primieramente domandaste l’un l’altro, io v’era presso a men di diece braccia…
Bruno Tu dichi?
Calandrino E dico, e dico…Veggendo che non mi vedevate, v’entrai innanzi…
Nello Innanzi?
Calandrino Innanzi, innanzi, che ancor sento sul dosso e le calcagna il bussare dei ciottoli …Vedete voi come conci a me l’avete!
Bruno Noi?
Nello Io?
Calandrino O chi se no?
Bruno e Nello Tu dichi?
Calandrino E dico, e dico!…E dicovi che incontrai per la via genti le quali sempre soleano farmi motto…Alcuno fu che parola dicesse men che mezza…
Nello O perché mai?
Calandrino Eh, non mi vedeano elli…
Bruno Ma noi ben ti vediamo…
Calandrino Ora, ora, non prima…
Nello Dichi tu?
Bruno Tu dichi?
Calandrino Eh si, eh sì che dico…Pare a voi ch’io dica per far burla?!
Bruno Mah…
Nello Talvolta sì tu fai…
Calandrino Io sì fo?…
Nello Al certo!
Bruno Al certo!
Tutti Al certo…Al certo…Al certo!
Calandrino Ma quale al certo!…Al certo egli è che questa diavola mi si parò dinnanzi e fecemi veduto, acciò che fanno tali femine perdere la virtù ad ogni cosa…
Nello Nooo ?!
Bruno Tu dichi?
Nello Sarebbe ella di cotali?…
Tutti Sarebbe ella magata?!… ( cessando di difendere Tessa )
Calandrino Ell’è, ell’è…E per questo l’ho tanto battuta quant’io ho potuto menar le mani…E sì ancora vo’ dare…
( Fuggono sino alla sala i due tra le risa celate di tutti )
Tessa Ahhh …No, che non ho io in capo capello, o osso addosso, che macero non fia!..
Calandrino E pur anco le veni ho io a segarti!
Tessa Oimè, Oimè, che mi fan morta!…
Calandrino Di più, di più che morta, femina mala!
Tessa Aita, ahia…aita!
( Va a rifugiarsi Tessa tra le braccia di Monna Belcolore che inoltra per la sala avendo con se il tabarro del Prete )
Belcolore Che è questo?!…
Tessa Aita, aita me!
Calandrino Tienla, o Belcolore, che l’ha vo’io manicare!
Belcolore Ma che vo’ tu manicare, vecchio, che denti non hai più…( lo spinge via )
Nello ( dal palco) O donna, che fai tu in via a siffatta ora?
Belcolore ( celando il tabarro ) Ehm…Vi venni a commissione…( indica Calandrino ) Se non era pel vecchio…
Calandrino ( con forza ) E intendi che io non son vecchio come io ti paio…
Belcolore Al certo: ben di più!
( tutti fanno risate )
Calandrino Ah, togliti, che ho io a seguitare quel che facevo…Vieni a me, Tessa!
Tessa ( fuggendo ) Ahi, che mi vuol grifare…
Bruno ( inoltrando in platea ) Su, su, or cessa Calandrino…
Nello Che colpe ha essa se fosti stolto?…
Calandrino Io stolto?!…Ma che vai tu dicendo?…
Bruno E pien d’inganni, a giunta!
Calandrino Io ingannatore?…O voi, ma di quale…
Nello Si, stolto, che avevi tu a conoscere tua donna e dirle che ella si guardasse d’apparirti quando tu fossi torno con le pietre…
Calandrino Ma come io poteva pensare a l’inganno se…
Bruno ( fingendo di scostarsi irato ) Ecco che tu lo dichi!…Inganno, inganno avevi in animo e inganno ha’ tu fatto a’tuoi migliori…
Nello ( c.s) Non palesando d’aver trovata l’elitropia pietra! Per già lasciarci a mollo…
Bruno Di noi facendo non visibili risa!
Calandrino Io risa?…Ma se mi piansi per que’ sassi tirati che ancor ne sento duolo?!
Nello Ciò fu per volontà di Iddio che ti punì il peccato!
Calandrino Il peccato?…Ma eravamo sul greto e non in chiesa…
Bruno Il peccato, il peccato!
Tutti Il peccato…Il peccato!
Nello Usando Egli di noi ti diede avvertimento che la pietra non dovea esser soltanto tua…
Bruno Ma anco altrui!
Tutti Altrui…Altrui!
Bruno Ma facesti tu il sordo…
Nello Tu il mutolo facesti…
Bruno E Iddio te ne precipitò, stolto facendoti a incontrare la femina!
Calandrino Tu dichi?!…
Bruno E dico!
Nello E quindi fosti tu la cagion del tuo male e non colei!
Calandrino Tu dichi?!…
Tessa E dice, e dice…
Bruno Parrebbe a te che avessimo a burlarti?
Calandrino No, compari, no che nol credo io , ma…
Tessa Non v’è più tempo a dir “ma”…Ha’ tu sentito? Pentiti, villano…
Nello Pentiti, tristo!
Bruno Pentiti, uccellatore!
Tutti Pentiti…Pentiti!
Prete di
Varlungo ( che reca con sé un mortaio, inoltra dal fondo di sala ) E tu pentiti e che Dio ti dea bene!…( a saluto ) Benedicite…
Nello O bono Prete, o da dove uscite voi a siffatta ora?!
Prete Eh, vengh’io da la chiesa in Varlungo che tu ben sai e ispero, alla grazia di Dio, di ritornarvi…
Nello E che fate in gonnella, senza tabarro indosso?…
Prete Il tabarro?…Eh, mi par che l’abbia a mano la tua donna…
Nello ( a Belcolore ) Tu l’hai?!…( in sospetto ) O Belcolore, dice il vero il Sere?…
Belcolore No…Si…Gli è che, marito mio…
Prete …Gli è che lo volle ella a pegno, quando il mortaio le piacque di prestarmi ! Come tu vedi veniva io giusto a ricondurlo per riaccatar tabarro…
Belcolore O di qual pegno mi richiedi, prete?!…Che io ne abbia ricordanza, marito mio, usò egli del pestello come volle senza pagar dazio…Che sia egli impazzato e che…
Nello …Se’ tu impazzata, donna, a chieder pegno al bono prete che tanto per me e te s’adoprò più volte! Fo’ giuro a Cristo che mi vien voglia di darti un gran sergozzone!…Rendigli tosto quel che richiede, e che un canchero te nasca…E guarda che di cosa che voglia mai io dico non gli sia detto di no!
Belcolore ( a fatica ) E così sia, marito mio, se questo è quel che a te piace…Prete, ecco il tabarro…( si avvicina )
Prete Madonna, ecco il mortaio. ( a voce poca ) Piacendo a Dio, vi pestai buona salsa…
Belcolore ( a voce poca ) E io fo priego a Dio che voi non pesterete mai più la salsa in mio mortaio…
Prete ( a voce poca ) E se tu non mi darai il mortaio, io non darò a te il pestello!…( a voce alta ) Vada l’un per l’altro e Iddio per tutti…( mostra di ire ) Ite ,che messa est…
Filostrata Ite, ite ma date penitenzia al peccatore…( indica Calandrino )
Calandrino Ma…Qual penitenza ?!
Tessa Quale a te conviene per avermi battuta…Almen tre messe e cinquanta paternostri!
Pampinea Al tutto?…Meglio se fusser trecento i paternostri…
Filomena Con altrettali avemarie a far da giunta!
Calandrino Alla grazia di Dio…
Prete …E di chi Lui prega! Amen. Così farai con divozione…
Nello E per il danno che a noi fece con inganno?
Maso ( facendosi nel mezzo ) Pel simil danno non cred’io sia bisogno d’incomodare il Cielo…Che egli facci buona limosina a Cisti e noi lui assolveremo d’ogni peste e malanno…
Prete Per la gloria di Dio…
Tutti …E di chi beve!
( Si fanno Evviva e Risa su cui Maso vince con: )
Maso E ognor ribeve!
( Batte egli seccamente le mani e muta luce in scena e tutto si fa immobile – E nel mentre si libera de’ panni d’esser Maso così dice al pubblico: )
Maso Dilettose donne e valenti omini, a consolazion delli quali io a così lunga fatica messo mi sono, assai sono di quegli che sì son stolti che sempre diranno che io, Giovanni Boccaccio, abbia nello scrivere queste novelle troppa licenzia usata, sì come in fare alcuna volta dire e molto spesso ascoltare cose non convenienti in tempo di gran peste…E anche diranno che io abbia mala lingua e velenosa, per ciò che scrivo il ver de’ frati, de’ mariti e delle donne loro, e delle beffe che ogne gente viva intriga e fa per campare la vita…Ma chi non sa ch’è il vino ottima cosa è a chi ben sta, ed è a colui che ha la febbre nocivo? Direm noi, per ciò che nuoce a’ febbricitanti, che sia malvagio?…Chi non sa che ’l fuoco è utilissimo, anzi necessario a’ mortali? Direm noi, per ciò che egli arde le case e le campagne e le città, che sia malvagio?…Io dico che niuna cosa sì disonesta n’è, né onesta è troppo; e pure dico che alla penna non dee essere meno d’autorità conceduta che al pennello del dipintore, il quale senza alcuna riprensione fa di Cristo e di santi e niun vi trova fallo…Adunque d’ogni colpa mondo mi mando, lasciando ciascheduno a dire e credere come meglio il comoda, ché tempo è da por fine alle parole e in pace rimandarvi a cantare d’amore perché festevolmente viver si vuole…
( Ancor batte le mani e tornan vive le figure mentre si fanno suoni di canzone )
…Cantiamo insieme un poco ma sol del chiaro foco nel quale ardendo in festa vivo e ‘n gioco…
Le donne
e di poi tutti ( cantano ) Qual donna canterà, s’io non cant’io.
che son contenta d’ogni mio disio?
Vien dunque, Amor, cagion d’ogni mio bene,
d’ogni speranza, e d’ogni lieto effetto;
cantiamo insieme un poco,
non de’ sospir né delle amare pene
ch’or più dolce mi fanno il tuo diletto,
ma sol del chiaro foco,
nel quale ardendo in festa vivo e ‘n gioco,
te adorando, come un mio Iddio.
( E nel mentre le donne cantano avran luogo gli sponsali di Caterina con Ricciardo a far quadro composto per dir grazie a chi vede )
Qui va a chiudersi il fare rappresentazione
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Novelle e brani usati
dal
Decamerone
dal Prologo – da Calandrino e l’elitropia – da Ricciardo Mainardi e messer Lizio – da Il prete di Varlugo –
da Cisti e dalla Conclusione
fatto nel Luglio e nell’Agosto 2000
alla Casina della Calosina
Sergio
Per ogni utilizzo del presente testo rivolgersi a ragazzociulli@gmail.com
Le musiche sono del maestro Daniele Andriola
Sergio Ciulli
“ …Di lettere, consulti e ditirambi del signor redi francesco medico in toscana e cantore di viniferi colli “.
(…Sala buia ove han da tempo preso posto gli spettatori.
Fioca luce di candela a intravedere la scena…
Musica d’un solo strumento che esegue il tema di redi
“ Egli era magrissimo…” cui aggiungisi al tempo una
voce dal fuori…)
“ Egli era magrissimo, smunto, misuratissimo nel vivere…Sapiente per molte virtù e medico granducale,
trascorreva assai tempo nelle medicee ville doviziosi di viniferi colli…Molte delle virtù dell’acqua conosceva e scarsissimamente col vino adopravasi…”
(…e sul concludere d’un brontolar di tuono si fa luce d’altre fonti in scena mentre continua la musica del tema di redi, variando suono.
Si vede ora il Redi in uno spazio della scena che diremo esser dov’egli fa da Basso. S’aggira con una candela nella mano e poi siede ad un tavolo, con carta e penna d’oca.
Ha intorno cose mediche ma anche fiaschi, botticelle, nappi alla rinfusa…E’ egli intento allo scriver di una lettera che con alta voce dice…)
…Questa sera che è la sera di carnovale io mi ritruovo fuor di Fiorenza, in villa del Serenissimo Granduca mio signore, ed in cambio di andare gironzando alle veglie, ai festini ed ai bagordi, io me ne stò ritirato in cameruccia per poter scrivere a Vossignoria e satisfare ogni cristiana curiosità. Vedete se questo è amore daddovero…
(…e va qui a finire la musica fuggendo lieve mentre il Redi argomenta…)
Vennemi, dunque, la lettera di Vossignoria con le mille domande…Letto ho la puntualissima e diligentissima relazione de’ mali che Ella dice di possedere : debolezza di stomaco, flussioni catarrali, febbri, giallezza di sputo, difficultà di pigliar sonno, urine acide e ruggiti e borbottamenti flautosi nel ventre inferiore…
(…e qui forte, come chiamato, risponde in battere il Tuono !…)
…Mi chiede Ella di volerla io servire del mio sentimento attorno a coteste tribolazioni…Ma mi raccomanda di questo fare…
(…e da ora alcune volte il Redi dirà alla maniera d’essere altro che non se medesimo, un “ altro “ che molto grossolanamente emette suono e pieno parlar tòsco…)
“ …Non come poeta ditirambico che va predicando che si beva vino a bigonce pe’ sanare ogni male, no…ma come medico che ha pe’ ogni male i’ su’ medicamento,
eh !…”
(…e quì ancora altro Tuono batterà forte ad assentire…)
…Ma non ha già da tempo, Vossignoria, messo in opera senza giovamento veruno tante e tante sorte di medica-
menti che sarebbeno stati abili o di guarire, o d’ammaz-
zare, tutti quanti quei languenti che giacciono nello Spedale ? !…E ancora ne vuole ? !…No, no…M’atterrò
io piuttosto ad esser medico e poeta insieme e, se non sempre, non dovessi riuscire a tener ben distinte le due cose, eh, compatisca…
(…e qui, mentre di musica si fa udibile suono vivo, prologo di danza a festa col tema de La dolce porpora, il Redi abbandona la sedia e
si porta bene in piedi in altro spazio della scena che non è da scrivano e che diremo esser dov’egli fa da Soprano. ..)
…Perch’io son, al tempo istesso, galantuomo e cortigia-
- Che egli è come dire : fare a un tempo da basso e da soprano…
(…e al giusto tempo musicale prosegue…)
…Se dell’uve il sangue amabile
non rinfranca ognor le vene.
Questa vita è troppo labile,
troppo breve e sempre in pene.
Sì bel sangue è un raggio acceso
di quel sol che in ciel vedete ;
e rimane avvinto e preso
di più grappoli alla rete.
Su, su dunque in questo sangue
rinnoviam l’arterie e i muscoli ;
e per chi s’invecchia e langue
prepariam vetri maiuscoli ;
ed in festa baldanzosa
tra gli scherzi e tra le risa
lasciam pur, lasciam passare
Lui, che in numeri e misure
si ravvolge, e si consuma,
e quaggiù Tempo si chiama ;
e bevendo e ribevendo
i pensier mandiamo in bando !
(…e mentre la Musica va a concludere continua il Redi alla maniera d’esser altro, tornando allo scrivere nel luogo ove farà da Basso e converserà con l’altro…)
“ …O allora, che io ho dunque di fare pe’ vivere sano,
Reduccio ? !…”
…Che cosa dunque ha da fare per vivere sano, illustris-
simo ? Eh, quesito grande…e ragguardevole…e dottis-
simo…In primo luogo…in primo luogo dee passar la vita…in tranquillità e allegria d’animo, mandando in bando i cattivi pensieri e non spaventando mai per quei mali che Ella pensa di avere ad incontrare, perché così non gli incontrerà al certo !…Che ha capito ? !…E in secondo luogo non ragioni mai di volersi medicare…
particolarmente con quei medicamenti fatti di granchi di rane e rinfrancati con quel benedetto tartaro vitriolato !
(…e nuovamente rimbomba il Tuono e da questo pare trar forza il Redi nell’argomentare…)
…E lasci un poco stare gli acciai, e tutte le cose acciaia-
te…e il continuo cavar sangue !…
(…e l’altrui di subito anch’egli argomenta…)
“…Eh, ma, ma, ma io ho febbre…in forma di terzana…
e ho da cavar sangue pe’ rinnovà l’arterie…”
(…e grande, grandissimo precipita a commento il Tuono !… Molto se ne rannuvola il Redi che con pazienza insiste…)
…E allora caviamolo questo sangue ma con giudizio e servendosi, per la bisogna, di sanguisughe applicate alle emorroidali vene…Che è contento ?
“ Si, si, ma di poi, di poi…non s’ha da fare medicamento veruno, eh ?…”
…Ella m’insiste…Signor si, signor si, tranquillizzatevi…
( Cominciasi a farsi sentire nel sostenere le cose che il Redi dice come a prescrivere medicamento, musica che ha suono che sale e e dilaga pian piano e detto tema chiamasi del China China o anche
dell’Oro potabile…)
…Il suo medicamento sia il pigliare la polvere di China China la quale tanto più si potrà francamente adoperare,
quanto che il corpo, a giorni intermittenti, si sarà potuto gentilmente evacuare mandando giù dal sopra della Cassia rinfrescante…E tenga bene a mente che la polve-
re di China China ha da esser presa o nell’acqua di Pisa rinvigorita con qualche piccola porzioncella di vino o, meglio, nell’oro di un vino bianco puretto e semplice…
(…E torna il Redi all’altro spazio soprano ove, ben ritto, quasi canta ditirambi e molto si rallegra…)
…Egli è il vero oro potabile
che mandar suole in esilio
ogni male irrimediabile…
…Che fa stare il mondo allegro,
da i pensieri
foschi e neri
sempre sciolto e sempre esente !
(…e quì si perde piano la musica mentre prosegue il parlare del Redi…)
…Han giudizio e non son gonzi
quei toscani bevitori
che tracannano gli umori
della vaga e della bionda
Malvagia di Montegonzi ;
allor che per le fauci e per l’esofago
ella gorgoglia e mormora,
mi fa nascere nel petto
un indistinto e incognito diletto
che si può ben sentire
ma non si può ridire…
Ma frattanto qui sull’Arno
io, di Pescia, di Buriano,
il Trebbiano, il Colombano
mi tracanno a piena mano…
(….e alta, grande, nasce musica quasi da rito chiamata Vino, mio nume, su cui s’esalta il Redi…)
…Questo vasto bellicone
io ne verso entro ‘l mio petto ;
e di quel che sì puretto
si vendemmia in Artimino,
vo’ trincarne più d’un tino :
Ed in sì dolce e nobile lavacro.
Mentre il polmone mio tutto s’abbevera,
Vino, mio nume, a te consacro
il tino, il fiasco, il botticin, la pevera !…
(…e con gran ridere il Redi scaccia la musica e torna nel luogo basso allo scrivere, intimando deciso come vero medico ma anche maliziosamente divertito…)
…Poco !…poco, poco, poco, poco vino !…bene innacquato…anzi, largamente innacquato, ecco com’ha da bevere Vossignoria !…e lavacri interni, molti e nobili, sian buona regola…Alla mattina, a buon’ora, beva acqua pura…o cedrata…o di viole mammole, o d’uve passule…tanta !…
(.Di nuovo brontola il Tuono a commentare mente sempre meno scriverà il Redi e sempre più dirà come di un conversar con l’ombra…)
…A mezzodì, poi, faccia conto d’esser diventato frate : minestre brodose, brodosissime e dentro vi sia sempre bollita o della lattuga…o della zucca…o della indivia o della borrana o della cicerbita…
(…brontola, brontola il Tuono e ancora il Redi dice …)
…E se il ventre ruggisce o borbotta per questo tratta-
mento, lo lasci bene in pace borbottare e ruggire, non gli dia orecchio…
(…e lieve assai si farà sotto le parole il tema musicale detto l’Acqua Musicata accompagnando il salir dello sfogo del Redi che molto s’appassiona…)
…Non se ne dee aver pauroso timore e perpetua inquie-
tudine, né precipitarsi ad ingozzare tutti quanti quei guazzabugli di medicamenti che i medici sogliono, per vera ciurmeria, ordinare agli altri ma per se medesimi non gl’ingozzano mai !…Or che vuol Ella ? !… Gli ardo-
ri dell’urina di Vostra Signoria hanno un solo medica-
mento : toglier salumi e aromati di tavola e alzar di letto con la buon’acqua di pozzo…
(…e corre il Redi allo spazio Soprano del cantare negando se medesimo mentre cresce l’Acqua Musicata quale diluvio…)
…No, no e no !
Chi l’acqua beve
mai non riceve
grazia da me !
Sia pur l’acqua bianca o fresca
e ne’ tonfani sia bruna :
nel suo amor me non invesca
questa sciocca ed importuna.
Questa sciocca che sovente
fatta altiera e capricciosa,
riottosa e insolente
con furor perfido e ladro
terra e ciel mette a soqquadro…
E se a sorte alcun de’ miei
fosse mai cotanto ardito
che bevessene un sol dito,
di mia man lo strozzerei !
(…e come scacciata va a cessare il suono d’acqua…)
Oh quanto errando, oh quanto va
nel cercar la verità
chi dal Vin lungi si sta !
Vadan pur, vadano a svellare
la cicoria e i raperonzoli
certi magri mediconzoli
che con l’acqua ogni mal pensan di
… espellere :
io di lor non mi fido,
né con essi mi affanno,
anzi di lor canto e rido…
(…e vien ad accoglier le parole il tema musicale detto dell’Acqua Cedrata prima o anche Da mia masnada…E recita cantando il Redi…)
…Da mia msnada
lungi sen vada
ogni bigoncia
che d’acqua acconcia
colma si sta.
L’acqua cedrata
di limoncello
sia sbandieggiata
dal nostro ostello…
…Vino, vino a ciascun bever bisogna,
se fuggir vuole ogni danno…
…Or questo, che stillò dall’uve brune
di vigne sassosissime toscane
bevi Reduccio e tien da lui lontane
le chiomazzurre Najadi importune :
(…e va a finire ogni musica mentre il Redi conclude…)
Che saria
gran follia
e bruttissimo peccato
bevere il Carmignan quando è
innacquato !…
(…e con queste parole torna egli a far da Basso, al poco scrivere e a l’usato parlare con l’altro che non v’è…)
…E bruttissimo peccato sarebbe ancor il troppo rigida-
mente portarsi nel cercare la sanazione, come a me pare
invece abbia nel condursi Vossignoria Reverendissima…
Nel querulo favellare di tanti mali che dice di possedere Ella sostiene che nel cibarsi…
“ …Eh, bah, sia vera virtude astenersi da quel che piace, se quel che piace, offende ! “
…Questo, nel dirsi, è dottissimo e giusto ; ma nel farsi ? Nel farsi io rispondo che “ chi va a letto senza cena tut-
ta notte si dimena “…Meglio, molto meglio osservar buona regola ricordando che quel che comunamente suole offendere si è la quantità, non la qualità…
(…e ancora viene il tema musicale l ‘ acqua cedrata nella versione
seconda…e il Redi canticchia…)
…Oh quanto errando, oh quanto van
oh nel cercare la verità
chi nel vin troppo sen va…
(…e al subitaneo concludersi del tema l’altro ribatte…)
“…O, o di’ vino ora che v’entra ? !…eh ?… “…
(e il Redi , con pazienza commenta e poi va a spiegare…)
…già mi pare di sentirla maravigliare…Si lasci servi-
re : v’entra, v’entra…Non il bere ma il ribere procura lo sconcerto e dunque
Imbottiam senza paura
ma con regola e misura :
quando il vino è gentilissimo
digeriscisi prestissimo
e per lui mai non molesta
la spranghetta nella testa…
…Che ha inteso, Vossignoria ?…
“ Si, si…ho inteso…Ma se ancora accadesse, eh ? che una tantumme e s’infievolisse lo stomaco e vi fusse gravezza di testa perché saltata s’abbia la regula ?…
…E se ancora accadesse non dia a disperarsi…
..E non par mica vergogna
nei bicchieri impazzir,
cinque o sei volte l’anno…
“..Si, si, ma qualora, eh,ricurresse i’ caso e… “
(…e prima con voce di gran reprimenda, puoi di subito quasi chiudendosi la bocca , rimbecca il Redi…)
…E ricorrendo il caso !…e ricorrendo il caso eviti l’im-
bottarsi di tutti que’ rimedi con cui usa da mane a sera : solutivi, infusioni, tartari vitriolati, la terra sigil-
lata, la pietra di Bezoar, il corno di cervo…e gli occhi de’ granchi…e la polvere viperina…e i vini acciaiati e le misture di cacao torrefatto e caffè !…
(…e qui abbandona la sedia e corre il Redi allo spazio soprano, per argomentare…)
…Vossignoria, mi ascolti…
…Con un sorso
di buon Còrso
o di pretto, antico Ispano
a quel mal porga soccorso
che non è da Cerretano :
non fia già che il cioccolatte
v’adoprassi, ovvero il tè,
medicine così fatte
non saran giammai per te :
beverai prima un veleno
che un bicchier che fosse pieno
dell’amaro e reo caffè…
“ ,,,Ah, ah..eh ..ah…eh…eccovi, eccovi finalmente arrivato a i’ parlar del cioccolatte e del caffè e di quel vostro ditirambo di cui ho copia presso di me e che di-
molto m’ingarbuglia.. o reduccio !…O allora ? ! “
“ …Allora, allora ha ragione, Reverendissimo, e ancor maggior ne ha nel domandarmi di chiarire se io appro-
vi o condanni la bevanda del caffè dal momento che,
nel poetare, sembra che l’abbia a biasimare…Ha ragione ma osservi però bene attento e vedrà ch’io ho biasimato più l’uso del bicchiere che il caffè medesimo
perché tutti sanno che il caffè s’ha da pigliare nella chicchera di porcellana, come i galantuomini han costume ; e, parimenti, ho biasimato “ l’amaro “ del caffè che lo fa “ reo “ e non già il caffè indolcito…
Beva dunque tranquillo il suo caffè, Vossignoria,…
(…e lieve sale il suono come di danza del tema musicale che ha per nome Al suon del cembalo mentre il Redi s’appresta a dar comandi d’allegria …)
…e consideri che ancora una volta, essendo io galantuomo e cortigiano, ho cantato e danzato al suon del Cembalo, facendo a un tempo da basso e da soprano…
(…e recitar cantando va il Redi con le mille diversità di suoni…)
…Al suon del cambalo,
al suon del crotalo,
… su su mescetemi
di quella porpora
che in Monterappoli
dai neri grappoli
si bella spremesi…
si bella spremesi…
…In di allo strepito
di flauti e nacchere
trescando intonino
strambotti e frottole…
strambotti e frottole…
…e dai poggi vicini accordi e suoni
talaballacchi, tamburacci e corni
e cornamuse, e pifferi e sveglioni
strimpellando il dabbuddà
cantino e ballino il bombabadà…
…e se cantandolo
arciballandolo
avvien che stanchinsi
e per grand’avida
sete trafelinsi…
…sempremai tornino
di nuovo a bevere
l’altera porpora
e la maritino
col dolce Mammolo…
…e il mio labbro
si purifichi, s’immerga,
si sommerga
dentro un pecchero indorato
colmo in giro di quel vino
che fiammeggia in Sansavino…
…quindi
s’abbeveri del leggiadretto,
del sì divino
grazioso sangue di Montalcino…
…e quindi ancora
d’un Canajuolo molto maturo
spremasi mosto talmente puro,
empia que’ vetri,
zampilli e salti,
spumeggi…
(…e quì tronca improvvisa la musica…)
…e brilli !
Mescete, su mescete :
tutti affoghiam la sete
in qualche vin polputo…
E lodato,
celebrato,
coronato,
sia l’eroe che nelle vigne
di Petraia e di Castello
piantò primo il Moscadello…
(…e riprende qui altro tema musicale detto Ma interdetto, maledetto…)
…Ma interdetto,
maledetto,
se vi è alcuno a cui non piaccia
la Vernaccia
vendemmiata in Pietrafitta…
…Fugga via dal mio cospetto
e per pena sempre ingozzi
vin di Brozzi,
di Quaracchi, di Peretola,
e per onta e per ischerno
coronato sia di bietola !…
(…e su un gran ridere che fa il Redi va a cessare la musica mentr’egli torna allo spazio ove fa da basso argomentando…)
…E non solo di bietola avete a coronarvi se insisterete, soverchiamente impaurito, a ingozzare ogni mattina quegli ostichi beveronacci de’ medici vostri amici…
D’alloro, d’alloro avete a inghirlandarvi, siccome il pauroso Tiberio faceva, per credulo riparo allo stra-
volgimento del sangue quando sentiva tonare…
(…e assentisce il brontolar del Tuono…)
…E non pago, si ficcava in cantina ! E che al più pre-
sto Vossignoria Illustrissima in cantina abbia a scen-
dere, dubbio non v’è !…Spilli di poi a una botte qual-
che tazza della più generosa Vernaccia, che ben cono-
sco Ella possedere…
“ …Io ? !…No, noe…No, Reduccio , no che nun ne possiedo, noe !,,,”
…Si, si che Ella ben ne possiede e molto di questo abbia a rallegrarsene !…E allora, di questo spiritoso rimedio ben ne avrà riscaldato il cuore e il paracuore, allontanando al contempo ogni timore e restituendo brillantezza di colore alla figura, tal quale…
(…e sospende repentinamente il Redi d’ogni dire udendo e incantando del tema in musica Una tavola del Buffalmacco… per poi proseguire ponendo sovra essa musica le parole e usando in esse sempre più del suono della lingua tòsca per narrare a guisa di novella…)
…tal quale una tavola del Maestro Buffalmacco,
dall’odor di tanto vino impregnata…
(…e quasi a fingere d’esser in più d’uno a dire, come è del novellare…)
…Oh che colore…
…Oh che robusto, che vitale odore !…
…Non v’è nessun timore
di trovare un odore
sì delicato e fino
che sia più grato dell’odor di vino…
(…e nel mentre sempre più viene a farsi la musica come ricordo di cosa stellata parrà il Redi, nel suo dire, far véglia..)
…e se mai a Vossignoria fosse dato il benefizio d’annu-
sar da presso un dipinto del Buffalmacco sappia, come narravano le monache di Faenza ( lingue sacciute che avevano il lor convento dove è oggi in Fiorenza la Fortezza da Basso…), sappia ch’egli fu colui che trovò quella nobile e lodata invenzione di stemperare i colori non con acqua di pozzo, ma bensì con la più brillante
Vernaccia de’ nostri colli…E da quando questo gran Maestrone cominciò ad usare vino tra i suoi colori…
…Ei dipingeva i santi nelle mura
con certi visi tutto sangue e latte !
…ed eran tutti condotti di buona maniera..
…giovaloni…
allegrocci…
…pastricciani…
…che se ne diceva fino alle porte di Parigi…
…e di Arezzo !…
…maravigliandosi..
…Oh il bel colore di fragola matura…
…Che il viso alletta…
…si, e cotanto diletta !..
..Ma in avanti che il pittore trovasse questa vinosa invenzione, fate conto…fate conto che le sue pitture rassomigliassero al vostro viso…Cioè a dire :
…Scolorite !
…Pallidacce !…
…Muffate !…
…ritratti perfetti d’ogni ipocondriaco bevitor di sol’acque…
(…e se ne va lenta la musica e torna il Redi a dire all’usata
maniera…)
…E ora, or che ho voluto io dire, Illustrissimo, narran- dovi a guisa di monaca sacciuta questa filastrocca ?
Ho soltanto voluto inferirvi che se istempererete i colo-
ri della vostra paura, qualche volta, con una poca di
Vernaccia o d’altro prezioso vino è certo che andrete
riacquistando più facilmente la vostra, antica, buona cera…E dunque…
(…e nuovamente si porta il Redi allo spazio soprano…)
…Torniam noi trattanto a bere…
Ma con qual nuovo ristoro
coronar potrò il bicchiere
per un brindisi canoro ?…
Lingua mia, cervello scaltro,
gusta un po’, gusta quest’altro
vin robusto, che si vanta
d’esser nato in mezzo al Chianti
e tra’ sassi
lo produce
per le genti più bevose
vite bassa e non broncone…
(…e odesi il suono largo, disteso, armonico del tema musicale Questo nappo che accoglie le parole del Redi…)
…Questo nappo, che sembra
una pozzanghera,
colmo è d’un vin sì forte e sì
possente
che per ischerzo, baldanzosamente
sbarbica i denti e le mascelle
sganghera…
Quasi ben gonfio e rapido torrente
urta il palato e il gorguzzole inonda,
e precipita in giù tanto fremente
ch’appena il cape l’una e l’altra
sponda…
E dilava,
sgravando
ogni pensiero !…
.(…rotola via la musica quasi fosse tuono che s’annida nel parlare con cui ora seguita a dire il Redi, sempre più facendosi egli come irato, in guisa di temporale…)
…Ma se intendete anco voi dilavare le viscere per l’interno senza urtare il palato e senza precipitare, bisognerà che l’inondazione avvenga dal di sotto…
Se, come implora, il bisogno la strigne, si faccia ciò per via de’ soli cristieri co’ quali si ripulisce ottima-
mente la stalla e non si sconcerta né si mette a soqqua-
dro la cucina…Ma sieno cristieri piacevoli, gentili, non di quella maledetta razza grata agli speziali !…Oh il bel lavoro che fanno nelle budella quelle decocionacce
imbrogliate con le mille miscele, con quelle benedette lassative, con que’ Diacattoliconi, con quei Diafiniconi,
Diatriontonpiperoni, e altri nomi da far spiritare i cani ! !…
(…e continuando a dire in tempesta si porta al luogo ove fa da basso
sedendo e lentamente rabbonendo…)
…Brodo d’acqua d’orzo, olio di casa e un pizzico di sale…questo usi per ripulire !!…E non abbia paura dell’innacquare…Si digerisce, haimè, più facilmente l’acqua che il vino e anche il vino, che di calore è ap-
portatore, non disdegna, talvolta, di mescolarsi col gelo…
…Purchè gelato sia e sia puretto
a inghirlandar le tazze or m’apparecchio
col Topazio pigiato in Lamporecchio.
Gelato, quale alla stagion del gelo…
(…e viene fischiando vento a render muto il Redi che resta come sospeso per poi continuare a dire con umore di uom che si raggela…)
…il più freddo Aquilon fischia pel cielo .
…e pel cielo va fischiando ancor stasera mentr’io me
ne sto quasi rabbrividendo di un tremore che molto ispaventerebbe Vossignoria…E allo strepito di tegole e comignoli percossi mischiasi i suoni che in altre stanze fanno i musici che rallegrano il Carnovale…
…come dal vento portato giunge lieve suono che vien da altre stanze, suono di danza del tema musicale Stagion del gelo, dirompetolo…
e sale ad accompagnar l’andar stanco del R edi allo spazio ove fa da soprano seguitando a dire…)
…Malgrado l’ora già tarda io non prendo sonno e nello scrivervi vedo, dalla mia finestruccia, le più alte cime di questi doviziosi colli imbrillantate dal lucor del gelo…
(…e ora è piena la musica e il Redi si forza al canto…)
…Dirompetelo,
sgretolatelo,
infrangetelo,
stritolatelo,
perché tutto si possa risolvere
in minuta freddissima polvere
che mi renda il ber più fresco
per rinfresco del palato…
Senza frottole e riboboli
su del ghiaccio mi portate
dalla grotta del Monte di Boboli…
Su del ghiaccio mi portate
dalla grotta del Monte di Boboli…
(…e come risucchiata se ne va la musica e la segue di poi il Redi nel tornare, con modo flebile, allo spazio ove fa da basso…)
…Ma io mi ritrovo fuor da quella grotta e fuor da Fiorenza da più e più giorni e ho assai timore che n’abbiano a passare ancora di giornate prima ch’io possa rientrarvi…Non ch’io mi lamenti : ho con me le cose cui m’accompagno e la cantina del mio Signore è ben fornita…Ma per queste stanze il gelo è forte…La mia sciatica alza la voce e questo è segno sicuro di maggiore incrudelir del tempo…Non possedendo più per età grande calore interno bisognerà che torni ad insaccarmi di vin caldo e robusto…
…Bella Arianna, con bianca mano,
versa la manna del Montepulciano,
colmane il tòfano e porgilo a me…
(…e come rispondendo s’ode il tema musicale Manna di Montepulciano che par render vitali le stanche ossa del Redi
che quasi balza nello spazio soprano per dire…)
…E mentre ch’io lo succio, e che l’ingozzo,
o per dir meglio, il mastico e lo’ gollo,
fatevi conto, i’ ne berrei un pozzo,
ma vorrei, come un cigno avere il collo…
…E pronunzio sentenzia per mia fè :
Montepulciano dì ogni vino è il Re !
(…e genuflette il Redi nel salir della musica che trionfa, per poi portarsi allo spazio ove è egli basso…Seduto dirà, come uom che brividi sente che non di solo freddo sono…
…E bevendo, ribevendo,
sì facendo,
del nevoso cielo
non temo il gelo…
…M’imbacucco, di poi, nel zamberlucco e, al par dell’animal camaleonte ch’Ella alleva e di cui sempre m’invia notizie, mi raccolgo accanto alla stufa con le mie uova rallegrandomi di esser vivo…Ah, mi favorisca avvisarmi cosa Vossignoria gli dia da mangiare e bevere, oltre le mosche e i moscherini che egli si busca con la lingua…com’io, con la mia, busco adoperando-
mi con consulti, lettere e ditirambi…E in proposito :
troppo, troppo onore mi vuole esser fatto da quel suo amico nel volerne stampare…No, no…Le mie cose non sono cose da tenerne troppo conto e poi altri sonetti miei, come mi si richiede, non posso presentemente farne poiché…
(…e qui va a rialzarsi con fatica il Redi per portarsi allo spazio ove
si vuole soprano mentre continua a dire con incerta voce… )
…Dei ben strani capogiri
d’improvviso mi fan guerra.
Parmi proprio che la terra
sotto i piè mi si raggiri…
(…Ora qui comincia a farsi quel suono che di poi sarà il tema musical
della Tempesta, ad imitazione di acqua e vento in furia nel mare…E il Redi molto si agiterà in essa musica, ora fingendosi egli stesso un di questi elementi naturali, ora mostrandosi marinaio che lotta e manovra nel mare del vino… )
…Ma se la terra comincia a tremare
lascio la terra, mi salvo nel mare
del vino…
…Su voghiamo.
navighiamo,
navighiamo infino a…Brindisi !
Arianna, brindisi, brindisi…
(…e la musica si fa ora di grandissimo suono quale nera tempesta e il Redi pare ad assa intonare ogni sillaba del suo dire fingendo farsi udire tra sibili di venti e urlio di marosi…)
…Or qual nera, con fremiti orribili,
scatenossi tempesta fierissima,
che de’ tuoni, fra gli orridi sibili,
sbuffa nembi di grandine asprissima…
(…e pare ora uom che voga il Redi nell’intonarsi al ritmo della musica…)
…Passa vo…
Passa vo…
Passa voga, arranca arranca
che la ciurma non si stanca ;
anzi lieta si rinfranca
quando arranca
quando arranca inverso Brindisi !…
(…e sulla musica che quasi dilegua sino a farsi sottile il Redi pare veder terra e avvisarne una ciurma di molti se stesso…)
…Terra…Terra !…
(…e sul risalir dei suoni che vanno a percuotere ogni dove, la ciurma
grida messaggi e del vino tracanna in un diluvio da sopra e da sotto…)
…Che vino è quel colà
ch’ha quel color dorè ?
…La Malvagia sarà
ch’al Trebbio onor già diè !
…Ell’è da vero, ell’è :
accostala un po’ in qua
e colmane per me
quella gran coppa là…
… E’ buona per mia fè,
e molto a grè mi va…
…Io bevo in sanità
Toscano Vin di te !…
(…e al termine dell’ultimo dire incolla al fiasco il Redi la bocca sua e beve in gran tremore di membra e di suono sino a ché un colpo come
di mille tuoni non lo schianta quale uom che quasi muore ponendolo nella sedia ove è solito far da basso…Di poi, nel silenzio che viene a farsi, con grande fatica e affanno va a dire…)
…Oh voi mi stimate ben gonzo e ben melenso se credete ch’io mi pensi in sanità e che non mi sia per ancora accorto di quegli accidenti che mi molestano da più di un anno in qua…
…Che io non me ne accorgessi le prime volte lo confes-
so…Ma ora, eh, ora ? !…Questi freddi mi hanno accon-
cio per il dì delle feste…Vo’ girando intorno al fuoco come uno dei camaleonti di Vossignoria e mi accorgo benissimo, nel non trovare mai calore, che ho avuto il travaglio e l’accidente…
….Son magro, secco, allampanato e strutto…Son come dite voi…Sono una mummia !
…Ma che volete ch’io faccia, eh ? !…Sto’ al riguardo, resto nella mia camera, e a ben purgarmi d’antiche licenze m’esercito a comporre un ditirambo a Arianna inferma dove fornisco lavacri da sopra e da sotto e lodo l’acqua senza far più da basso e da soprano ma, haimè, solo da medico…
(…e qui scrive il Redi come a prescrivere medicamento mentra s’ode il tema musicale Acqua renella accompagnare il suo dire…)
…L’acqua è buona alla febbre e al color colico,
guarisce la renella e il mal di petto,
fa diventare allegro il malinconico,
l’appigionasi applica al cataletto
ed in ozio fa star tutti i becchini,
ma non bisogna berla a centellini :
e quel che importa, il medico l’approva
e in centomila casi stravaganti
ha fatto ancor di sua virtù la prova
celebrandola più del vin di Chianti…
(..e sul cessare della musica conclude il Redi di malagrazia…)
…Oh allora, veduto che si sia che d’acqua canto, uso e trinco, che si desidera ch’io faccia per la mia sanità ?..
Vorreste voi ch’io mi medicassi con tutti quei diavoli vostri di solutivi, infusioni, polveri e baie simili inven-
tate da coloro che, o per ignoranza, o per misteriosa malizia, affollano i poveri malati con bigonce di medi-
camenti, privandoli dell’intelligenza del desiderio ?…
No, no !…io fo’ regola di vita la più aggiustata ma del
“ del dòtto e del giusto “ non abuso…E questo è, e sa-
rà, il mio primo medicamento : e per secondo piglierò del buono umore…
…allegrezza, allegrezza : io già rimiro,
per apportar salute al legno infermo,
sull’antenna da prua muoversi in giro…
(…e avviene come per incantamento che ad interrompere il Redi s’oda
musica del tema Stelle di SantErmo, che ogni ardore pare sospendere. Come infantilmente maravigliandosi a più bassa voce prosegue…)
…l’0ricrinite stelle di Santermo…
(…per poi seguitare come uom che vede più di ciò che dice…)
…Sappia Vossignoria Reverendissima che le monache di Faenza, quelle lingue sacciute di cui poc’anzi dissi, nar-
rano che nelle più spaventose fortune di mare suole, so-
ventemente, verso ‘l fine di esse, apparire una certa luce, o splendore, che si posa sopra gli alberi, o sopra l’antenne e le vele…Ed essa luce chiamasi appunto di
“ SantElmo “ e inganna alla vista come stella…
(…E qui subitamente cambia modo il Redi e come irridendo va allo spazio ove si fa soprano e dice, mentre va a cessare la musica…)
…Ah no, no, non son stelle
Ariannuccia, no…
Son due belle fiasche
gravide di buoni vini…
…se di questi tu berrai
camperai più di Nestorre
ed avrai Reduccio
sodo e ritto il pensier come una torre !
(…e grande suona la risata del Redi e di poi egli prosegue nel dire con voce camuffata in altra cupa e profonda che ammonisce…)
…” Oh, messere Francesco, tu così adoprandoti morirai …”
…sento io rimbrottarmi dalla profonda voce di basso che alberga nelle mie viscere !…Ma subitamente ecco che l’altra mia voce, quella che ha timbro soprano e che dimora tra testa e cuore, ribatte :
“ …Eh, e che hanno fatto gli altri che non si sono così adoprati, se non questo ?…Morire è cosa che tocca ai vivi…”
…fan coro il gentiluomo e il cortigiano…
“ …sia ciascun d’esso malato oppure sano ! “
…E così faranno ancor quelli che verranno dopo di noi, Illustrissimo…Quindi, quando la mia morte verrà io procurerò di avere santa pazienza, quella pazienza che Voi tanto predicate…Di sicuro non mi farà trop-
pa paura perché sono certo, più che certo, che lo aver paura non è cagione che la morte si ritiri. Quando
verrà l’ora…
(….e ancora viene la stellata musica di SantErmo in una sua variante detta Verrà l’ora e a questa il Redi si attiene tornando a dire come uom che vede il suo finire…)
…Io gir men voglio
per mio gentil diporto
purchè sia carca
di brindisevol merce
questa mia barca…
…Non iscandalizzatevi, Illustrissimo…
…E’ bello andar
per barca in mare
verso…
verso la sera…
…E io non ho altra ragion di scusa che il saper da tempo, da tanto tempo, di dover navigare…
…Su, su voga mio Reduccio,
corri incontro ad…
Ariannuccia
come il sai…
Che saria
gran follia
e peccato ben parecchio
dare il vino innacquato a uom
che è vecchio !
(…e vanisce la musica sul parlar del Redi alla Vigna gentile, con amore da lei commiatandosi…)
….Manna del ciel sulle tue trecce piova
vigna gentil, che questa ambrosia infondi…
Ogni tua vite in ogni tempo muova
nuovi fior, nuovi frutti e nuove frondi…
Un rio di latte in dolce foggia nuova
i sassi tuoi placidamente inondi…
Né pigro gel, né tempestosa piova
ti perturbi giammai, né mai ti sfrondi…
(…e qui torna leggera la musica del Verrà l’ora…)
…E ‘l tuo Signor nell’età sua più vecchia
possa del vino tuo ber colla secchia !…
(…e soffia sulla candela che ha in mano il Redi mandando al buio la scena e la sua finta vita. Resta, malinconica e serena, la musica che
sale, sale e va a cercar le stelle…
(…fatto al Riposo dei Vescovi in San Domenico di Fiesole nell’Agosto 1991.
Detto in mille posti negli anni a seguire e rifatto a Strada in Chianti in Agosto 1998 )
Note dell’autore
“ …accaddemi che stando nel tempo dell’estate io in villa a san domenico di fiesole in compagnia di amici cani e di una turba di
gatti, mi dilettassi di un libruccio che niuna importanza parea pos-
sedere tanto egli appariva di minuscolo carattere e senza nobiltà di forma esteriore, Ma più ch’io lo sfogliava, più mi si rivelava posse-
der tesori di umori sapidi e molta intelligenzia…Composto di mano
di tale redi francesco, uomo vissuto cento e cento e ancor più cento
anni prima dei nostri, trattava di lettere e consulti del suo autore che
essendo medico molto sapeva ma anche molto ignorava…Di acque e
vini dimostravasi epperò gran conoscitore e in appendice alle senten-
zie metteva parole per entrambi i due…Tanto che mi ci appassionai e
di una notte di luna grande io feci alba nel leggere e rileggere… “
Dedica dell’autore
“ …un omaggio affettuoso e irriverente al mio omeopata “
Avvertenza agli eruditi
“ …questo testo, nato come materiale per uso teatrale, asemblea e
liberamente rielabora le opere Lettere e Consulti, Bacco di Toscana,
Arianna Inferma tra loro commisti e integrati drammaturgicamente
con scritti dell’autore e regista svolti alla maniera di… “
Locandina dello Spettacolo
“…di lettere, consulti e ditirambi del signor redi francesco medico in toscana e cantore di viniferi colli “
di e con sergio ciulli
Monologo con musica per un attore
musiche
Daniele Andriola
costume
Patrizia Menichelli
assistenza
Mario Nicosia
impianto tecnico
Omicron Firenze
Concertazione Spettacolo
Sergio Ciulli
Prima Nazionale
Fattoria di Vistarenni
in terra di Chianti
19 ottobre 1991
Festival
I suoni della Vendemmia
Bibliografia
La prima versione del testo è stata edita
dal Centro di Studi Storici Chiantigiani
a cura di Renato Stopani
Radda in Chianti 1991
Per ogni uso del testo contattare ragazzociulli@gmail.com
Sergio Ciulli
“ Lunedì la Compagnia riposa…”
ovvero
Romeo e Giulietta dei teatranti
Personaggi
Romeo, attore classico
MariaGiulietta, attrice meno classica
Lorenzo, Frate e poi Portiere della Locanda Il Balcone
Rosalina, Ragazza e poi Impiegata della Locanda Il Balcone
Regina, Nutrice, Barbona, Strana Creatura e altro ancora.
Paride, Regista e Autore
Prologo
Sul progressivo passaggio in sala da luci intere a mezze luci e sul salire delle luci in scena un mix registrato di battute recitate da attori impegnati nel Romeo e Giulietta accompagna l’apertura di un siparietto che mostra due esecuzioni di stile diverso, divise tra loro e bloccate a far quadro, della scena terza, atto quinto, del Romeo e Giulietta di Shakespeare. L’azione inizia in quella ove un Romeo recita parte del suo monologo di morte nel sotterraneo che ospita la creduta tomba di Giulietta… La recitazione, la traduzione del testo e il clima creato dalle luci è quanto ci si aspetta da una rappresentazione di tipo classico.
Romeo “…ah! cara Giulietta, perché sei tu ancora così bella ? Debbo io credere che la morte immateriale senta l’amore, e che lo smunto aborrito mostro ti tenga qui nelle tenebre, perché tu sia la sua amante? per paura di questo, io resterò per sempre accanto a te…: qui, qui io voglio rimanere … oh! qui io fisserò il mio sempiterno riposo… Occhi, guardatela per l’ultima volta ! Braccia prendete il vostro ultimo abbraccio ! e voi, labbra, voi che siete la porta del respiro, suggellate, con un leale bacio, un contratto indefinito con la morte che tutto rapisce! Vieni, amaro conduttore, vieni, disgustante giuda ! Bevo all’amor mio! ( beve ) O speziale veritiero! Il tuo veleno è rapido. Io muoio così con un bacio…( muore ) “
L’azione continua in quella ove una Giulietta si risveglia . La recitazione, la traduzione del testo e il clima creato dalle luci è quanto ci si aspetta da una rappresentazione da teatro di ricerca .
Giulietta “ Ah…Dov’è il mio signore ? Ricordo bene dove dovevo essere, e ci sono. Ma dov’è il mio signore?…Che c’è, una fiala, nella mano del mio fedele amore ? Il veleno è stato la tua fine. Avaro ! L’hai bevuto tutto e non ne hai lasciata una sola goccia che mi aiutasse! Bacerò le tue labbra; forse v’è ancora tanto veleno che mi ristori e mi faccia morire. ( lo bacia ) Le tue labbra son calde…Ho da far presto. O pugnale benedetto ! ( afferra il pugnale di Romeo ) Ecco il tuo fodero. ( si ferisce ) Questa sia la tua ruggine e la mia morte. ( muore ) “
Le due scene vengono accomunate da un unico piazzato luci da Finale che si forma mentre una musica celebrativa nasce ad accompagnare le
parole del Principe che risuonano amplificate…
Principe “…Questa mattina è foriera di una pace che rattrista; il sole pel dolore non mostrerà la sua faccia. Andiamo via di qui, a ragionare ancora di questi dolorosi avvenimenti; a qualcuno sarà perdonato, ed altri sarà punito; poiché non ci fu mai storia più pietosa di questa di Giulietta e del suo Romeo. “
Si chiude il vero Sipario in un mix di musica e applausi registrati mentre la sala, contrariamente ad una fine spettacolo, va al buio definitivamente. Resta però una illuminazione sul Sipario, quasi un arco scenico da cui provengono amplificate voci di attori a fine recita.
Voci …E anche questa è fatta…
E ora vai col giorno di riposo !…
… Bel pubblico di merda, si…Manco un applauso!
…A proposito Romeo, quando dici “Dammi la torcia” vedi di non impallarmi, ti dispiace?…
… Io ? Dillo a Giuliettina che non si sposta mai. Pare un monumento…
… Sempre carino, Lui !…
…Allora, lo apri questo camerino ?! Perdo il treno…
… Apro, apro, un momento. E’ che sono…
E’ che sei frocio ! ( risate ) ..
Nudo!…
…Fatte vede!…
…No, per carità! Già non perde occasione…
…Impiccati, sgualdrinella!…
…Dopo di te, Capuleto!…
… Ma dove si mangia a quest’ora ? Qualcuno ha prenotato ?
…Io, ho prenotato io dal vegetariano accanto al teatro…
…Capirai che festa?! Nutrice mia, carne ci vuole con tutti ‘sti duelli…
… La carne costa!
…A proposito, ma c’è amministrazione stasera ?…
…Campa cavallo, che la paga corre!…
… E beato chi la raggiunge…
Dal sipario sbuca Romeo con una sacca da viaggio e guadagna la sala velocemente.
Romeo ( in risposta all’ultima voce udita ) …Nobile Principe, mi sa che sino a martedì non si batte chiodo!…: Beh, gentiluomini, ci vediamo alla prossima piazza. Io corro dalla mia Giulietta perchè…( canticchia dalla Traviata, correndo ) “ Lungi da lei per me non v’ha diletto…”
Voci Tanti saluti alla Traviata…
… Dove corri o sventurato Romeo?…
Romeo Alla locanda il Balcone di Verona, matrimoniali con bagno…Addio, gente…” Dei mie bollenti spiriti il giovanile ardore…” ( esce dal fondo sala canticchiando )
Subito, da dietro sipario, udiamo legarsi al suo canticchiare che muore quello simile di Giulietta…
Giulietta “ A quell’amor, quell’amor ch’è palpito…”
…che sbuca poi dal sipario affannata con valigie, cose varie e scende tra il pubblico
…Addio Nutrice, corro verso la mia fortuna…
Nutrice ( uscendo dal sipario ) …Chiama un taxi, altrimenti non ci arrivi a Verona, Giuliettina…
Giulietta …Già fatto ! Ricordati di farmi prendere il baule dai macchinisti…Ci conto, eh ?
Nutrice Contaci!… Tanto Io sono il facchino e fatico pel vostro piacere…
Giulietta ( ridendo ) Ma fra poco, stanotte, il peso lo sentirò io !…Addio, ciao,bella…Corro…Dell’universo, dell’universo intero, misterioso…( esce )
Nutrice ( citando e commentando ) Follie, follie, delirio vano è questo! Mah ! Corri, corri… Io intanto vado a mangiare!…( rientrando dietro al sipario ) Sempre se fanno amministrazione…
Comincia ad aprirsi il sipario mentre in fonica rumori di treni che vanno e vengono nella notte accompagnano l’illuminarsi di una scena che contiene due scompartimenti ferroviari di treni diversi. In quello reso visibile dalle luci siede un Frate addormentato. La luce dello scompartimento è abbassata alla fase notturna. L’altro scompartimento non è visibile.
Atto Primo
Romeo ( entra rumorosamente, accende la luce centrale, deposita la sacca mentre continua a canticchiare la Traviata…) “…De’ miei bollenti spiriti, il giovanile ardore, ella temprò col placido…” ( nota il frate che sobbalza risvegliato . Saluta normalmente ) …Buon giorno, buon Padre “ ( riprende e finisce il cantato…sorriso dell’amore ” ( resta sulla frase finale, teatralmente atteggiato )
Frate ( gelido ) Buonanotte, figliuolo. (, segnandosi spegne la luce centrale ) Dio perdoni al peccatore…
Romeo ( riaccende rapido e sosta nella postura di chi attende la battuta, facendo segni di incoraggiamento a parlare al Frate che lo guarda stranito…) Si, si, così…, così frate… bene…E poi ?
Frate Eh ?!…Poi cosa ?!
Romeo Poi…( sul fiato, come suggerendo ) Sei stato con Rosalina ?
Frate Con Rosalina?…Io?
Romeo ( sempre indicando ) Si, Voi, voi…( c.s ) Sei stato con Rosalina ?…
Frate Ma quando mai ?! ..No davvero!
Romeo Ma si invece… Avete detto: “ Dio perdoni al peccatore? ” !?
Frate Si…
Romeo E adesso dovete dire: Sei stato con Rosalina ? Su…Non facciamo troppa pausa …
Frate ( attonito ) Sei stato con Rosalina ?
Romeo ( attorialmente , esibendosi un po’ per celia ma un po’ anche per deformazione professionale.) Con Rosalina, padre mio ? No; ho dimenticato quel nome, e le pene che quel nome mi faceva soffrire…( cambiando ) Adesso sto con un altra… Permette?…Romeo , attore, attualmente in turnèe proprio come Romeo con un Teatro Stabile che non paga !…E così, per le piccole cose, non mi resta altro che sperare in Maria e nel giorno di riposo. Domani niente recita e…
Frate ( segnandosi ) Fai bene, figliuolo, a sperare in Maria…Lei sola può aiutarti. ( come a prendere congedo ) Benedicite…( si alza come per spengere la luce centrale )
Romeo ( lo ferma costringendolo a risedersi ) Ci conto, padre, ci conto sul suo aiuto!…Lei sta in una Cooperativa ma sulla paga sono precisi, puntuali…Oddio, se vogliamo sono un po’ carenti artisticamente…la Giulietta di Maria è vestita che pare una commessa…( notando lo sguardo stranito del Frate, attorialmente ) Perché mi fissi così, Frate ?
Frate Ma di quale Maria stai parlando, figliuolo ?!
Romeo Ma della mia Maria, di Giulietta. E’ evidente…
Frate Mica tanto… Sii chiaro, figliuolo , e semplice nel tuo discorso…
Romeo ( pronto attorialmente ) Bravo ! Battuta giusta…tempo giusto… Dunque si frequenta il teatro, eh, Frate Lorenzo ?!…
Frate Io mi chiamo Agostino. ( estrae un piccolo libriccino, forse un breviario, e si accinge a leggere )
Romeo Nella vita. Ma qui, in questa notte che fugge con noi, Frate Lorenzo è più…è più…più teatrale. Capisci, frate ?!
Frate ( leggendo, borbotta qualcosa del tipo )… Figliolo, tu hai la mente turbata…
Romeo Lo vedi?! Parli proprio come Frate Lorenzo …( teatrale ) E Allora sappi che il mio cuore ha posto il suo amore più caro nella bella figlia del ricco Capuleti; e come il …
Frate ( chiude il libriccino , rassegnato, interrompendo ) E tu parli come Romeo, si ,si …Maria è un’attrice ?
Romeo Visto che era facile?…Certo.
Frate E fa Giulietta ?
Romeo E bene anche!…Magari, volendo , si potrebbe migliorare ma col Romeo che si ritrova, hum , la vedo difficile…
Frate Ma non sei tu il suo Romeo !
Romeo No.
Frate Come: No ? Hai detto che…
Romeo Ho detto che sono Romeo, non il suo Romeo…Purtroppo siamo in Compagnie diverse…
Frate Importante è che non siano cattive compagnie…
Romeo Beh, si… però la sua non è un gran che…Te la raccomando la Nutrice, la Balia!…( ridacchiando ) Lo sai, frate, come la chiamano in teatro?! l’abbalia…Hai capito? l’abbalia…uh uh, come i cani… Pare che in sala ululino ogni volta che apre bocca…E poi, come se non bastasse, beve e…
Frate Ma voi siete sposati ?
Romeo ( stupito ) Chi ?!
Frate Tu e Maria…
Romeo ( attorialmente ) Tutto è combinato, se non ciò che spetta a te di combinare, per mezzo del santo matrimonio…( pausa ad effetto, poi lentamente ) Ma intanto io ti priego di volerci far sposare oggi stesso. ( si inginocchia, gli afferra una mano e se la pone sulla testa. ) E così sia !
Frate ( tagliando corto ) Amen, amen, Romeo ! Comunque l’intenzione c’è, mi sembra di capire …Auguri, auguri di cuore…( torna a leggere )
Romeo Frate Lorenzo mio, come corri !… Per ora io sono soltanto uno che va dalla sua Giulietta perché domani non si recita. Domani è Lunedì, giorno di riposo, giorno sacro per parrucchieri e teatranti: Niente capelli , niente applausi…ma soprattutto niente finzioni ! Soltanto Romeo e Maria, due amanti alla Locanda il Balcone in Verona !
Frate Come Romeo e Giulietta, conforme.
Romeo Un caso: era il posto a mezza strada più comodo per incontrarci.
Frate Bene. Auguri ugualmente, figliolo. ( sbadiglia ) E adesso, se non ti spiace, spegni la luce e vediamo di riposare. Manca ancora molto alla tua Verona…
Romeo D’accordo……Notte…( spegne la luce centrale e si sistema per dormire ).
Frate …Notte
Torna il suono del treno che rimane in sottofondo leggero. Dopo un poco…
Romeo Padre Agostino ?
Frate Cosa c’è ancora ?
Romeo “ Auguri ugualmente “ per cosa ?
Frate Per l’incontro di domani, no?
Romeo E perché ?
Frate Perché ho l’impressione che l’amor tuo non sappia sillabare e che invece di leggere reciti a memoria.
Romeo …E anche questa è una battuta di Frate Lorenzo, caro Agostino ?!
Frate Si?
Romeo ( per alzarsi ) Si, atto secondo, scena terza… ( più forte ) Io vorrei proprio capire come fa a…
Frate ( fermandolo ) Pss… Non impostare la voce!…La recita è finita da un pezzo, Romeo…Dormi e sogna la tua Giulietta che ti corre incontro con l’intercity…
Romeo ( ridacchiando e tornando a distendersi ) Se non lo ha perso…E’ sempre così poco puntuale.
Frate Si sa, gli artisti sono così…
Romeo Ah, io no. Io ho sempre bisogno di fare presto…
Frate Prudenza, Romeo. Chi corre troppo, inciampa e cade.
Romeo ( tornando ad agitarsi ) Ancora ?! …Un’altra battuta ?! ( mentre annaspa nell’oscurità ) Ma ci sei o ci fai, Frate?! Ah no, adesso mi fai vedere quel libriccino che…( cade rovinosamente, trascinando a terra cose varie ) Porcaccio Teatro…!
Frate Che t’avevo detto ?!…Sei inciampato …Buonanotte, figliolo…
Mentre il suono del treno cresce va al buio questa parte di scena incrociandosi con l’altra parte che si illumina su una Giulietta seduta da
sola in altro treno. Ha disseminato bagagli e riviste e parla al cellulare…Sul dissolversi dei suoni ferroviari la sua voce si fa udibile…
Giulietta …Nei miei orecchi non sono ancora entrate cento parole della tua voce che già ne conosco il suono…( ride ) Appunto, proprio così, così gli ho detto…Ha chiuso subito la telefonata…Embè, lo sai com’è fatto, no ? …Si, brava…figlio unico a vita !…Come?…Aspetta, aspetta, che non ti sento più…Nutrice?…Nutrice?…Ci sei?!…Uffa ! Ma che cazzo di telefonino m’ha regalato quello ?! …Pronto?!…Pronto!!…Ah, ecco, non ti sentivo più…Sicchè, balia, che notizie mi dai?…( ride )…Davvero ?… Ma a te il ruolo piace?…Macchè vecchia, sei ancora un fiore…Si, si, un fiore, un fiore…E poi, senti a me: una bella passata di trucco e vai col liscio…( ride ancora ) No, no che non scivoli, tu scivoli solo quando bevi…Accetta!…Ma scusa, se io faccio Giulietta tu potrai fare la mamma troia di Amleto, no?!…Eh, non c’è età quando si è attori veri !…E poi…
( Entra nello scompartimento una ragazza molto giovane che timidamente saluta e si va a mettere il più lontano possibile.
Giulietta accenna vagamente una risposta al saluto, continuando poi la telefonata… )
Ragazza ( con una cadenza dialettale )…Buona sera.
Giulietta ( alla ragazza ) …Salve. …( al telefono ) No, non parlavo a te, salutavo una che è entrata…E poi, guarda, basta con queste Cooperative…Un bel Teatro Stabile, registi famosi, bei costumi , piazze importanti e abbiamo svoltato!…Guarda Romeo!…Come ?…Ma che vuol dire che lui è giovane?!…Ah, ma è una fissa questa dell’età…
( Mentre parla ammicca e fa gesti verso la ragazza come a cercarne la complicità su ciò che dice)
…Si, si, Romeo è bravo, però se faceva il Romeo con noi col cavolo che poi gli offrivano lo sceneggiato in televisione !…Io?…Che c’entro io?!…( sorride lusingata ) Si, va bene, ma era un funzionario amico di famiglia…Mi ha tenuto sulle ginocchia da bambin…( ride, fintamente arrabbiata ) Ma sarai porca ?! Ti dico che era da bambina…ah ah…( alla ragazza che nel frattempo si stava sistemando) No, cara, no…Non lì per favore…( al telefono ) Scusa, scusa, un momento…( alla ragazza ) Ecco, brava, mettiti da quella parte …
Ragazza ( siede rigida tra i bagagli sparsi ) Va bene così ?! …
Giulietta ( divertita ) Benissimo…ma allarga pure le gambe…
Ragazza ( allibita, alzandosi di scatto ) Ma Signora, cosa dice ?
Giulietta Ma che hai capito, sciocchina. Mica sono bisex ! ( al telefono ) Come chissà ?!…( ride ) Si, certo, sto sempre parlando alla creatura…Quanti? Mah, avrà si o no le mestruazioni… ( alla ragazza ) Quanti anni hai, bambina ?
Ragazza Sedici…
Giulietta ( al telefono ) Sedici, cara mia, sedici ! ( alla ragazza ) Tranquilla, bambina, siediti…Vuoi leggere? Prenditi una rivista su, prendi…( la ragazza esegue timidamente. Giulietta, al telefono )… Lei si che sarebbe in parte per fare Giulietta…Sta zitta, vecchia ruffiana, tanto non mi incanti…Anzi ora ti saluto…Ma no, è perché così mangi in pace ! Siete tutti al ristorante , no ?! …Si…Te lo saluto quando arriva, si…Certo…Uffa, ma se ti ho detto si sarà si, no ?!… ( ammicca alla ragazza con complicità )…Un bacio e a pres…( alla ragazza che ha acceso la luce centrale per leggere meglio ) Ma no, cara, no, non hai mica bisogno di tutta questa luminaria per leggere ! ( la ragazza si affretta a spegnere . Giulietta, attorialmente ) Quella luce non è la luce del giorno…( al telefono ) Si, stai fresca, ma quando mai ?! come vuoi che faccia a riconoscermi ?! Questi a teatro mica ci vanno…Ciao eh, dolce balia, ci vediamo martedì a Mantova…Addio…( chiude la telefonata ) Ahhh, finalmente ! Tanto cara ma così appiccicosa…Ora poi che invecchia…( alla ragazza ) Beh, allora hai sedici anni, eh?…
Ragazza Si.
Giulietta Beata te !…( dopo un sospiro, citandosi ) Vorrei che tu avessi le mie ossa e io le tue notizie…
Ragazza ( senza capire ) Comandi ?
Giulietta ( divertita, imitandone la cadenza dialettale ) Ma cosa vol che te comandi, benedeta ? …Era una battuta che dico in scena…( resta in attesa di un commento alla notizia, che però non viene. Rilancia )…Shakespeare !
Ragazza ( c.s, annuendo ) Shakespeare…
Giulietta Brava ! Romeo e Giulietta…Io sono Giulietta.
Ragazza ( pronta ) Anca mi ! ( porge la mano ) Fortunata…
Giulietta Come anca mi ?
Ragazza Si, anche io mi chiamo Giulietta…
Giulietta ( ride sorpresa ) Ma non mi dire…Tu ti chiami Giulietta ?!
Ragazza Conforme.
Giulietta ( c.s ) E magari sei di Verona ?!
Ragazza ( annendo ) Si capisce ?…
Giulietta …Ma è una cosa straordinaria, un colpo di teatro incredibile !…
Ragazza Davvero ?
Giulietta Davvero davvero ! Aspetta che lo sappiano in Compagnia…Anzi, guarda Giuliettina, glielo diciamo subito ! ( chiama col telefonino ) Sentirai che commenti…Pronto…Pronto ?…Ma perché non risponde ?!…
( guarda il display ) Eppure chiama…Ma si, sorda com’è, quand’è che lo sente…( alla ragazza ) Sai che si fa ? Chiamo quella checca di Tebaldo, tanto saranno ancora a tavola…Che dici, lo chiamo ?
Ragazza Xe un parente ?
Giulietta ( divertita ) Come no ? Eravamo cugini prima che Romeo me lo ammazzasse…
Ragazza Maria vergine !
Giulietta ( compone il numero ) …Si, ma ora sta molto meglio…
Ragazza Ah, manco mal !
Giulietta Si si, meglio, meglio…Scommetto che è lì che si struscia a Mercuzio…( è arrivato il contatto ) Pronto, si, si…Tebalduccio ?…Ah , sei Mercuzio ?…e come mai rispondi tu ?…Come? Parla più forte,…Vi siete lasciati?!…( alla ragazza ) Che casino ! …( al telefono ) Lui t’ha lasciato?!…Che stronzo ! Mi dispiace… ( ammicca alla ragazza ) …Scusa, ma il telefonino com’è che…Ah, era il tuo !…( alla ragazza ) Una tragedia…( al telefono ) …Benvolio ? che c’entra Benvolio ?!…Con lui , Tebaldo s’è messo con lui ?!…( ride ) Scusami sai se rido, ma Benvolio proprio non ce lo facevo,…No, no, non t’offendere, volevo solo dire che…Perché?…No, no, stai sereno, in scena mica si vede…( gesti che affermano il contrario alla ragazza )…Ma stai sicuro, te lo direi no?…Lo sai che sono un amica…Dai su, smetti di piangere che innaffi la macedonia, quando arrivo poi mi racconti tutto…( alla ragazza ) Che lagna…( al telefono ) …Ora però fammi il favore, passami la vecchia…Si, la nutrice, e chi se no?……Grazie, caro, grazie…( alla ragazza ) Ma perché mi fissi così ?…Eh, mica è bello…Leggi, leggi…( in attesa ) Pronto ?
Ragazza Non mi viene da leggere…
Giulietta E perché ?
Ragazza ( accennando alla luce ) Non vedo niente.…
Giulietta E accendi , no ?!…Illumina questa nera notte…( al telefono ) Balia ?…
Ragazza Posso ?
Giulietta Ma si che puoi, dai…( al telefono ) Balia ?!…
Ragazza Grazie. ( accende la luce centrale e si mette a leggere )
Giulietta ( al telefono ) Pronto, pronto ? ! Su, gente mia, su…Allora ?…Si, figurati, ( attorialmente, alla ragazza ) Ha proprio ragione Shakespeare : questi vecchi fanno come se già fossero morti, stecchiti e pesanti, lividi…lividi come…come…Oh merda ! Ancora?!… Ogni volta mi intoppo !… Anche stasera, eh ?…Per fortuna che la nutrice è entrata, altrimenti stavamo ancora al secondo atto…No, è che la traduzione non sta in bocca, è fatta con i piedi…( molla il telefonino e si mette a frugare nei bagagli ) Fammi un po’ vedere il copione, va…( ripete tra se ) stecchiti, pesanti e lividi come…come…Ma dove l’avrò messo?! …Eppure l’ho preso…lividi come…( mettendo a soqquadro tutto ) come…come …Come fraccazzodavelletri !!… ( alla ragazza )…stecchiti, pesanti e lividi come fraccazzodavelletri, ti va bene ?!
Ragazza Per mi va bene, signora, non se agiti …
Giulietta ( smontata sua malgrado dalla risposta della ragazza e tornata sorridente ) Ma no che non va bene, benedetta, no…E’ una tragedia, mica…
Ragazza ( seria ) Me dispiace…Non si può far niente ?
Giulietta ( quasi intenerita ) E no, il poeta l’ha scritta così.
Ragazza Xe triste però…
Giulietta Lo dici a me?…Io ci muoio tutte le sere…( riprende a cercare il copione )Leggi va, che devo trovare il copione…Ma dove si sarà cacciato ? In camerino ce l’avevo, l’ho visto…Mannaggia..pesanti, lividi…lividi come…
Ragazza Signora Giulietta…
Giulietta ( c.s ) Che c’è ?…
Ragazza Potrebbe essere lividi come el piombo ?
Giulietta O Dio! Eccola !…Si, certo, come il piombo, come il piombo ! …Brava, brava Giuliettina…
Ragazza Son contenta…
Giulietta Eh si, ( attorialmente felice ) Ma questi vecchi fanno come se già fossero morti, stecchiti e pesanti, lividi come il piombo! E qui entra la Nutrice con…Oddio, la Nutrice ! ( si precipita sul telefonino ) Pronto, pronto ?!..Macchè, non c’è più linea…Che figura di cacca…
Ragazza ( leggendo senza intenzioni ) “Perché ha un aria così triste ?Anche se le notizie sono tristi, dimmele allegramente…
Giulietta ( non credendo alle proprie orecchie ) Ma…Ma tu conosci …
Ragazza ( c.s.) E se sono buone non sciupare la musica di una lieta notizia cantandomela con un viso tanto nero “ . ( a Giulietta ) E’ scritto strano ma xe bello …
Giulietta ( vede il copione nella mani della ragazza ) Tu stai leggendo ?!
Ragazza Si.
Giulietta Ce l’hai tu il copione ?!
Ragazza E’ questo par caso ? ( mostra il copione che estrae dalla rivista che sembrava leggere ) Stava qua dentro…
Giulietta O Signore, per un momento ho creduto che…Fammi sedere perché mi manca il fiato.
Ragazza A proposito, cosa vol dire ( torna a leggere ) “ Come puoi non aver fiato se hai il fiato di dirmi che non hai più fiato “ ? …Me par una roba complicata, ciò…
Giulietta Sarebbe come dire che se hai il fiato per parlare non puoi dire che non hai più fiato.
Ragazza Ecco, così xe più chiaro !
Giulietta ( divertita ) Dovresti dirlo al traduttore, cara…Su, rendimi il copione che approfitto per ripassare un po’ se no martedì ci ripicchio…Anzi, guarda, facciamo così: mi aiuti ?
Ragazza Se posso…
Giulietta Si che puoi. Basta che leggi…
Ragazza Tutto ?
Giulietta Ma no, soltanto la scena che leggevi prima, altrimenti arriviamo al Brennero…
Ragazza Per carità !…Mì sto a Verona…
Giulietta Ecco, appunto. Sei pronta ? Da “ lividi come il piombo “ in poi, quando entrano la Nutrice e Pietro… Comincio…
Ragazza Spetti, Signora, spetti…
Giulietta Che c’è ?
Ragazza Non ho capito !
Giulietta Ma cosa c’è da capire ?!
Ragazza Mi son Giulietta o quell’altra ?
Giulietta Ehi, creatura, ma ci sei o ci fai ?!…Giulietta sono io.
Ragazza Perché ?
Giulietta Perché ?! O signore !…( spiegando ) Tu fai l’attrice ?…
Ragazza No. Mi son parrucchiera.
Giulietta Ecco…Allora tu fai la Nutrice.
Ragazza La Nutrice xe anche parrucchiera ?…
Giulietta Si, si, quando non fa la balia, arrotonda !…Contenta ?
Ragazza Par mì…
Giulietta Signore ti ringrazio! Dunque, attenta : Ma questi vecchi eccetera…( attorialmente )…lividi come il piombo. O Dio, eccola ! O baliotta, che notizie mi porti ? L’hai incontrato ? Manda via il tuo uomo.
Ragazza ( leggendo ) Pietro, aspettami al cancello. Esce Pietro.
Giulietta E adesso, buona dolce balia…( realizza ) Scusa, come hai detto ?
Ragazza ( ripete ) Pietro, aspettami al cancello. Esce Pietro.
Giulietta Esce Pietro ?!…Ma dove sta scritto ?…
Ragazza Qui, bello chiaro ! ( mostra il copione )
Giulietta Ma è fra parentesi…E’ una annotazione per dire che Pietro esce di scena…
Ragazza E mi l’ho detto: Esce Pietro.
Giulietta O Signore !…Lasciamo perdere che è meglio. ( fa per riprendersi il copione ) Dammi il cop…
Ragazza No, no, non va bene…E’ sbagliato !
Giulietta Sbagliato ?!
Ragazza Si, perché O Signore, xe giusto ma poi lei ha detto: Lasciam perdere che è meglio e invece dovria dir: Perché hai un’aria così triste ?…Anche se le notizie son tristi, dimmele allegramente…E via su. Allora, ricominzemo?
Giulietta ( allibita ) Eh ?…No,no, sono stanca, lasciami stare un momentino…
Ragazza Ma no, signora Giulietta, questo lo devo dire io…
Giulietta Tu ?!
Ragazza Si. Son stanca, lasciami stare un momentino, lo dice la Nutrice. Ohi, ohi, come mi fanno male le ossa! Che corsa ho fatto, anche…Quell’altra invece non si tace e risponde: Vorrei che avessi le mie ossa e poi, dopo, Su vieni, ti prego, parla, buona, buona balia, parla.. e allora mì dico…
Giulietta ( gelida, un soffio… ) Sta zitta…
Ragazza ( lanciata ) …Gesù, che fretta avete ? ( perplessa ) Ma si pol dir Gesù, in commedia ?!
Giulietta ( c.s, più forte ) Sta zitta !
Ragazza ( c.s.) ……Non potete aspettare un momento ? Non vedete che…
Giulietta ( fortissimo , quasi impostata ) Sta zitta ti dico ! !…( cercando di recuperare la calma, con pause e cadenze attoriali ) Adesso qui si fa buio…( spenge la luce centrale )… Tu esci nella notte e vai in altra stanza…( la guida verso l’uscita ) … Mentr’io vo’ cercando il mio riposo fino a Verona…( le porge il suo bagaglio ) Dammi questa soddisfazione, Giuliettina…vai…vai…Corri verso la tua fortuna ( la sospinge ) .
Torna a fari sentire il suono del treno
Ragazza ( in uscita, rapita… ) Dio come la xe brava, Signora! Sembra vera…Me lo fa un autografo ?
Giulietta ( vera ) No ! ( tornando attrice ) …Addio. Il cielo sa quando ci rivedremo. ( Sbatte la porta dello scompartimento )
Ragazza ( da fuori , inaspettatamente con imposto attoriale ) Corro verso la mia fortuna. Buona balia, addio…
Giulietta ( incredula ) Buona balia a me ?!
Sul suono del treno che sale va al buio la scena incrociandosi con l’altra in cui torna la luce bassa di chi dorme. Lentamente il suono del treno
muta in un rallentamento e poi in una frenata dolce con arrivo del convoglio. Nel silenzio che subentra un altoparlante che annuncia:
Voce Altop. Cartiglia, stazione di Cartiglia…
Rumore di porte sbattute, abbaiare di cani, poi il canto di una vecchia voce femminile si fa udire in avvicinamento mentre la luce
all’interno dello scompartimento si fa progressivo chiarore mattutino provieniente dall’esterno…
Voce Vecchia …Una vecchia putta puzza, una vecchia putta pazza…che buon buon piatto di quaresima !
Si muove il Frate, destato dalla voce. Guarda fuori dal finestrino ( sul pubblico ) , sbadiglia, si fa il segno del cristiano, apre un piccolo
libriccino e comincia a leggere a bassa voce…Torna da fuori la voce che canta…
Voce Vecchia …Se la putta tanto puzza, se la vecchia putta è pazza…l’appetito non s’aguzza !
Romeo si agita disturbato dal canto che si fa sempre più vicino…Torna la voce dell’altoparlante…
Voce Altop. …Treno Intercity 1594 barra 95 proveniente da Spoleto per Verona Porta Nuova è in sosta al binario 2…
Romeo definitivamente sveglio sbadiglia, si guarda intorno come per capire dov’è , vede il frate che biascica forse orazioni poco udibili…
Romeo ( ancora assonnato )…Dove siamo, Frate ?
Frate ( interrompendo un attimo, per poi subito tornare alla preghiera ) …Siamo fermi…
Romeo Ah !…( sbadiglia ancora ) E perché ?
Frate ( un gesto eloquente di impotenza, poi seguita la sua preghiera di cui. si comincia a distinguere qualche parola ) …io ti ringrazio, Signore, poiché nulla esiste sulla terra di sì vile che alla terra non dia qualche bene particolare…
Romeo Ma che ore sono ?
Frate ( sempre pregando ) ……la virtù stessa diventa vizio e il vizio, talora è nobilitato…
Romeo ( percependo la preghiera ) Che razza di devozioni stai leggendo ?…
Frate Il mattino dai grigi occhi sorride all’accigliata notte, gettando sprazzi di luce sulle nubi orientali e la tenebra…
Romeo ( incerto ) Ma cosa stai dicendo, Frate ?! Ricominciamo ?! Fammi un po’ vedere quel breviario che voglio capire di quale tenebra vai cianciando …
Appare la Nutrice. E’ poco più di una barbona, decisamente portata al bicchiere come si evince
dal suo parlare, carica di sporte e fagotti e con leggero accento dialettale
Nutrice … E’ la tenebra giovane Signore, che si ritrae, barcollando come un ubriaco ! Si, proprio così…( con un inchino malfermo ) Dio vi dia il buon giorno, signori…
Romeo ( al Frate, quasi accusandolo ) E questa ora chi è ?!
Nutrice Mi sono la balia…
Romeo Eh ?!
Nutrice …però mi dicono anche: la Nutrice. …( risatina e reverenza mentre canticchia ) Una vecchia putta pazza porge il cuore nella tazza…( accenna a porgere una ciotola da questuante )
Romeo ( deciso ) No, no…io torno a dormire. ( si siede e ostinatamente chiude gli occhi ) Svegliatemi per i ringraziamenti…
Nutrice ( al frate, complice ) E’ ubriaco ?
Frate No, signora, no…E’ un attore.
Nutrice Ahh! allora…Si capisce…
Romeo ( aprendo gli occhi ) Allora si capisce cosa ?!
Nutrice Eh, allora, allora si capisce il temperamento acceso !Anch’io ero così…
Romeo ( temendo di capire ) Perché, Lei era per caso ?…
Nutrice …Attrice, caro, si.
Romeo ( quasi urlando ) E ti pareva!? Basta, basta…( torna a chiudere gli occhi, immobilizzandosi ) Io sto ancora sognando, si… Non devo svegliarmi, devo dormire…
Nutrice ( al Frate, sottovoce ) E’ sicuro, padre, che non beve ?…
Frate ( anche lui sottovoce ) …Sicuro, figliola, sicuro.
Nutrice ( c.s ) Lo conosce da tanto ?
Frate ( c.s. ) Da tanto…
Nutrice ( c.s. ) Anche per mì non è una faccia nuova…
Frate ( c.s: ) E’ famoso.
Nutrice (c.s. ) Spetta, spetta… Ci sono ! Ha fatto la televisione…Si, si…Ci scommetterei quattordici dei miei dentii…
Romeo ( scattando attorialmente ) …che essa non li ha ancora quattordici anni !, vero ? …E ora che cosa dirai ancora, mia cara Nutrice !?
Nutrice ( al Frate ) No, no, beve, beve !…
Frate Ma no, è solo ubriaco delle sue lacrime.
Romeo Ah si, ubriaco delle sue lacrime ? e allora: ( attorialmente, recitando alla grande ) …Ditemi, padre, ditemi: in qual vile parte di questa carcassa alberga il nome mio?…Ditemelo, ch’io possa mettere a sacco la sua odiosa abitazione…( e conclude sguainando una virtuale spada con cui atteggia colpirsi )
Nutrice ( applaude ) Bravo, bravo !
Frate Si, veramente bravo…( applaude anche lui )
Nutrice Bella voce !
Romeo ( suo malgrado compiaciuto ) Grazie, grazie…Ma a quest’ora la voce è quella che è…(un colpo di tosse )
Nutrice ( tira fuori una bottiglietta ) Un goccetto ?
Romeo Andrebbe meglio un cappuccino.
Nutrice Pronti ! ( da uno dei tanti sacchetti estrae un thermos ) Già zuccherato…
Romeo Non ci credo ?!…
Nutrice Latte genuino, parola di balia ! ( risate ) Su, bevi, che poi facciamo pocciare anche al Frate…Detto senza malizia, padre, eh …( guarda bere Romeo ) …Buono ?…( fa cenno di pagare ) Dame quel che ti vuol …( intanto ritira il thermos e lo porge al Frate ) …A voi, padre santo ( risatina ) Offre l’attore…
Frate No, grazie. Io niente cappucino …( torna a leggere nel breviario )
Nutrice Eh già, voi siete francescano ! ( risata ) Battuta orrenda, ma me l’avete messa in bocca…( a Romeo ) E dunque, signore, se ben rammento le parole che poc’anzi avete esibito, con grande maestria…
Romeo Grazie.
Nutrice Prego!… Sapreste dirmi dove trovare il giovane Romeo ?
Romeo ( stando al gioco ) Ve lo posso dire io; ma il giovane Romeo, quando lo avrete trovato sarà più vecchio di quando lo cercavate…( mollando il gioco ) se questa lumaca di treno non si muove ! Ma cosa si aspetta ?…
Nutrice Eh, si aspetta quell’altro treno, quello che va a Verona da sopra…Lui ci ha la precedenza.
Romeo Vuoi dire che se quello è in ritardo noi stiamo qui sino a domattina ?
Frate ( senza smettere di leggere ) E’ già mattina, Romeo…Ma tu vaghi ancora nelle tenebre della tua cecità…
La luce repentinamente muta facendosi effetto strano mentre Lorenzo prosegue quasi evocando arcane cose e Romeo
Lorenzo Ora prima che il sole s’avanzi, col suo occhio fiammeggiante, a rallegrare il giorno e ad asciugare l’umida rugiada della notte…
Nutrice ( usando dello stesso modo del Frate ) … Questo paniere di vimini deve essere pieno di erbe velenose e di fiori dal succo prezioso…
Frate ( c. s , allontanandosi )…Poiché nella esiste sulla terra di sì vile, che alla terra non dia qualche bene particolare…
Nutrice ( c.s., allontanandosi ) …Né cosa alcuna è così buona che, distratta dal suo buon uso, non si ribelli alla sua origine, cadendo nell’abuso…
Frate …Ride delle cicatrici, chi non ha mai provato una ferita…
Nutrice …Ma quale luce spunta lassù da quella finestra ?
Si illumina lo scompartimento di Giulietta portandosi alla stessa intensità di luce di quello di Romeo. Contemporaneamente suona il telefono di Romeo. La suoneria ha il tema dalla Traviata. A quell’amor…
Romeo Si, pronto?
Giulietta Oh Romeo, Romeo, ma perché sei tu Romeo ?! Ciao, amore…
Romeo Oh parla ancora, angelo sfolgorante !…Più forte però, ti sento pochissimo. ?
Giulietta ( alzando il tono ) Oh se avessi la voce d’un falconiere per adescare questo falchetto!…Così mi senti ?
Romeo ( ugualmente alto. ) Ora si, abbastanza…Dove sei ?
Giulietta Sono quasi a Verona…E tu ?
Romeo Io ? Mah, io sono fermo in una stazioncina ma non dovrei essere lontano…
Giulietta E “ chi ti ha condotto fino a qui ? “
Romeo Cosa hai detto, amore ?
Giulietta ( alzando ancora di più ) “…Chi ti ha condotto fino a qui ?!…”
Romeo ( c.s ) Ah, si…ora ho capito: La mia Giulietta invece dice “ Chi ha guidato i tuoi passi a scoprire questo luogo “ Così io rispondo “ E’ stato amore, il quale mi ha spinto a cercarlo…”
Giulietta Ma è più diretto : “Per primo mi ci ha spinto l’amore… “ , scusa. Il mio Romeo risponde così…Ma che traduzione usate ?!
Romeo Di nuovo ?! Quella classica, no, te l’ho già detto !
Giulietta E ti pareva ! Sai che vecchiume… Almeno noi in Cooperativa qualcosa di nuovo anche nel linguaggio proviamo a farlo, qualcosa che…
Romeo (Insofferente finge di non sentire ) Pronto, Pronto !! Scusa sai ma non ti sento più…
Giulietta Ma se io ti sento…
Romeo ( c, s; ) No, no, io non ti sento. Pronto !?…
Giulietta ( quasi abbandonando la conversazione ) Eh ma che bel telefonino di cacca m’hai regalato, amore mio !!
Romeo Perché non te ne fai regalare uno nuovo dal tuo Romeo ?!
Giulietta Ma sarai stronzo ?! Allora mi sentivi…
Romeo Si, tesorino, si, ti sentivo, e ora ti sento ancora meglio, quindi non c’è bisogno che urli…Già lo fai abbastanza in scena.
Giulietta ( piccata ) Io, urlo in scena ?!
Romeo Si, tu e tutta quella mappata di froci, il tuo Romeo compreso …
Giulietta ( lusingata) Ah, ma allora ha ragione la nutrice: sei geloso di lui…
Romeo Geloso di quello ?! Guarda, io ti giuro su ciò che…
Giulietta (lo interrompe attorialmente ) Oh no, non giurare sulla luna, sull’incostante luna che ogni mese si muta
Romeo ( la segue ) Per che cosa devo giurare, fanciulla ?
Giulietta ( con un filo di voce e molto mestiere ) No, non giurare affatto: o , se vuoi, giura su te stesso, divino signore della mia idolatria, e subito ti crederò…Beh, questa non mi pareva tanto urlata, no ? Glielo fatta proprio così stasera…
Romeo Brava ! E lui ?
Giulietta C’è rimasto secco. Prima di attaccare ha fatto una pausa che ci passavano due treni…Pareva una delle tue…
Romeo Nelle mie pause non passano treni…
Giulietta Hai ragione, non passano: Ci si fermano !
In sottofondo si inizia ad udire il suono di un treno in avvicinamento che progressivamente
si farà sempre più presente ostacolando la comunicazione dei due
Romeo ( divertito ) A proposito, dolce iena, c’è un treno in arrivo…Timbra di più la voce !.
Giulietta Mi riuscirà ?!
Romeo Provaci, non si sa mai…
Giulietta ( giocando attorialmente ) Ma la voce di chi è schiavo d’amore è fioca e non può parlar forte…
Romeo ( c. s ) Dolce timbro d’argento ha nella notte la voce degli amanti. E’ come una musica dolcissima, per un orecchio che ascolta avidamente.
Giulietta Romeo…
Romeo ( credendo il Romeo una battuta ) Cara !
Giulietta …Ma lo sai che vedo un treno anch’io ?!
Romeo Come sarebbe che vedi un treno? Ci sei sopra…
Giulietta Ma sarai stupido ?!…E’ uno fermo sui binari…
Romeo …E’ fermo ?
Giulietta Si…
Romeo In una piccola stazione ?
Giulietta Eh, si !
Romeo Ma non sarà il mio ?!…
Giulietta Il tuo ?!
Romeo Ma si, io sono fermo…E ne vedo uno in arrivo !
Giulietta Ma me mi vedi ?
Romeo No…
Giulietta Guarda bene, sono affacciata…
Romeo Fa qualcosa. Muovi una mano…
Giulietta Lo sto facendo…Ah, ecco, io ti ho visto, ti ho visto!…
Romeo No, io no…
Giulietta Ma dai amore, su…Sono qui, qui…Mi vedi ora ?
Romeo No, no…Muovi la mano, muovi la mano…
Giulietta Ma se mi sto muovendo tutta !..Il piede, il braccio, il volto… Ecco, ora sono quasi davanti a te!
Romeo Non ti vedo, non ti vedo… ( attorialmente ) Ma ti piglio in parola: chiamami amore e sarò ribattezzato…
Giulietta ( furiosa ) Amore ?! Talpa, ti chiamerò !… Ma porcaccia la Duse, almeno quando non reciti mettili una volta gli occhiali, cecato !…
Sul suono del treno che si allontana si inserisce la Voce dell’altoparlante mentre lentamente va al buio la scena e torna Ah quell’amor stavolta in una versione reale.
Voce Altop. Cartiglia, stazione di Cartiglia… attenzione: Treno in transito sul secondo binario…Sul primo binario è in partenza treno intercity Cupido 1594 barra 95…( mantenendo lo stesso tono dell’annuncio ) Tutti e due gli amanti ora sono incantati dal fascino degli sguardi…A lei, altrettanto innamorata, è anche più difficile raggiungere il suo bene…Ma la passione presta loro la forza, il tempo offre a tutti e due i mezzi per potersi vedere…Prima fermata Verona Porta Nuova…
Sale il tema cantato mentre si fa nuovamente luce in scena a mostrare il banco della reception della Locanda Il Balcone, ancora immersa
nella atmosfera che segue la notte. Il portiere di notte è lo stesso attore che abbiamo visto come Frate. Dal fondo sala entra con le sue valigie
Giulietta, canticchiando il motivo che abbiamo appena udito, traversa la sala e si porta sul palco accolta nel frattempo dal Portiere…
Giulietta Misterioso, altero…Croce, croce e delizia, croce e delizia, delizia al cor
Portiere Ecco madonna che viene alla mia cella. Benvenuta, Signora…E’ sempre una gioia averla tra noi…
Giulietta Grazie, Lorenzo, grazie…Aiutami, per favore…
Portiere Lasci pure a me, Signora. Fatto buon viaggio ?
Giulietta Lasciamo perdere…Che stanza ci hai dato questa volta ?
Portiere La solita, quella col balconcino.
Giulietta Sconto teatro ?
Portiere Per lei sempre .
Giulietta Va bene. Bravo.
Portiere E il Signore ?
Giulietta Mah, dovrebbe arrivare…Quest’anno non recitiamo insieme…
Portiere Che peccato…Giulietta dovrebbe stare con il suo Romeo, no?
Giulietta Eh già…E invece sta con un altri in Cooperativa…
Portiere Accade talora…
Giulietta Accade, accade, specialmente se vuoi la busta paga e ti sei tolta l’Iva…
Portiere ( con filosofia ) Siamo creature diverse di diversa natura…
Giulietta ( non trattenendo uno sbadiglio ) E di diversa coscienza sindacale. Su, dammi la chiave che ho bisogno di un letto…Dio mio, come sono stanca! Non sono riuscita a chiudere occhio per tutto il viaggio…Non hai qualcosa, Lorenzo, per aiutarmi a dormire ?…Se non mi darai tu un rimedio io morirò…
Portiere Grandi e potenti sono le qualità delle piante, delle erbe, dei sassi…Qualcosa forse potrei avere ma…
Giulietta Ma ?…
Portiere Non tutti l’apprezzano e non per tutti funziona…
Giulietta E cosa sarà mai ?!
Portiere Erba.
Giulietta Non dirmi che hai del fumo !?…Lorenzo, sei un padre !…
Portiere Ma no, Signora, no…E’ solo medicina naturale.
Giulietta Una roba omeopatica ?!
Portiere Quasi. Nei petali dei fiori sono insieme un veleno e una medicina…
Giulietta Ah, ho capito…Una tisana!…Si, ci vuole altro per la mia insonnia…( avviandosi ) Buona notte, Padre… Pardon, Frate…Si, domani lo dico ! … Lorenzo, insomma…
Portiere Aspetta, figliuola. ( estrae da una tasca una fiala ) Quando sarai a letto bevi ciò che contiene questa fiala e le cortine dei tuoi occhi cadranno come se la morte avesse chiuso la tua vita. ( sorride ) Ho detto la battuta giusta, Signora ?
Giulietta ( sorride a sua volta ) Certo che voi portieri la notte siete più matti di noi attori la sera…Sai a memoria Romeo e Giulietta ?!
Portiere Eh, siamo a Verona, no ?! Allora, la vuol provare la mia medicina ?…
Giulietta Qualsiasi cosa pur di dormire. ( giocando attorialmente ) Dammi, dammi ! ( prende la fiala ) E anche mezza minerale non gasata…
Portiere E’ già in camera, Signora. Ah, troverà anche dei fiori…
Giulietta E’ un pensiero tuo ?!
Portiere No. L’hanno portati ieri sera…
Giulietta Sarà stato Romeo…A proposito: Quando arriva vedi di fargli capire che sono stanca e che voglio dormire. ( continua citando e imitando un attore famoso )…dormire, sognare, forse morire ! Ti ricordi ? Lui si che era bravo davvero…Ahhh ( sbadiglio ) Che stanchezza…
Portiere Buona riposo, signora…Sogni d’oro.
Giulietta Sogni ? Mi contenterei di dormire…( uscendo ) Speriamo che con questa roba non resti quarantadue ore rigida e apparentemente morta come Giuliettina, se no te lo immagini Romeo ?! Quello non pensa altro che a fare cose…’Notte, padre caro, notte !…( canticchia e sbadiglia ) A quell’amor, quell’amor ch’è palpito…( esce definitivamente lasciando però la maggior parte dei bagagli )
Portiere I bagagli, Signora …dimentica i bagagli…
Ma solo il canto che si va affievolendo risponde
Giulietta ( da fuori ) …dell’universo, dell’universo intero…Misterioso, altero…Croce…
Portiere ( sorride e tra se conclude ) Croce e delizia, croce e delizia, delizia al cuor…Ti sia dolce il riposo, bella Giulietta…Quando all’alba lo sposo verrà a destarti, ti troverà inanimata…( guarda fuori ) E ormai l’alba è dietro la porta della bella Verona ( sistema i bagagli lasciati ) e ancora il nostro zelo cercherà di rimediare a quello che vi sarà di deficiente…Come nel prologo…( ride , divertito da una somiglianza colta in ciò che fa, soppesando una valigia )E poi tocca al famiglio Sansone: ( recita ) “ Gregorio, sulla mia parola, noi non curveremo la schiena. “ e Gregorio… “ No, perché allora saremmo dei facchini. “ Eh già, facchini…Ma alla locanda Il Balcone scarseggia il personale, vero Principe?! ( ora molla la valigia e recita il Principe ) “ Sudditi ribelli, nemici della pace, che costringete fino i vecchi di Verona a lasciare le vesti che alla loro età si convengono…” Eh ! ( si rassetta, poi finendo di sistemare la valigia ) “…e ad impugnare con la vecchia mano…” San Francesco benedetto, come pesa… “ …le vecchie partigiane arrugginite nella pace ! “ Aah ! E anche questa è sistemata…Ora, caro frate Lorenzo, “ prima che il sole si avanzi, col suo occhio fiammeggiante, a rallegrare il giorno…” sarà bene sistemare il registro degli ospiti…Dunque, vediamo, oggi è il dodici aprile…Allora…
Una figura di donna avvolta in abiti di foggia desueta, velata quasi, entra in scena. Più che camminare, incede; più che parlare ad altri,
monologa…Ha un atteggiamento nobile e trasognato ed è la stessa attrice che ha interpretato la Nutrice ma che adesso è Regina e si esprime in lingua.
Regina “…Quanto c’è di qui al primo Agosto ? “
Portiere ( senza sorprendersi, professionale ) Regina, ben alzata. Siamo mattinieri oggi…
Regina Madonna, non Regina.
Portiere ( seguitando il proprio lavoro ) A piacer vostro.
Regina Dov’è mia figlia ? Chiamala, che venga quì.
Portiere Vostra figlia dorme, Madonna.
Regina Buona notte, dunque. Va’ a letto e riposati che ne hai bisogno.
Portiere E’ quello che farò Regina appena mi daranno il cambio…
Regina No, fino a Giovedi no: c’è abbastanza tempo…
Portiere Questo dovreste dirlo a vostra figlia, non a me, Madonna…( chiudendo i conteggio ) Ecco fatto. Adesso non resta altro che aspettare che Rosalina arrivi…Se arriva…
Regina Quanto c’è di qui al primo Agosto ?
Portiere Ancora ?! Questa l’avete già detta…
Regina ( porgendogli la chiave della sua stanza ) Tieni, prendi queste chiavi…( avviandosi ) …E metti fuori delle altre spezie…Altrimenti…
Rosalina ( entra trafelata. E’ giovane, vestita in modo eccentrico, ed è la stessa attrice che abbiamo visto come parrucchiera. Ma stavolta è tutt’altro temperamento. ) Eccomi, eccomi, signor Lorenzo, arrivo…Dio vi dia il buon giorno …
Regina Un cupo giorno ! Un giorno di pianto !
Rosalina A me non pare così cupo , Regina. Forse esce il sole…
Regina . ( uscendo )Non so che farmene del sole ! Il pasticciere, in cucina, chiede datteri e mele cotogne…
Rosalina ( ride ) Sarà fatto !…Che matta ! ( al Portiere ) E oggi chi sarà : Madonna Capuleti ? o la Nutrice ? Oppure Mercuzio ?
Portiere Dipende da chi siamo noi…
Rosalina Ah beh, se adesso vi ci mettete anche voi !…Già lei è sempre più stonata…
Lorenzo Senti chi parla…Ma ti sei vista ?
Rosalina ( facendo spalluce ) Bah! Di notte tutte le gatte son grigie…direbbe Mercuzio, no ?
Lorenzo ( bonario ) Si, ma ora è giorno e tu sei in servizio. Sistemati, Rosalina, e fa presto che ci sono prenotazioni in arrivo.
Rosalina I soliti teatranti?
Lorenzo E chi altro se no alla Locanda il Balcone ?!…Su, muoviti…( gli porge un indumento da portierato al femminile )
Rosalina ( indossandola )Ecco, vestiti e truccati ! Si dice così, no?
Lorenzo Si, loro dicono così…
Rosalina E poi vanno in scena, proprio come faccio io. ( autocitandosi ) Buongiorno, Signore…Dica pure, Signore…Benvenuto, Signore…Mah, chissà cosa ci troveranno in questa baracca ?!
Lorenzo Un letto dove dormendo si sognano cose vere…Ti pare poco ?!
Rosalina Si, perché chi sogna spesso s’inganna…
Lorenzo Ma loro amano l’inganno… La nostra Regina lo sa e non se ne perde uno: gli fa dimenticare il presente predicendogli il futuro…( allontanandosi, indicando Regina che rientra ) Eccola che torna… Fa bene il tuo lavoro, Rosalina. Tocca a te. Io esco di scena per un poco…
Regina Prima o dopo, fra tutti i giorni dell’anno, viene l’ultimo di Luglio…
Rosalina Verissimo, Regina…
Regina Quanto c’è di qui al primo agosto ?
Rosalina Più o meno quattro mesi, purtroppo…
Regina ( sedendo ) Aspetterò.
Rosalina Benissimo. ( suona il telefono sul banco ) Locanda Il Balcone…Si…Un momento che controllo…( consulta le carte ) Si, la signora è nostra ospite, le passo la cam…Come vuole, Signore, riferirò…I fiori? …Penso di si ma dovrei chiedere al mio collega…Non dubiti, controllerò…Si, dica pure, posso scrivere…” Benvenuta. Paride. “ …Prego, Signore. Buongiorno ( riattacca ) Dunque, messaggio per la stanza 14…( sistema il foglietto ) …Quattordici…
Regina Quattordici, si. La notte del primo Agosto essa avrà quattordici anni…
Rosalina Anche qualcuno di più a giudicare dai documenti…
Regina Sono ormai passati undici anni dal giorno di quel famoso terremoto…
Rosalina Allora possiamo stare tranquilli. Ora però sarà bene che mi lasciate lavorare…Perché non andate nella vostra stanza ?
Regina Perché io abito il mondo, Rosalina !
Dal fondo sala entra Romeo, rumorosamente.
Romeo ( attorialmente )…Ahimè “ Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona: non c’è che purgatorio, supplizio, l’inferno stesso…”…Un letto, datemi un letto…Che viaggio!…Due ore fermi…Che nottataccia !
Regina D’ora in poi veglierò io a che non facciate di codeste veglie.
Romeo ( divertito ) Vi ringrazio, Signora, ma preferirei se ne occupasse il Portiere. Dov’è quel santo uomo di Lorenzo ?
Rosalina ( professionale ) L’avete di fronte, Signore. Buongiorno.
Romeo ( divertito ) Ah, è così ?! …‘Giorno. Lorenzo mio, come sei cambiato ?! ( galante ) E in meglio, direi…
Rosalina ( c.s. ) Grazie, Signore.
Romeo Il minimo sindacale eh ?…Ahimè che non ho l’amore di chi amo…
Regina Si, al tempo vostro siete stato un cacciatore di gonnelle, Signore…Io lo so. ( indicando il cielo ) E’ scritto.
Romeo Eh, i giornali! …( a Rosalina, seduttore ) Anche oggi però me la cavo….Il tuo nome ,fanciulla… ?…
Rosalina Rosalina.
Romeo Ah, benissimo ! Quand’è così io sono Romeo Montec…
Regina Il giovane Romeo ! Se siete voi, signore, desidero farvi una confidenza…Porgetemi la mano sinistra.
Rosalina Non ora, Regina, non ora…Il Signore non può. ( con intenzione ) E’ atteso.
Romeo Ah, ma non c’è fretta . Io posso anche…
Regina Non tardate. Adesso è il tempo di fare ciò che va fatto !
Rosalina Sentito ?…Camera quattordici, Signore.
Romeo ( a Regina ) Si, è proprio il tempo di dormire, signora. O di far altro…(avviandosi, a Rosalina ) Addio, troppo casta Rosalina. E’ la camera col balcone, vero ?…
Rosalina ( fredda ) Il Signore ha buona memoria..
Romeo ( attorialmente ) Sono un attore !…( ride da solo ) Vado allora… Il mio cuore è là. Quale luce spunta lassù da quella finestra ?Quella finestra è l’oriente e Giulietta è il sole…Sorgi, o bell’astro, e spengi la invidiosa luna…
Rosalina ( mostrando il messaggio poco prima ricevuto, calcando le parole ) …Mi scusi, Signore. dimenticavo…Ci sarebbe un messaggio per la Signora.
Romeo ( tornando ) Un messaggio ?
Rosalina Si.
Romeo Beh, lo prenderà lei quando scende…
Rosalina ( incalzando ) E’ urgente. Glielo porti lei.
Romeo ( sorpreso dal tono) E’ un consiglio o una minaccia, Rosalina ?
Rosalina Lei direbbe : Né l’uno né l’altro….
Un attimo di silenzio quasi teso poi Romeo scoppia in una risata e continua la frase
Romeo …Se l’uno e l’altro a te dispiace, bella fanciulla ! ( continuando a ridere ) Quand’è così, allora…che la mia Signora lo abbia. ( uscendo e tornando in parte ) E’ la mia Signora; oh, è l’amor mio ! oh! se lo sapesse che è l’amor mio…( canticchia ) Di quell’amor, quell’amor che palpito…
E sulla luce che si spegne entra ancora in fonica la Traviata mentre chiude il sipario sull’atto.
Atto Secondo
Accompagnato da una musica di scena adatta alla vera rappresentazione di Romeo e Giulietta apre il sipario su di un palcoscenico diviso tra
la camera con balcone della Locanda in alto e la Reception in basso.
Nella camera filtra la poca luce di un pomeriggio inoltrato e tempestoso – tuoni e lampi si susseguono – a rivelare Romeo e Giulietta
abbandonati sul letto in una posa che pare suggerire i corpi senza vita della rappresentazione omonima. Mentre la musica di scena si fa
sempre più drammatica udiamo la voci di Regina e Lorenzo che per il momento intravediamo come ombre scure
nella parte reception illuminata con sole candele di fortuna. Dal loro tono drammatico si intuisce che stanno tentando di recitare…
Regina …O giorno maledetto, fatale, sciagurato, abominevole !
Lorenzo …Il più doloroso, il più sventurato giorno, che io abbia mai, mai visto ancora !
Regina …O sventurato, sventurato, sventurato giorno ! O abominevole giorno !
Lorenzo …Mai fu veduto, ancora, un giorno brutto come questo !
Regina …Malagurato tempo, perché sei venuto ora ad assassinare la nostra festa ?!
Lorenzo …Malagurato, Malagurato tempo che ll…
Rosalina ( entrando con una torcia elettrica e altre lampade autosufficienti che dispone nell’ambiente ) Niente da fare ! E’ andata via la luce anche fuori…( Tuono ) Sarà stato un fulmine…
Lorenzo E il generatore d’emergenza ?!
Rosalina ( con un gesto di impotenza ) In emergenza…
Lorenzo Che vuol dire in emergenza ?
Rosalina Vuol dire che non funziona…
Lorenzo Mi pare coerente…( A Regina ) Continuiamo ?…
Regina …Non avevo che una figlia, un’unica povera, adorata figlia…
Rosalina Ancora ?! Già pare d’essere in una tomba…Cambiate scena almeno. ( Tuono violento ) Ah !
Lorenzo ( divertito, come citando ) Il cielo vi guarda accigliato per qualche vostra colpa. Non lo irritate maggiormente…Fine della scena. Contenta ?
Rosalina Si, se però finisse anche questo diluvio. Quando smonto sono in bicicletta.
Lorenzo Ma che ore sono ? Questo tempo è…
Regina …Come una eterna notte!
Rosalina Allegria ! Quasi le quattro di un pomeriggio che dicon di primavera.
Lorenzo E di loro non si hanno ancora nuove…
Rosalina La camera col balcone ?
Lorenzo E tu come fai a sapere che intendo quella ?
Rosalina E’ l’unica che le donne non hanno potuto fare.
Regina …E da allora sono passati undici anni !
Lorenzo ( sorridendo ) No, regina, no…Soltanto undici ore. …Quando lo sposo la mattina viene per farti alzare dal letto, tu sei li come morta…( sempre più divertito ) Il mio rimedio ha funzionato…Chissà come c’è rimasto, Romeo, ah ah…
Rosalina ( divertendosi a sua volta ) Non avrete per caso dato alla Signora quello che deste a me quando soffrivo d’insonnia ?
Lorenzo Ma certo !.
Rosalina Ma è una bomba ?! ( ride ) E quando si sveglia più ?!…
Suona il telefono sul banco
Lorenzo Forse adesso…
Rosalina ( al telefono ) Locanda il Balcone, dica pure…Si ma sta ancora riposando…Mi spiace, Signore, ma…Si, certo, il messaggio le è stato consegnato…Se vuole le passo la camera…Bene, resti in linea…( a Lorenzo, mentre esegue la commutazione ) Si, penso anch’io che adesso Giulietta si sveglierà…( risatina coperta da un tuono fragoroso che sfuma poi nel suono di chiamata di un telefono fisso )
Mentre va al buio la Reception si fa più visibile la Camera. Il telefono squilla più volte. Lentamente Romeo si scuote, annaspa in cerca del
telefono…Dopo alcuni sforzi riesce a trovarlo e risponde insonnolito.
Romeo …Si ?…Come ?…Pronto ?…Pronto ?…Mi sente ?… Ma vaffantasca, stronzo !…Ha riattaccato.
Resta col telefono in mano, ancora non perfettamente sveglio. Sbadiglia, si guarda intorno incerto…Guarda Giulietta…
Romeo …E quella dorme !…( sbadiglia ancora, poi nota la luce di un lampo ) Ma che fa, piove ?! ( un tuono ) …’mazza che tempo !…
Si alza, si sporge verso il balcone, cercando di vedere…
Romeo Ma fuori è buio ?!…Non ci vede proprio…E che ora è ?! …Fammi accendere, va…( si muove maldestramente, inciampa e ricade sul letto, addosso a Giulietta che si agita insonnolita e si lamenta )
Giulietta Ahhhh !…Romeo, Romeo, ma perché ?! ( nasconde infantilmente la testa sotto il guanciale )
Romeo ( approfittando subito del parziale risveglio gli si avvinghia ) Ciao, creatura! Bella Giulietta del suo Romeo…
Giulietta ( Cercando di svincolarsi ) No, no… Dopo, dopo… voglio dormire!…
Romeo Ancora ?! Ma se è da quando sono arrivato che non fai altro !…Dai su, Sorgi bel sole e uccid…
Ancora un lampo seguito dal tuono
Romeo …Come non detto ! …Niente sole…Meglio se restiamo a letto, stretti stretti a fare cose, vero amore ? Eh, facciamo cose ?…
Giulietta ( riaddormentandosi ) No, no…le cose no…ora no le cose, no…
Romeo …( con un tono tra il complice e il gioco )…Si, si, le cose si…Bacino!…Amore ?…Micina ?…Ma che fai, dormi ? …( la scuote ) Rispondi, parla…Mortacci di Guglielmo , ma mi vuoi rispondere ?!…Mi senti ?…( colpito da un pensiero ) Ah, i tappi !…Ecco perché non sente…( traffica intorno alle sue orecchie aumentando il volume di voce ) Amore ?… Amore ?!
Giulietta ( mugola qualcosa, cercando di sfuggire ) …’Notte. Mille volte buonanotte…
Romeo ( c.s., insistendo scherzoso attorialmente ) Essa parla. Oh, parla, parla ancora, angelo sfolgorante! poiché tu sei così luminosa a questa notte, mentre sei lassù sopra il mio capo come potrebbe esserlo un alato messaggero del cielo agli occhi stupiti dei mortali…
Giulietta (c.s. ) Voglio dormire !…
Romeo …No, varca le pigre nubi e veleggia nel grembo dell’aria !
Giulietta ( c. s: ) Ti prego, amore…
Romeo ( lanciato ) Io ti piglio in parola: chiamami soltanto amore, ed io sarò ribattezzato! Chiamami…
Giulietta ( di colpo sveglia, incavolata nera, sovrastandolo vocalmente ) O Romeo, Romeo ! perché sei tu Romeo, cazzo !!!
Romeo ( serafico ) Ben trovata, cara.
Giulietta ( togliendosi i tappi, cupa ) Che ore sono ?
Romeo Saperlo sarebbe interessante.
Giulietta ( cercando inutilmente di accendere la luce ) Perché la luce non funziona ?
Romeo Non chiederlo a me. Quando sono arrivato tu russavi e io non l’ho accesa…
Giulietta Io, russavo?
Romeo Si, ma stai serena, cara, la stampa non lo saprà mai…( con intenzione ) Sempre se tu sarai gentile con me…( fa per abbracciarla ) Approfittiamo del buio, colombella…
Giulietta ( decisa ) Porco !
Romeo Ah, ti piace , eh ? …( eccitandosi ) Maialina !
Giulietta ( sfuggendo ) Porco ! !
Romeo Eh, si si, ti piace…Scrofetta !
Giulietta Porco !!!
Romeo Scrofona !!
Giulietta Porco !!!
Romeo Si, ho capito ! …Cambia nome ogni tanto.
Giulietta No, tu devi cambiare, non io ! Porco !!!
Romeo ( cominciando a capire ) Ma porco come?…”porco “ davvero, davvero ?!
Giulietta Si, davvero, davvero. E anche stupido. Pensi proprio che io non sappia che questo giochino lo fai anche con…con mia madre ?!
Un tuono e poi, del tutto inaspettata, torna la luce. Silenzio.
Giulietta Allora Porco non dici niente ?
Romeo Eh? ! ah, si…E’ tornata la luce. Adesso vediamo che ore sono…
Giulietta Non divagare ! Allora, mio bel Romeo, che cosa mi racconti della tua Madonna Capuleti ?!
Romeo Beh, è un ruolo che dipende molto da chi lo fa…
Giulietta No, da chi se la fa !
Romeo Io no. Però a pensarci a bene la Pietropaoli sarebbe ancora potabile…Quasi, quasi…
Giulietta Ma sarai impunito ?!
Romeo Io ?…
Giulietta E chi se no ?!
Romeo Tu, per esempio…( indicando il mazzo di fiori ) Belli quei fiori.
Giulietta ( un gesto di disappunto , poi cercando di rimontare la situazione) I fiori ?…Che cosa c‘entrano i fiori ora ?!
Romeo Niente, Micina, niente…Ah, scusa, a proposito: da qualche parte dovrei avere un messaggio per te…
Giulietta Un messaggio ?
Romeo Si, me lo hanno dato in portineria…Ma dove l’avrò messo ?!…Stanotte l’ho appoggiato …Boh, non mi ricordo…
Giulietta ( fingendo indifferenza ) E… cosa diceva ?
Romeo E chi lo ha letto ? Tu dormivi, c’era un gran buio…
Giulietta ( sollevata, scherzando attorialmente ) Ma chi sei tu, che, così protetto dalle tenebre, sorprendi i segreti miei ?
Romeo ( in parte ) Il mio nome, cara santa, è odioso a me stesso, poiché è nemico a te: se lo avessi qui scritto, lo straccerei…
Suona il telefono fisso. Gran balzo di entrambi per rispondere. Ci arriva lei mentre lui atterra rovinosamente…
Giulietta Pronto ?…Ah !…Si…No…Il fatto è che NOI stiamo ancora riposando…Si…Ecco…Sul cellulare, si sul cellulare…Più tardi, si…Mah, diciamo tra un paio d’ore…Che ore sono?!…Accidenti, com’è tardi…D’accordo, a dopo…( attacca, poi troppo velocemente ) Era il mio agente. Vorrebbe che…
Romeo ( interrompendola e indicando i fiori ) L’ho trovato !
Giulietta Che cosa ?
Romeo Il messaggio, no ? Chissà perché l’avevo messo con i fiori…Eccolo lì. Ora te lo prendo…
Giulietta No, no, lascia stare, non lo voglio!
Romeo E perché ?
Giulietta Perché, perché…( attorialmente ) …Perché il cielo sa quando ci rivedremo ! ( sensualmente )Vieni, rimedio, e insegnami a perdere una sicura partita nella quale sono in gioco due intatte giovinezze… Allora, mio bel Romeo, la spegni quella luce e vieni dalla tua Giulietta a fare le cosine ?
Romeo Veramente a me piace più con la luce accesa…
Giulietta Va bene, va bene, facciamolo con la luce accesa…( tornando sensuale ) …Su, vieni, che mai drago dimorò in una caverna così bella!
Romeo ( tornando ad eccitarsi ) Si, si, chiamami Drago, chiamami Drago…( portandosi su lei, attorialmente ) Oh, essa insegna alle fiaccole a brillare!…
Giulietta ( anche lei sempre più attorialmente ) O dolce tiranno !…
Romeo …Il mio cuore ha egli amato prima d’ora ?!
Giulietta O demonio angelico !
Romeo Bello, demonio angelico, bellissimo ! bella traduzione…Arrivo !( si getta su di lei )
Giulietta Piano, eh !
Romeo Scusa, scusa…Dai, continua…
Giulietta …O corvo dalle penne di colomba !
Romeo …O bellezza di un valore troppo grande perché se ne possa usare !
Giulietta …Agnello più vorace di un lupo ! Ahi !
Romeo Così, così !
Giulietta Spregevole sostanza… Ahi, mi fai male !
Romeo ( quasi mugolando ) Uhumm…le mie labbra sono pronte a render più molle,…ahhh…con un tenero bacio, il ruvido tocco !…Parla, Giuliettona,, parla !
Giulietta …Santo dannato !
Romeo Ahhhh !
Giulietta …Farabutto d’onore !
Romeo Si…Si…Siiiii ! ( Un lampo, un tuono, un ultimo sussulto, poi tutto tace)
Silenzio rotto da tuoni che si allontanano
Giulietta Romeo ?…Romeo ?!…Romeo!
Romeo ( un filo di voce ) Non muoverti, intanto che io raccolgo il frutto della mia preghiera…
Giulietta Di già ?!…
Romeo Di già…
Giulietta ( vera ) Oh natura, quale inganno dimorava in un così splendido palazzo !…( scostandosi ) Fammi alzare, va…
Romeo Dove vai ?
Giulietta In bagno.
Romeo Spegni la luce…
Giulietta No !
Romeo Grazie tante!…( sollevandosi ) Ma ce l’hai con me ?!
Giulietta No. Con me.
Romeo Ah, va bene, ho capito…Per una volta che mi rilasso…
Giulietta Per una volta ?!
Romeo Si, una volta…Due al massimo, poi sempre dopo di te…( aggressivo perché in colpa ) E non è facile, visto i tempi che hai !
Giulietta Ah, sicché sarebbe colpa mia se ti chiamano “ il centometrista amoroso “ ?…
Romeo Chi, chi mi chiama così ?!
Giulietta Tutte le tue ex, caro. ( entrando in bagno e citando intenzionalmente ) Galoppate, galoppate lesti, focosi destrieri, verso la dimora di Febo, galoppate…e poi cala la tela!
Romeo ( sarcastico ) Spiritosa lei !…Sai che ti dico, cara ?…Parlane con quel troione della tua Nutrice: forse lei te lo trova un maratoneta amoroso, la ruffiana…( citando e imitando la Nutrice ) “ Come, caschi bocconi ? Imparerai a cascare supina, non è vero, Giuliettina ?! “ Questa è l’unica battuta che dice decentemente, gli viene dal, dal…cuore! Tanto lo so, sai, che è lei che mette in giro queste cazzate; non mi ha mai perdonato di averla mollata…
Giulietta ( rientrando, divertita ) Ah, perché, anche con lei ?!…Eh, ma a te basta solo che respirino, Romeuccio…
Romeo ( adeguandosi subito No, ma mica ora, che hai capito ? Si, figurati, ero quasi un bambino…L’anno prima facevo ancora l’Accademia, capirai…
Giulietta E lei com’era ?
Romeo Eh, faceva la sua figura…E poi, aveva il nome in Ditta…Era la protagonista.
Giulietta Di cosa ?
Romeo ( ridacchiando ) Eh, del nostro…
Giulietta Come del nostro ? Vuoi dire che ?…
Romeo Si, si, Romeo e Giulietta.
Giulietta E lei era Giulietta ?!
Romeo Eh !
Giulietta Ma se non ne parla mai ?!
Romeo Per forza ! Non l’ha mica fatta…Sostituita a una settimana dalla prima .
Giulietta No ?!…E perché?
Romeo Perché, perché !…Dai, lo sai come recita, no ? Per di più era anche fuori ruolo, vista l’età che aveva…( ha un gesto di disappunto rendendosi conto di cosa ha appena detto. Precipitosamente…) Io invece facevo il paggio di Paride e…
Giulietta ( interrompendolo, pesante. ) …Momento. Se andiamo per età allora vuoi dire che sono fuori ruolo anch’io, no?…
Romeo Ma no, che c’entra…Erano altri tempi, le Compagnie avevano criteri artistici diversi…L’età contava di più. Ora però ci sono anche le Cooperative e allora…
Giulietta Ah, perché secondo te le Cooperative sono la Casa di Riposo delle Compagnie ? !
Romeo Non voglio dire questo ma…
Giulietta …Perché se è così allora tu che ci fai ancora in una Compagnia ?! Vieni da noi, caro, ti aspettiamo…
Romeo ( falsamente indifferente ) Per un attore è diverso.
Giulietta Ma guarda, sai che non lo sapevo ?! Vuol dire che alla prima occasione mi tirerò un po’ anch’io come fanno gli attori uomini…A te non si vede proprio, complimenti.
Romeo Io non mi sono tirato. Ho soltanto spianato la fossetta del mento.
Giulietta Davvero ? Si vede che l’hanno presa larga, allora…Hanno rifatto tutta la facciata!
Romeo ( preoccupato ) Si nota parecchio ?
Giulietta ( meno aggressiva, forse dispiaciuta ) Eh, da vicino…si.
Romeo E in tivvu ?
Giulietta Sui primi piani, anche…
Romeo E perché non mi hai detto niente ?!…
Giulietta Ma io non ti mica visto. Me lo ha detto Mercuzio che si guarda tutte le tue puntate…
Romeo E tu stai a sentire quel frocio ?!…Tutta invidia, ecco cos’è, perché lui sperava…
Giulietta ( interrompendolo ) Veramente anche il mio agente lo va dicendo…
Romeo Frocio pure quello !
Giulietta ( sarcastica )Come no. Si vede che hai un tuo pubblico…
Romeo ( troppo calmo ) Io si. E tu ?
Giulietta Io non faccio televisione.
Romeo No, è diverso Micina. A te non lo fanno fare…
Giulietta Ah, ecco ?!…E come mai ?…
Romeo ( toccandosi la faccia ) Perché la tua non la vogliono…
Giulietta Ma sei sicuro ? ( ambigua, toccandosi anche lei la faccia) A me pareva proprio che il tuo Funzionario la volesse…
Romeo Prova a dargliela, allora.
Giulietta ( toccando altra parte del corpo ) Fatto, caro ! Già fatto, altrimenti tu lo sceneggiato te lo sognavi !
Improvviso lampo e tuono fragoroso e nuova interruzione di corrente.
Giulietta ( urletto, poi al cielo ) Ah !…E che sarà stato mai !?…E’ roba di tanto tempo fa, Signore…( indicando Romeo ) Lui non c’era ancora.
Romeo ( cupo ) Che cosa stavi tentando di dire prima ? Parla, oh parla ancora, angelo di luce…
Giulietta Di luce ne ho molta poca, caro, e poi non stavo tentando di dire niente…( cercando il telefono fisso ) Ora chiamo la portineria e sento perché non hanno pagato la bolletta. Dai, aiutami…(annaspa, poi non ricevendo risposta ) Sei vivo ?
Romeo ( c.s.) Si, per mia buona sorte e per mia disgrazia ! …( cambiando tono, improvvisamente allegro )Lascia stare il telefono; mi metto qualcosa e scendo da solo nella tomba ad informarmi…E quando torno andiamo a farci una bella mangiata…Ma conti separati ; io non sono il funzionario.
Giulietta ( ride ) Offro io, matto…
Romeo ( vestendosi allegramente ) Mi pare giusto! Perché io non sono pazzo, eppure legato peggio d’un pazzo, chiuso in prigione, nel buio, tenuto senza mangiare da una femmina ricca e vogliosa! Dai, vestiti che ho fame…E sono per lei frustato, magari ! torturato e…
Squilla il cellulare di Giulietta Di quell’amor. Giulietta fa per rispondere poi si blocca.
Giulietta ( a Romeo, prendendo tempo ) Allora, non scendi nella tomba ?…
Romeo Vado, vado…Mi metto le scarpe…Ma perché non rispondi ?
Giulietta Perché…perchè…perché prima devo fare la pipì ! ( si precipita in bagno col portatile mentre il motivo sale di tono e si trasferisce dal telefono alla fonica )
Sale la musica di Ah quell’amor mentre la luce si spegne sulla camera e torna sulla portineria e su Regina che sta leggendo la mano a
Rosalina mentre Lorenzo illumina il tutto con una torcia elettrica.
Regina …Lo vedo, lo vedo, la regina Mab è venuta a trovarti.
Rosalina ( divertita ) Me ? E’ venuta a trovare me ?!…
Regina Si…Essa è la levatrice delle fate, e viene, in forma non più grossa di un’agata all’indice di un…
Rosalina E dov’è adesso?…
Regina Sul tuo pollice.
Rosalina Sul mio pollice ?!
Lorenzo ( intervenendo ) Si, proprio sul tuo pollice ma anche sul naso degli uomini, mentre giacciono addormentati. Essa galoppa da una notte all’altra attraverso i cervelli degli amanti, e allora essi sognan d’amore…
Rosalina Ah, è così…E poi che succede, si sposano anche ?
Regina Tu trova i mezzi, ed io troverò l’uomo che ci vuole…( tornando a scrutare la mano di Rosalina ) Ecco, ecco, tu hai un padre amoroso, fanciulla, che ti ha destinato improvvisamente un giorno di gioia…( un tuono ) Ma, ahimè, la tempesta infuria, il buio della notte è sempre intorno a te…
Rosalina ( alludendo al tempo ) E io in bicicletta sono ! Sai che bellezza…Uffa, almeno tornasse la luce !…
Di colpo la luce torna
Romeo ( entrando ) Visto ? Fatto ! E in quanto alla bicicletta, possiamo sempre prendere un taxi…Offro io.
Lorenzo ( professionale ma anche complice ) Ben alzato, Signore. E grazie per la luce…
Romeo Di niente, di niente, caro: ( accennando a Rosalina ) E’ un modo per accorgersi che la sua bellezza è anche più rara…( un mezzo inchino )
Rosalina ( senza espressione, allontanandosi ) La Signora riposa ancora?
Romeo ( a Lorenzo ) Lo vedi, Lorenzo, ella fugge l’assedio delle dolci parole, schiva l’incontro degli occhi che tentano di darle l’assalto…A questo punto non resta che il cibo. C’è sempre quel ristorantino dietro l’angolo ?…Com’è che si chiama ?..il.. il…
Regina ( cupa ) Il sotterraneo.
Romeo Grazie, Signora, proprio quello !…( a Lorenzo ) Sarà aperto il Lunedi ?
Regina ( c.s. ) Spalancato come una tomba !
Romeo Perfetto. ( a Lorenzo ) Prenotiamo ?
Lorenzo Non occorre. Lo sanno…
Regina ( c.s. ) Tutti lo sanno.
Romeo ( a Lorenzo ) Ah, hai già fatto tu ?
Regina ( c.s. ) Lui, lui ha fatto tutto.
Romeo ( a Lorenzo ) Sei proprio un sant’ uomo…Ah, a proposito di sant’ uomini, ma lo sai che stanotte, in treno, c’era un frate che pareva te…Spiccicato…Incredibile… No, dico, un frate che assomiglia a Lorenzo è come dire frate lorenzo, no ?… Romeo già ci stava…Ma come se non bastasse è arrivata anche una vecchia pazza che pareva la Nutrice imbriaga…Mancava soltanto Giulietta e poi facevamo lo spettacolo viaggiante…
Regina ( c.s ) Vi prego, Signore, una parola; la mia padroncina mi ha ordinato…
Romeo ( senza ascoltarla ) Più tardi, Signora, più tardi…( a Lorenzo ) Ma il bello è che la matta, un tempo, era stata attrice!…
Lorenzo Veramente ?
Romeo Sul serio !…A un certo punto della notte s’è messa a parlare con le battute della Nutrice…
Lorenzo Ma no ?!
Romeo Sicuro! Figurati che m’ha detto perfino…
Regina …Sapreste dirmi dove potrei trovare il giovane Romeo ?
Una scarica di tuoni fragorosi e la luce se ne va – Tutti insieme, nel buio…
Romeo …E’ lei ! E’ lei !…
Rosalina …Ancora la luce ?!
Lorenzo …Dio perdona al peccatore !
Rotola via il suono dei tuoni e torna, dopo qualche tentativo, la luce. Non c’è più Regina.
Rosalina Meno male che è tornata subito…
Lorenzo Questa volta abbiamo avuto fortuna…
Rosalina Vado a vedere se è tutto a posto sul dietro…
Lorenzo Vengo anch’io così poi tu puoi andartene…
Romeo ( che era rimasto immobile fissando dove prima c’era Regina, quasi gridando… ) Fermi tutti !
Lorenzo ( professionale ) Desidera, Signore ?
Romeo Dov’è ?…
Rosalina Chi ?
Romeo La Nutric…la vecchia !
Lorenzo Non saprei. Forse è uscita…
Romeo Nel buio ?!
Rosalina E allora? E’ una strega, no ?…
Romeo ( scattando ) Non faccia la spiritosa !
Lorenzo ( intervenendo ) Mi scusi, Signore. La mia collega volevo soltanto dire che la Signora gode di un ottima vista…
Romeo Anch’io ! E l’ho riconosciuta !…E’ lei!
Lorenzo Senza dubbio, Signore. E’ lei da sempre.
Romeo ( esasperato ) E se è lei, che cosa ci fa qui ?!
Rosalina Ci abita.
Romeo ( c.s. )Di giorno ! Ma la notte vende cappuccini sui treni…
Scambio di occhiate tra Lorenzo e Rosalina
Lorenzo E’ possibile…
Romeo No, è certo ! E tu la notte ti vesti da frate…
Lorenzo Da frate?! A dire il vero, Signore, io avrei ben altre perversioni…Se permette preferirei essere la balia…
Rosalina Eh no, avevamo detto che la prossima volta la balia toccava a me !
Lorenzo Sei troppo giovane, Rosalina…Tienti la tua Giulietta.
Rosalina Angeli del cielo, che noia con ‘sta Giulietta ! ( con cadenze dialettali e piagnucolando ) Romeo, Romeo, ma perché sei tu Romeo ?…Uffa !
Romeo ( allibito ) Ma che cosa state dicendo ?!…Lei fa Giulietta ? Fatemi capire…
Rosalina Non c’è niente da capire. E poi il mio turno è finito…( c.s. allontanandosi) Addio, il cielo sa quando ci rivedremo !
Romeo ( bloccandola ) No, tu non te ne vai ! Tu adesso mi spieghi cos’è questa commedia oppure io…
Lorenzo ( intervenendo ) Sarebbe più corretto chiamarla tragedia, Signore. Gli studiosi sono concordi in questo e attribuiscono al poeta…
Romeo …So benissimo che cosa gli studiosi attribuiscono al poeta! Ho letto tutto quello che c’era da leggere sull’argomento…
Lorenzo Complimenti, Signore…
Romeo …Voglio soltanto capire cosa sta succedendo !
Lorenzo E’ una lunga storia, Signore…
Romeo Lunga o corta che sia tu me la racconti subito altrimenti io faccio un bordel…
Squilla il telefono interno. Lorenzo risponde.
Lorenzo ( a Romeo ) Un momento soltanto…( al telefono ) Portineria…Dica pure…Si, è qui davanti a me…Subito…( a Romeo, porgendo il ricevitore ) E’ per lei…
Romeo Per me ? E chi è ?
Lorenzo La Signora…
Romeo Ah, si, vorrà sapere del ristorante…( al telefono, pimpante ) Eccomi amore, devo ancora stare ad ascoltare o devo rispondere ?…Come dici ?… Si sente malissimo…Che fai, scendi? Il Sotterraneo è aperto…Che hai detto?!…Articola, Micina, articola, sei tutta impastata…E’ colpa del Frate! ? E perché?!…Ma che stai a dire ?…Aspetta che vengo su e…Buonanotte ?!…Ma…Micina? Micina ?!…
( rimane col telefono in mano, interrotta la conversazione, basito. In silenzio guarda gli astanti, poi, quasi sillabando…) Dice che sente nelle vene un freddo sopore e che le cortine dei suoi occhi cadono come se la morte avesse chiuso la sua vita…e che vuol dormire.
Lorenzo Ah, molto bene, Signore…Per caso non ha anche aggiunto: e sugli occhi mi cade il velo delle palpebre?
Romeo ( c.s: ) Anche, si…
Lorenzo Come da copione.
Rosalina ( a Lorenzo ) L’avevo detto io che era una bomba quel sonnifero…
Romeo ( c.s. ) Sonnifero?…
Lorenzo ( correggendo ) Medicina naturale…
Rosalina Ah, così naturale che una dorme due giorni !
Romeo ( riacquistando presenza ) No, un momento. Che vuol dire dorme due giorni ?!
Regina ( apparendo, tragica ) Che l’agnellino si risveglierà soltanto domani. Ma Romeo non puoi saperlo perché Romeo è in esilio !
Romeo Domani ?! ( a Lorenzo, con aggressività montante ) Sentimi bene, Frate ! Io non so in che specie di copione sono capitato però quello che so è che oggi è il nostro giorno di riposo e che non si fa spettacolo ! Quindi saltiamo pari, pari il finale con i morti ammazzati e le fanciulle suicide e andiamo direttamente al dopoteatro, possibilmente seduti in pizzeria. Ora tu svegli la…
Rosalina Al Sotterraneo non si mangia una buona pizza. Meglio All’Antica Tomba…
Romeo Silenzio ! ( a Lorenzo ) Dicevo che ora tu la svegli, le fai servire una cuccuma di caffè e poi me la porti, vestita e truccata, altrimenti Romeo torna dall’esilio e ti fa un…
Rosalina All’Esilio, si , all’Esilio! Ecco, lì si che fanno una pizza che fa risvegliare i morti…Chiamo subito.
Lorenzo No, Rosalina, no, non si può.Ho prenotato al Sotterraneo a nome della Locanda. Che figura facciamo ?!..
Romeo ( inascoltato ) Ma vi volete star zitti ?!
Rosalina Beh, ma non è mica la prima volta che lo faccio ?!
Lorenzo Male, fanciulla, male ! Ne va del nostro buon nome !
Romeo ( c. s ) Ma insomma !!!
Lorenzo Oh uomo pazzo dalla passione, lasciaci dire una sola parola…
Rosalina Un momento, per favore ! Sto parlando…
Romeo ( un ruggito )Di niente, tu parli di niente …
Regina ( legando ) …Taci, taci Mercuzio, taci !
Rosalina No, Regina, no. Lui è Romeo…
Regina ( subito) Ah, allora se siete voi Romeo, desidero farvi una confidenza.( indicando il piano superiore ) Vengo da parte della Signora…
Romeo Allora è sveglia ?!
Regina Posso garantire che dorme della grossa ( improvvisamente recitando in diretta )…Debbo svegliarla ad ogni costo! Su agnellino, su…Come? Vi siete vestita e abbigliata , e poi vi siete messa giù di nuovo ? Padroncina ?! Ahimè, ahimè ! la mia signora è morta! O maledetto giorno! Ch’io non fossi mai nata! ( tornando calma ) Un po’ d’acquavite, olà…( applausi di Lorenzo e Rosalina e suo inchino ) Grazie. ( Torna da andarsene intonando…) Una vecchia putta pazza porge il cuore nella tazza…
Con l’uscita di Regina la luce di scena inizia a cambiare facendosi strana
Romeo ( agli altri ) Ancora quella canzone! Lo dicevo io che era lei.
Lorenzo ( come in parte )Nessuno dirà il contrario, o giovane Romeo, se questo sosterrai di fronte ad altri con azioni che appaiano veritiere…
Rosalina …A far ciò occorre che l’inganno sia manifesto ma non appaia come tale…
Lorenzo …Così come in Commedia, o in Tragedia, finge l’attore d’essere Romeo…
Rosalina …E ognun lo vuole tale se Giulietta a se lo chiama usando come amore questo nome…
Dal buio dello spaziocamera la voce di Giulietta mentre una leggera luce prende a salirvi.
Giulietta O Romeo, Romeo, ma perché sei tu Romeo ?…
Lorenzo Essa parla !
Rosalina Ma parla a te di te ?
Lorenzo Sei forse tu quel Romeo o tale a lei ti fingi ?…
Rosalina …E’ forse lei Giulietta o d’altro nome è portatrice ?
Lorenzo Ma cosa c’è in un nome ?…Niente che non sia già…
Rosalina Quella che noi chiamiamo rosa non perderebbe il suo profumo se avesse altro nome…
Lorenzo E così Romeo, anche se non si chiamasse più Romeo, resterebbe amore…
Aumenta la luce su Giulietta
Giulietta O Romeo, Romeo, lascia andare il tuo nome; e pel tuo nome che non è parte di te, prendi tutta me stessa…
Romeo ( incerto ) Devo ancora stare ad ascoltare o devo rispondere ?
Alla risposta di Romeo oscilla la luce della Camera, pare morire…
Rosalina No, Romeo, no; non questa è la battuta di risposta !…
Lorenzo …Parla con le giuste parole o la notte rivelerà la finzione !…
Rosalina …La notte della Regina Mab che intreccia le parole alle criniere dei cavalli e ne fa nodi fatali…
Lorenzo …Che degli attori è lo scioglierli sognando per altri ogni sera …
Rosalina …E tu sei attore…
Lorenzo …E lei è attrice…Avanti, ripetete.
Insieme alla musica di Ah quell’amor si fa di scena la luce nella camera di MariaGiulietta
uniformandosi a quella della portineria ovvero creando un’unica scena, la scena del balcone.
Romeo e Giulietta interpretano sinceramente i loro ruoli.
Giulietta O Romeo, Romeo, lascia andare il tuo nome; e pel tuo nome che non è parte di te, prendi tutta me stessa…
Romeo Io ti piglio in parola: chiamami soltanto amore e sarò ribattezzato.
Lorenzo Così ragazzo, così !
Rosalina Bravo, bravo Signor Romeo !
Giulietta Chi sei tu che, così protetto dalla notte, inciampi in questo modo nel mio segreto ?…
Romeo Il mio nome, cara santa, è odioso a me stesso, poiché è nemico a te: se io lo avessi qui scritto, lo straccerei.
Giulietta L’orecchio mio non ha ancora bevuto cento parole di quella voce, ed io già ne riconosco il suono. Non sei tuo Romeo, e un Montecchi ?
Romeo Né l’uno né l’altro, bella fanciulla, se l’uno e l’altro a te dispiace.
Rosalina Ma che bravi !…Sembrano proprio due innamorati…
Lorenzo E’ naturale: sono attori veri. Ascolta, ascolta…
Giulietta Come sei potuto venir qui, dimmi, e perché? …
Romeo Con le leggere ali d’amore ho superato questi muri…
Giulietta Chi ha guidato i tuoi passi a scoprire questo luogo ?…
Romeo Amore, il quale mi ha spinto a cercarlo…
Giulietta O gentile Romeo, se mi ami dichiaralo lealmente…
Romeo Fanciulla, per quella benedetta luna laggiù, io giuro…
Rosalina Ma mi sbaglio o hanno saltato qualcosa ?…
Lorenzo Beh, forse qualche taglio nel corpo delle battute c’è stato…
Rosalina Qualche taglio ?! Ma se Giulietta ha detto soltanto …
Lorenzo Pssst, zitta…Tocca a lei.
L’interpretazione dei due è sempre meno romantica e più vicina al loro quotidiano di coppia.
Giulietta Oh, non giurare per la luna, la incostante luna che ogni mese cambia nella sua sfera, per timore che anche l’amore tuo riesca incostante…
Lorenzo Questa l’ha detta tutta…
Romeo Per che cosa devo giurare ?…
Giulietta Non giurare affatto…
Romeo Se il sacro amore del mio cuore…
Giulietta Via, non giurare! Buona notte, buona notte!
Rosalina Alla faccia dei tagli !…Manca mezza pagina. Sembra che Giulietta pensi solo a dormire !
Romeo Oh ! Mi lascerai così poco soddisfatto ?
Giulietta Quale soddisfazione puoi avere questa notte ?
Romeo Il cambio del tuo fedele voto di amore col mio.
Giulietta Vorrei non avertelo ancora dato !
Romeo Vorresti forse riprendertelo ?!
Giulietta Io non desidero se non ciò che possiedo!
Rosalina Ma stanno litigando ?!
Lorenzo Parrebbe di si . Deve essere un’idea della regia…
Giulietta La mia generosità è come il mare e il mio amore è altrettanto profondo, capito ?! Mentre il tuo…
Regina ( da fuori ) Madonna ? Signora ?…
Giulietta Subito balia, vengo !…Tre parole, caro Romeo, e buonanotte per davvero. Se l’intenzione dell’amor tuo è onesta e il tuo proposito è il matrimonio…
Romeo Il matrimonio ?! Ma cara, io non penso che noi si debba…
Giulietta …Mandami a dire domani in qual tempo vuoi celebrare il rito…
Regina ( apparendo ) Signora ? Madonna !Chiedono di voi…
Giulietta Vengo subito!…Ma se le tue intenzioni non sono oneste, mille volte buonanotte e lasciami finalmente dormire !
Sale al massimo la musica di Ah quell’amor , sfuma la luce sulla camera e torna normale in portineria.
Solo Romeo, come rifiutandosi di interrompere una prova, continua.
Romeo No, un momento, non interrompiamo sul più bello… Amore, così l’anima sia salva…Amore lascia amore, e gli scolari …No, non è così…Amore, corre verso amore e…Nemmeno… ( a Lorenzo ) Ma come si fa a provare così ?! Uno si deconcentra…
Rosalina Siamo stanchi, Romeo. Facciamo pausa.
Lorenzo Si, forse è meglio, direi che sarebbe utile…( verso la platea ) Facciamo dieci minuti di pausa, Paride ?
Rosalina Dieci minuti ?!… Almeno venti, io devo anche far pipì…( esce di corsa )
Regina ( portando la voce ) Ai miei tempi la si faceva senza sentire il bisogno di comunicarlo al mondo, cara…Comunque, bimbi belli, io non servo più quindi potrei anche andarmene…( verso la platea ) Posso andare, Paride ? (
Paride ( risponde dalla platea. E’un tipo calmo, accomodante, rispettoso sin troppo ) Aspetta, Regina, aspetta. Vediamo se dopo la pausa ripetiamo qualcosa…Ora vengo su e ne parliamo tutti insieme…( si muove dalla sala verso il palcoscenico )
Giulietta ( dal buio del suo settore scenico ) Ma quale pausa ?!…Stacchiamo e basta! …Sono più di sette ore che proviamo, eh…( ai tecnici, verso la sala ) Me la date un po’ di luce, ragazzi ?! ( luce sul suo settore ) Grazie…( si stira )Non ne posso più… Ah, come è dura l’arte…
Romeo ( acido ) Me se è tutto un atto che te ne stai sdraiata ?!…Hai perfino russato…
Giulietta Sai com’è, recitare con te non è il massimo dell’eccitazione ! ( a Regina ) Andiamo su, Regina, che è meglio…
Regina Vengo, vengo…( a Paride) Allora la prova è finita, vero ? Si può andare…
Paride Ecco, si, forse…io penso di si…certo…
Romeo Come sarebbe certo ?!
Paride No, no, niente, dicevo così per…Parliamone comunque…
Giulietta No, non se ne parla proprio!
Romeo ( c.s. ) Si che se ne parla! Io ho bisogno di provare !…
Giulietta E noi no ! Vero, ragazzi ?
Lorenzo ( mangiando qualcosa ) Ah, per me…Io la parte la so.
Regina Anch’io. Vero, Paride ?
Paride Si, si, vero…
Romeo Non si tratta di saperla ma di recitarla ! E quindi…
Giulietta E quindi ?!
Romeo …Quindi si prova ancora perché…perché… perché avete tutti bisogno di provare !
Giulietta E ce lo devi dire tu ?
Romeo ( indicando Paride ) No io: lui ! Ma se lui non lo dice…
Paride No, io veramente non..Ecco io direi,, io proporrei una riflessione provando a ripetere all’italiana …
Romeo Ecco, sentito? Il regista, a suo insindacabile giudizio, ha detto che la prova continua. ( agli altri, provocatorio ) Allora che si fa ?
Giulietta ( con troppa calma ) Allora si fa che il registuccio bello e Romeo si vanno a rileggere l’articolo 9 del Contratto Nazionale, alla voce orario di lavoro, e scoprono che…
Romeo …Che agli attori possono essere richieste sino ad otto ore di prova! Quindi, cara sindacalista, possiamo andare ancora avanti !
Lorenzo ( masticando un panino ) Si, otto ore ma qualora non ci sia prestazione continuata. E oggi invece c’è stata…Non ci siamo mai interrotti…
Giulietta Appunto!… E dunque per oggi abbiamo finito.
Regina Ma, gente, prima il regista ha dato pausa !…
Lorenzo E allora ?
Regina Se noi siamo in pausa allora non è più prestazione continuata…
Romeo E con questo torniamo alle otto ore! ( a Giulietta ) Allora chi se lo deve rileggere il Contratto Nazionale, Signora Sindacalista ?
Giulietta Tu. Sempre e soltanto tu, Signor Libero professionista !…
Lorenzo ( bevendo ) …Senza albo professionale . ( beve ) Alla salute !
Romeo Ah, io me lo devo rileggere ?!…
Giulietta …Si tu te lo devi rileggere perché tornano ad essere sette le ore quando non vi sia intervallo tra la prova e lo spettacolo !
Romeo Lo spettacolo ? Quale spettacolo, scusa ?!…
Regina Come quale ? Questo, no ?
Romeo Questo ?!
Lorenzo Eh, si: questo…Il pubblico c’è…
Regina …Gli attori anche, quindi siamo in spettacolo. Ha ragione, Giulietta…
Giulietta ( uscendo e incrociando Rosalina che rientra ) Certo che ho ragione. Per l’ultima volta: Addio, il cielo sa quando ci rivedremo.
Rosalina ( rientrando ) Di che Ha ragione ?! Uffa, parlate sempre di cose importanti quando io non ci sono. Ho sentito tutto ! ( a Lorenzo ) Ma esiste davvero il Contratto Nazionale, Lorenzo ?
Lorenzo E’ una lunga storia, Rosalina…Ne parliamo dopo.
Paride Ecco si, dopo. Ora si dovrebbe fare l’ultima scena…
Rosalina Ma se è questa l’ultima scena ?!
Romeo ( montando ) Questa sarebbe l’ultima scena, Paride ? !
Paride No !…o meglio: si, almeno per il momento ho scritto soltanto questo…
Romeo E questo ti pare un finale?!…
Regina Ah, se è per questo io ne ho fatti di peggiori !
Romeo Non ne dubito ! Io, però, no e non voglio cominciare proprio adesso ! ( a Paride ) Scrivine un altro se vuoi il mio nome in locandina!…( agli altri ) Signori, io finisco qui. ( fa per andarsene ma è trattenuto dagli altri )
Paride Un momento, calma…Parliamone, eh !
Lorenzo Ecco si, parlatene…
Regina Ma dai, Romeo !…Non fare il primo attore…
Rosalina E che altro deve fare ?! E’ il primo attore…
Romeo Giusto ! Brava !
Rosalina Grazie.
Romeo …Sono il primo attore e spetta a me la valutazione artistica di…
Regina Veramente la direzione artistica, per età, sarebbe di Lorenzo…
Lorenzo Ah, per me, io non ci tengo… Comunque si, il Comitato di Compagnia aveva fatto il mio nome…
Romeo E allora fallo il Direttore Artistico, che aspetti ? O ti va bene questo finale ?!
Lorenzo Forse che si o forse che no… Ma, signori miei , è tutto quello che abbiamo come finale; non è forse così , Paride? …
Paride ( con un sospiro ) Ahimè, signori, si !
Romeo Ah, andiamo bene!…
Lorenzo …Andiamo dove vuole l’autore, Romeo, anche stavolta, come sempre… E da buon professionista eccomi quindi qui pronto ugualmente ad accusarmi e a discolparmi di ciò che in me è condannabile o scusabile. Cos’è la parola? Aria che vola in un cielo in tempesta…( portando la voce ) Su, tecnici, dateci il temporale ! …
Un lampo e un tuono fragoroso. Via la luce.
Lorenzo …E ora la luce giusta !
Le luci mutano sino a rendere visibile Giulietta abbandonata sul letto, incupendo drammaticamente il tutto.
Lorenzo Bene. E’ qui che inizia il nostro finale. Adesso Rosalina entrerà in battuta. Sei pronta ?
Rosalina Pronta. Potrei riavere il tuono ?…
Paride Si, d’accordo, rifacciamo l’effetto.
Risale la luce
Una battuta prima, Lorenzo…Vai.
Lorenzo “…di ciò che in me è condannabile o scusabile. Cos’è la parola ? Aria che vola in un cielo in tempesta…”
Lampo, Tuono e via la luce
Rosalina ( un urletto ) Ah ! San Genesio, elettrico ! Ancora ?!
Lorenzo Ancora. Questa mattina ci reca una ben buia pace ,direbbe il Principe…
Regina ( tragica ) In tali tenebre che altro resta da fare se non dormire?
Rosalina …O andare a casa. Signor Lorenzo, io avrei finito il mio turno.
Lorenzo Vai pure, Rosalina. Puntuale domani, mi raccomando…
Rosalina Mezz’ora prima, come da regolamento. contateci !…Addio, Signor Romeo…Buon viaggio.
Romeo Chi ha detto che partirò, fanciulla che fuggi l’assedio delle dolci parole chiusa in una corazza di castità ?
Rosalina E’ scritto sul copione…D’altronde che altro potreste fare ?!…Giulietta non si sveglierà sino a domani. Vero, Frate ?
Lorenzo Così è…Io, consigliato dall’esperienza, le detti un rimedio, il quale operò su di lei l’apparenza della morte e al…
Regina ( cupa ) …E al giovane Romeo gravò l’ombra dell’Esilio. Fine della mia parte. ( esce )
Rosalina A proposito d’Esilio, se vuole mangiare prima di mettersi in treno , si sbrighi, che al Lunedi la pizzeria chiude presto. ( esce )
Lorenzo …Tu sei esiliato da qui , da Verona. Abbi pazienza, il mondo è grande e vasto. Va in pizzeria e poi alla stazione
Romeo ( c.s.) Ma non esiste mondo fuori dalle mura di Verona; non c’è che purgatorio, supplizio, l’inferno stes…
Lorenzo ( c.s.) Certamente, Signore, ne sono convinto. Ma adesso vada. Troverà il suo treno sul quinto binario.
Romeo Aspetta, voglio finire…Essere esiliato da qui, vuol dire essere esiliato dal mondo; e l’esilio dal mondo è la morte; l’esilio è dunque una morte sotto falso nome. Chiamando la morte esilio tu mi salvi…
Lorenzo … Dal matrimonio !
Tuono e ritorno della luce
Romeo Dal matrimonio ?!
Lorenzo Eh, si.
Romeo ( di colpo normalizzandosi ) Tu dici ?
Lorenzo Eh, la signora, poc’anzi, è stata chiara. Se lei risale mi sa che stavolta…
Romeo …E’ la volta buona, si. Forse è meglio se vado…in esilio!
Lorenzo Io le consiglierei Mantova. C’è un buon albergo…
Romeo Conosco, conosco…Si, ma se me ne vado così sai domani quando si sveglia che bordello che mi pianta…
Lorenzo Non più delle altre volte, mi creda.
Romeo ( sorpreso ) Ah, sai anche questo, frate ?!
Lorenzo Sono o non sono il suo confessore ?
Romeo Giusto. E me non vuoi confessarmi ?
Lorenzo Per sapere quello che già so, buon pellegrino ? Parti, parti prima che il giorno di riposo sia trascorso del tutto, altrimenti…
Romeo Vorrei ma posso io andare innanzi quando il mio cuore è là ?
In assolvenza la musica di Di quell’amor. Romeo ne è come esaltato.
Romeo Sentito ? E’ il nostro motivo…Non posso sottrarmi…Ebbene, Giulietta, stasera io dormirò accanto a te. Io ti raggiungo immediatamente e…
Paride ( ai tecnici ) No, non ancora la musica, ragazzi, no !…
Sfuma la musica
Romeo ( risentito ) Eh, ma se mi fermate sul più bello! Mica sono noccioline, è Shakespeare…
Paride …” Anche “ Shakespeare, se permetti…
Romeo Si, va bene, va bene, però…
Paride Però ?
Romeo …Però se non c’era Guglielmino mica scrivevi tutto il resto !
Paride ( scaldandosi ) Ma tu se non c’era tutto il resto cosa recitavi ?!
Romeo ( scaldandosi ) Romeo e Giulietta. semplicemente. E facevo anche meno fatica…
Paride ( furioso, in parte ) …E dunque cessa la tua empia fatica, o vile Montecchi. Vattene o obbedisci
Romeo ( deridendolo apertamente ) Ah, così adesso reciti pure ?! Ma se non hai mai saputo dare una intonazione come regista, cosa vuoi recitare ?!…
Paride ( c.s. ) Io sfido i tuoi scongiuri e ti considero, qua, il vile che sei ! E pure cane !
Romeo Cane a me ?! Tu vuoi provocarmi ? Allora in guardia, fanciullo. ( cerca di aggredire fisicamente Paride che scappa )
Lorenzo ( cercando di intervenire mentre Paride ne approfitta per farsene scudo) Calma, messeri, calma…
Romeo Battiti, dunque, ragazzo !
Paride Vigliacco !
Lorenzo Ferma la tua mano disperata, Romeo !
Romeo No ! Togliti frate…( scansa Lorenzo e molla a Paride un paio di schiaffi ) E tu, mettici questo come finale !
Paride ( cadendo teatralmente ) Oh, sono ucciso !
Solito lampo e tuono fragoroso. Silenzio. Poi…
Paride …Romeo, se sei pietoso, apri la tomba e distendimi vicino a Giulietta.
Romeo Ti piacerebbe, eh, caro ?! Sarebbe da copione ma col ciufolo che lo farò ! Arrangiati, prova a mandargli un altro mazzo di fiori…
Paride Un mazzo di fiori ?! Io ?…
Romeo No, quell’altro Paride, quello di Shakespeare !…Allora, vogliamo continuare la recita ?! ( minaccioso ) Io sono pronto a ricominciare !
Lorenzo ( a Romeo) Domani, domani, non stasera. Oggi è lunedi, la Compagnia riposa. Niente spettacolo…
Romeo (perplesso ) … Dici davvero , Frate? Niente spettacolo ?
Lorenzo Davvero, come è vero che mi chiamo Lorenzo.
Romeo ( deluso ) Niente drammi ?
Paride Possibilmente, no…
Romeo ( c.s. ) Niente scene d’amore
Lorenzo No…
Romeo ( sempre pìù deluso ) E niente più finzioni?
Lorenzo Nemmeno.
Romeo Che noia…
Lorenzo Ma da domani…
Paride ..Dopo il giorno riposo…
Lorenzo …E per sei lunghi giorni…
Romeo ( allegro ) Finzioni !…
Lorenzo Si…
Romeo Drammi !…
Lorenzo Si…
Romeo Scene d’amore !…
Lorenzo E mille altre cose ancora che non basterebbe una vita intera per averle!…Su, vada, signor Romeo, altrimenti farà tardi per il chi è di scena.
Romeo Volo, Frate! ( si muove verso la platea) Oh, come la speranza si ravviva in me per questo dono!…Addio, Lorenzo, quando la mia signora si sveglierà falle trovare due dozzine di rose scarlatte…Mettile sul conto, poi la prossima volta…
Paride Ci penso io, Romeo, non preoccuparti…
Romeo ( si arresta, attorialmente ma allegro ) …E chi altri potrebbe pensarci se non Il parente di Mercuzio, il nobile Conte Paride !…Che cosa diceva il mio servitore ?!…Mi pare che egli mi dicesse che Paride avrebbe sposato Giulietta; non disse così, Frate ? o me lo sono sognato ?…
Lorenzo Chiacchiere di camerino, Romeo, soltanto chiacchiere di camerino…Lei vuole solo te.
Paride Purtroppo …
Romeo …Peccato però, se gli piacevi poteva essere un finale diverso… E invece …Ci vediamo alla prossima, Paride, senza rancore…Ancora addio, Frate…
Suona il cellulare di Romeo. Si illumina lentamente anche il letto di Giulietta con Giulietta al telefono.
Romeo Si, pronto, pronto…Chi mi vuole ?…
Giulietta Vuoi già partire ?Il giorno non è ancora vicino…
Romeo ( annaspando ) Partire ? Io, io no…Io stavo giusto per…( tentando di riprendersi ) Amore santo, micina mia, che bello sentirti…Dove sei ?!
Giulietta Tu, dove sei ?!
Romeo Eh, io…io sono…sono…( cercando aiuto negli altri ) Dove sono ?
Lorenzo ( sul fiato e mimando ) In treno…In treno…
Romeo ( sul fiato ) Ah, si, si…( al telefono ) Sono in treno, tesoro!
Giulietta In treno ?!…
Romeo ( facendo gesti agli altri perché avallino quanto dice con suoni. Gli altri eseguono, ovviamente malamente. ) Si, davvero…Senti l’allodola?…( si tappa la bocca per quello che gli è scappato… )
Giulietta L’allodola? In treno ?!…
Romeo ( in panico ) Si…No, non in treno…In campagna…Ho il finestrino aperto…Era l’allodola messaggera del mattino, non l’usignolo…
Giulietta Cosa c’entra l’usignolo ?!
Romeo ( c.s. ) Eh, è quello…si, quello che… che mi ha ferito col suo canto l’orecchio trepidante, ti ricordi ? invece è l’allodola, capito ?…Perché, amore, sono in treno e il…
Giulietta E perché sei in treno, Romeuccio !!
Romeo Perché…perché…Perché tu dormivi e io…io…
Giulietta E tu ?!
Romeo Io sono sceso e …( guarda verso Paride che sta facendogli cenni di uno ammanettato ) E ho trovato Paride ammanettato !
Paride ( sul fiato ) Ma no, no…
Giulietta Paride ammanettato ?! E che ha combinato ?!
Romeo Ah, forse sarà perché…perché è entrato in qualche sepolcro…Lui lo fa spesso.
Giulietta Ma che stai dicendo ?!
Lorenzo ( facendo lo stesso gesto di Paride, sul fiato ) L’agente, digli dell’agente…
Romeo ( sul fiato ) Quale agente ?!
Paride Ma il tuo agente, cretino !
Romeo ( finalmente capisce. Sollevato alza la voce ) Ah, si, il mio agente, certo !
Giulietta Il tuo agente ?!
Romeo Si, lui, lui…Mi ha telefonato…Un ruolo importantissimo per la prossima stagione…Domattina devo stare a Roma per incontrarmi con il regista…
Giulietta E chi è ?
Romeo Chi è ?!…Un rumeno, non lo conosci. Fa cinema…Sicuro che gli parlo anche di te, sai. Contenta ?
Giulietta ( dispiaciuta ) Ma allora sei davvero in treno?
Romeo Certo amore, mica ti racconto balle…
Giulietta Non è che sarebbe la prima volta…
Romeo Sono in treno, credimi. Anzi, tra un po’ ci sono le gallerie, è meglio salutarci ora. Ti voglio bene…
Entra in assolvenza Di quell’amor in un mix di suoni di un treno in movimento che aumenta leggero
Giulietta No, aspetta. E io ora che faccio !?…
Romeo Perché non vai a farti una bella pappa ? Io avevo prenotato…
Giulietta Al Sotterraneo ?
Romeo No, all’Esilio. Ciao, ciao…Ci sono le gallerie . Chiedi a Lorenzo, sa tutto lui…
Giulietta Aspetta !…Da sola però non mi piace…
Romeo Beh, ci sarebbe sempre Paride…
Giulietta Paride ? Manco morta !
Romeo ( portando la voce e allontanandosi in platea) Come hai detto ? Non sento più…
Giulietta ( anche lei porta la voce ) Morta, ho detto manco morta !
Romeo ( uscendo, mentre saluta gli altri ) Non ti sento, non ti sento…La galleria ! Giulietta mia, un bacio, muoio ! ( esce definitivamente )
Giulietta ( urlando ) Ma dov’è il mio Romeo ? Dov’è…Mi senti ?..Manco morta, capito, con Paride ?! Manco morta, stronzo !
Sale la musica per poi interrompersi seccamente. Si abbuia la camera di Maria.
Paride ( amaro ) “ Manco Morta con Paride ! “ Ho tanto atteso l’aurora di questo giorno, ed ecco che cosa la sua luce mi rivela…
Lorenzo Manco ancora molto all’aurora, Signore. La notte è ancora giovane…
Paride …Ed io mi sento improvvisamente vecchio. Che faccio adesso ?
Lorenzo Fossi in lei penserei a procurarmi i fiori.
Paride I fiori ?
Lorenzo Si, come promesso al signor Romeo. Ricorda ?
Paride Già, è così! L’ho promesso, eh…Ma dove li trovo adesso ?
Lorenzo ( estraendo dal nulla un mazzo di rose rosse ) Questi potrebbero andare ?…
Paride Rose scarlatte ! E come hai fatto ?… Sono magnifiche !
Lorenzo Le guardi bene, Signore. ( gli dà il mazzo ) Le tocchi…
Paride Ma sono di stoffa !..
Lorenzo Si. E plastica anche. Trovarobato di scena, Signore.
Paride E io dovrei offrire rose false ?!
Lorenzo Ma di lontano sembrano vere…Come noi. ( indica il pubblico ) Chieda a loro.
Paride Si, manca soltanto che coinvolgiamo il pubblico, poi l’abbiamo fatte tutte in questo spettacolo! Ma dai, Lorenzo, chiudiamo. Basta così…
Lorenzo No, non tutte, Paride, ne manca ancora una…
Suona il telefono interno.
Lorenzo Eccola ! ( al telefono ) Dica, Signora…Si, certamente…Resti in linea. Glielo passo. ( a Paride ) E’ per te.
Una musica adatta ad una rappresentazione classica della scena del balcone mentre si abbassano alcune luci e tornano a salire quelle della camera in modo che appaia luminosamente collegata al davanti del del palcoscenico ove è Paride, isolato. Giulietta è quindi in alto e Paride è in basso. Entrambi reciteranno il più veri possibile la finzione.
Giulietta ( disinvolta) Ciao, Paride.
Paride ( emozionato ) Ciao, Maria.
Giulietta Hai già cenato ?
Paride Ci stavo giusto pensando.
Giulietta Ti andrebbe di mangiare qualcosa con me ?
Paride Mi andrebbe.
Giulietta Solo mangiare, però !
Paride Va bene.
Giulietta Non è che poi tu pensi che…?!
Paride ( un sospiro ) No, non penso che…
Giulietta Sicuro ?
Paride Sicuro…
Giulietta Ma sicuro sicuro ?!
Paride Giuro !
Giulietta ( uno scatto ) Non giurare! almeno tu, non giurare !
Paride D’accordo…Ti basta se prometto?
Giulietta Mi basta. Scendo. ( si muove )
Paride Ti aiuto…
Giulietta ( sempre muovendosi ) Faccio da sola. Non è difficile…
Paride Attenta! C’è un ramo !
Giulietta Lo so. Romeo ci sbatte sempre…( risatina ) Ecco fatto ! Sono arrivata.
Paride E questi sono per te…( porge i fiori )
Giulietta Ancora ? ! Me li hai mandati anche ieri…
Paride Non sono miei. Questi te li manda Romeo.
Giulietta ( con gioia ) Davvero ?! Romeo mi manda i fiori ? ( li porta a se e scopre la loro vera natura ) …Ma sono finti !
Paride ( sorridendo ) Appunto…
Un attimo di silenzio poi scoppiano a ridere entrambi. La musica se ne va sulle loro risate
Giulietta ( ride e canticchia ) Follie, follie…delirio vano è questo…Muoviamoci…Dove mi porti a cena?
Paride La ragazza della reception dice che all’Esilio si mangia benissimo…
Giulietta All’Esilio ?!…No, io mi trovo bene al Sotterraneo. Sarà aperto ?…
Paride Vuoi scherzare? Per Paride e Giulietta la tomba è sempre aperta…
Giulietta ( ridendo ) Scemo !…
Paride …L’importante è che almeno stasera non ci sia anche Romeo !
Giulietta ( fintamente minacciosa ) Che hai detto ?! Guarda che hai giurat…Che hai promesso !
Paride Si, si, Maria, lo so…lo so ! Ho promesso ! Ma per una volta, una vola sola, cambiamo il finale ! Dammi questa soddisfazione…Ti prego…Dammi questa soddisfazione ed io…
Entra in assolvenza e resta leggera in sottofondo l’aria di Violetta dal suo inizio
“ E’ strano…E’ strano!…in core scolpiti ho quegli accenti ! Saria per me sventura un serio amore ?…”
che accompagnerà le parole dei due, vivendo e scandendo le loro pause in una sequenza di montaggio
che porti ai ringraziamenti a collimare col Sempre libera degg’io.
Giulietta ( Improvvisamente in parte, dolce ) E quale soddisfazione potresti avere stasera ?
Paride ( di slancio ) Quella di udirti ricambiare il mio voto d’amore !…( correggendosi ) Scusami, queste sono parole di Romeo ! Io sono solo Paride…
Giulietta (c.s.) O Paride, Paride, ma perché sei tu Paride ? Rinuncia al tuo nome…
Paride Maria, no…Non prenderti gioco di me!
Giulietta Non Maria; Giulietta adesso…
Paride Giulietta…
Giulietta Allora che fai ? rinunci al tuo nome ?
Paride Se vuoi…si.
Giulietta ( dolce ) E pel tuo nome che non è parte di te, prendi tutta me stessa…Non mi rispondi ?
Paride ( schernendosi ) Giulietta io non so tutte le battute. Io so solo…
Giulietta ( zittendolo e facendoglisi vicina ) Pssst. Prova. Su, rispondimi…
Paride …Ma non so neanche recitare !
Giulietta Fai come faccio io…Un bel respiro e poi resta nelle parole. Senti: ( ripete lenta ) “ E pel tuo nome che non è parte di te, prendi tutta me stessa…” . Avanti, rispondimi…
Paride Io…Io… ( respira rumorosamente poi tutto d’un fiato ) Ti prendo in parola: chiamami “ amore “ e sarò ribattezzato ! ( un sospiro liberatorio ) Ohhh ! l’ho detto…
Giulietta ( sorride ) Si ma non ci sei proprio portato a recitare. Detto da te sembra vero…
Paride Ma è vero !
Giulietta E allora, se è vero, perché non mi baci ?
Paride Ora ?!
Giulietta E quando se no ?
Paride Qui ?!
Giulietta Qui.
Paride ( accennando al pubblico ) Ma ci vedono tutti…
Giulietta No, basta fare sipario. Tanto ormai siamo alla fine…
Paride E’ vero…Adesso abbassano le luci…
Le luci iniziano a scendere
Giulietta …Salgono con la musica…
La musica sale
Paride …Il siparietto comincia a chiudersi…
Giulietta …Lento, mi raccomando, molto lento…
Il Siparetto si muove lento
Giulietta …Poi tu mi prendi per mano…Mi porti al centro…Dove è rimasto quel raggio di luce…Là.
Si portano sul davanti
Paride Qui va bene ?
Giulietta Direi di si…
Paride E ora ?
Giulietta Ora mi abbracci a favore pubblico…Così…E poi…
Paride …E poi ?
Giulietta E poi mi baci, stupido !
Si baciano mentre il siparietto si chiude ma, purtroppo, alle loro spalle perché hanno sbagliato riferimento.
Giulietta è la prima ad accorgersene.
Giulietta ( sottovoce, restando abbracciata ) Paride ?
Paride ( completamente stranito ) Si ?
Giulietta Siamo di fuori…
Paride ( equivocando ) A chi lo dici !
Giulietta A te lo dico. Siamo di fuori dal siparietto…
Paride ( realizzando ) O porca miseria! Non ho visto il segno… ( agitandosi ) E ora che si fa ?
Giulietta ( obbligandolo a non staccarsi da lei ) Sta fermo…Si ringrazia.
Paride Come si ringrazia ?! Così ?
Giulietta Si, appena danno luce in sala…Tanto non se ne sono mica accorti. Senti che nessuno applaude ?
Paride Ma appunto per questo se ne sono accor…
Giulietta No, no, finché stiamo abbracciati pensano sia una cosa voluta. Tu continua a baciarmi…
Tornano a baciarsi. Si accende la mezza sala.
Paride Va bene così ?
Giulietta ( languida ) Continua…
Paride Ma per quanto ?
Giulietta ( c.s. )Finché non danno la mezza sala…
Paride Ma c’è già !
Giulietta ( brusca ) C’è già ?! Staccati, staccati che ora arriva Romeo…
Paride Anche questa volta ?!
Giulietta Eh, figurati se si perde i ringraziamenti ! Già gli abbiamo fregato il finale…Eccolo! Vai…
Paride si defila in quinta mentre si fa luce piena in sala e nasce il piazzato ringraziamenti in palcoscenico sulla musica che sbercia.
In contemporanea riapre il siparietto ed avanza dal fondo Romeo ringraziando vistosamente
( a soggetto: grazie, grazie, grazie, cari, grazie e baci gettati )
Applausi.
Giulietta porge la mano a Romeo e insieme ringraziano da soli come in uso in Compagnie e Teatri Stabili,
e cioè prolungando il più possibile l’accaduto con baci e complimenti reciproci,
sorretti da espedienti tecnici di effetti luce che s’alza e s’abbassa.
Per le Cooperative vale invece quello che fanno Paride e gli altri entrando insieme e unendosi ai primi per il ringraziamento collettivo,
quando i due si saranno decisi a chiamarli gesticolando verso le quinte o irrompendo di forza qualora i due ritardino troppo la chiamata
Ringraziamento che può dar luogo ad ulteriori sviluppi dello spettacolo stesso; a questo ci penseranno sicuramente gli attori…
Ma per il momento…Sipario !
Fine
fatto alla Casina della Calosina in Agosto – Settembre 2003
Note
Frasi o parole scritte in grasseto-corsivo sono citazioni del Romeo e Giulietta di Shakespeare.
Le traduzioni usate sono di Cino Chiarini e Paola Oietti .
Note dell’autore sull’argomento trattato
Due attori, un Lui e una Lei impegnati nei ruoli di Romeo e di Giulietta in due diverse Compagnie, amanti nella vita, si incontrano nel giorno di riposo a Verona ,a mezza strada tra le due piazze dove si è svolta l’ultima recita di entrambi. L’appuntamento è alla Locanda Il Balcone nel cuore della notte.
Si muovono in treno, subito dopo gli spettacoli serali, spettacoli allestiti e interpretati con cifra stilistica diversa: un Romeo classico, tradizionale, da Compagnia Stabile per Lui; una Giulietta di ricerca e sperimentazione, da Cooperativa, per Lei.
Su treni diversi, in un viaggio incrociato, per riunire i corpi come i loro personaggi…Molta è la fame dell’incontro ma molta è anche la paura di una azione vera da vivere…Amare non più come finzione alta dell’amore, amare non più al riparo di una storia già segnata dal suo inizio alla fine; ma amare come piccola verità quotidiana in cui determinarsi e subire l’altro…Consumare repliche senza più la possibilità del giorno di riposo…E nell’abbraccio nascondere e nascondersi la paura del dopo, la paura del non poter più cambiare spettacolo.
Per i due protagonisti un viaggio che conduce ad un incontro-scontro con se stessi, sospesi tra essere o apparire, portando come unico bagaglio la professione di attore, schermo protettivo destinato a frantumarsi mille volte e mille volte ricomporsi nello scontro che li attende…Battute del testo di Shakespeare acquistano valenza di verità quotidiana, si incrociano e si dissolvono per lasciare il posto a battute meno nobili che però ad esse riconducono…Il meccanismo dello “ spettacolo “ avvicina fisicamente per gradi i due, unendoli soltanto nella seconda parte dell’azione. In mezzo e durante, incontri di viaggio con testimoniombre che si riveleranno – senza mai rivelarsi del tutto – personaggi doppi appartenenti alla stessa matrice dei due viaggiatori , e ,come loro, transitanti tra due spazi apparentemente contrapposti ma fatti di una materia comune : la vita e la sua faticosa recitazione. La qual cosa , anche se sfiora la tragedia è soltanto una commedia: quindi una vera tragedia…E questo, nelle intenzioni dell’autore, può far piangere come far ridere; dipende da quando e come capita di vedere lo spettacolo . Ma anche tanto da come lo si recita…
Sergio Ciulli
Riferimento musicale
Testo della scena quinta, atto primo, Violetta sola, della Traviata, libretto di F. M. Piave, musica di G. Verdi
E’ strano!…è strano!…in core
scolpiti ho quegli accenti!
Saria per me sventura un serio amore ?
Che risolvi, o turbata anima mia?
Null’uomo ancor t’accendeva…O gioia
ch’io non conobbi, essere amata amando!
E sdegnarla poss’io
per l’aride follie del viver mio ?!
Ah, forse è lui che l’anima
solinga ne’ tumulti
godea sovente pingere
de’ suoi colori occulti !
Lui che modesto e vigile
all’egre soglie ascese,
e nuova febbre accese,
destandomi all’amor.
A quell’amor ch’è palpito
dell’universo intero,
misterioso, altero,
croce e delizia al cor.
Follie…Follie…Delirio vano è questo!
Povera donna, sola,
abbandonata in questo
popoloso deserto
che appellano Parigi,
che spero or più ?…Che far degg’io?…Gioire,
di voluttà nei vortici perire.
Sempre libera degg’io
folleggiar di gioia in gioia,
vo’ che scorra il viver mio
pei sentieri del piacer.
Nasca il giorno, o il giorno muoia,
sempre lieta ne ritrovi.
A diletti sempre nuovi
dee volare il mio pensier
Per ogni utilizzo del presente testo contattare ragazzociulli@gmail.com
“ Del risciacquar la toga in Arno “
Discorso intorno alle cose che dell’acqua e del cielo sentono
fatto dal signor
Galileo Galilei
usando di poesia e di quant’altro inventare sia dato attorno al vero e a se medesimo
Drammaturgia e Regia di Sergio Ciulli
Produzione Zauberteatro
Galileo, in età mezza e in abito suo ,sta nel fiume Arno nei pressi del Ponte Vecchio su di una barca condotta a mezzo pertica da altro .Pone attenzione al moto del fiume e con l’acqua si intrattiene.
Di tanto in tanto segna su carta calcoli e parole, adopera strumenti e ragionamenti fa a voce alta a se medesimo e per altri al contempo,come di seguito si osserverà…
( Una musica al modo del suo tempo conduce al nascer del lume e al principiar del ragionare )
Galileo
( dice,con far di necessità,altrui poesia ) “…qui, dove lieto al fortunato impero
de la Medicea prole
Arno discioglie l’onde…”
…io, Galileo, di Vincenzo del fu Michelangiolo e dell’ancor più fu Giovanni Galilei, sciabordo l’Arno e fo’ trambusto a’ pesci per satisfare del serenissimo Gran Duca mio signore desiderio e comando…
( accenna reverenza verso città e ancor acqua muove )
…E con buona pace dell’osservar le stelle, che assai più converrebbe alla mia natura il ciò fare…(manda al cielo lo sguardo, sospira ), se questo invece vuolsi che io faccia, io questo faccio. E lo farò facendomi ingraziare d’altro maggior poeta che mi rammemora che…
“…chi nell’acqua sta fin’a la gola,
ben è ostinato se mercè non grida. “
Or dunque “ Mercè, mercè “ , invoco, che già son zuppo più d’un affogato e tutto mi risento…( accenna a dolenzia ) …Ah, quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia !…( dice con rassegnata voce, rivolto al portator del legno ) …Chieder grazia si pole, ma è ben noto come abbia l’acqua a scorrer sempre per l’ istesso verso , in specie quand’è acqua che ai maggiori importa …( dice d’altrui parole ) : “ Avete ha intervenire in una visita al fiume, caro Galilei, che così vi si prega e assai assai lo si desidera . “ , mi fu significato dal molto illustre auditor della camera del Serenissimo. ( accenna reverenza, poi dice con far di necessità virtù ) Ne consegue che…
“Ciò c’ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza. “
( al portator del legno ) Hai tu bene inteso il verso? (dice con osservanza ) …Io pure: al dunque ,faccio !…( torna a interessarsi all’acqua nel dire ) …E ho a farlo per rimedio porre ai danni che detto fiume apporta ai terreni adiacenti, cosa quest’ultima triste e ben nota a chi a parlar tòsco avvezzo egl’è. Ecco…( fa lavoro con acqua ) E, in seconda, per riferir di quanto mi paresse giusto in materia intorno alle acque correnti… E così pigliarmene la bega ! (dice stavolta agli uditori che stanno assisi su legni attorno )
…“Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi,
che non giova aver tesoro,
s’altri poi non si contenta. “
…Si, si, è a voi che dico…(al portatore del legno, indicando gli altri legni ) Accosta, accosta, ch’hanno meglio a udirmi … ( dice con far di confidenza agli uditori ).. Avete a conoscere che assai son l’ingegni che van scontrandosi su quale aspetto abbia ad avere un fiume prima di tributarsi in mare . Starei quasi per dir: una marea ! ( ride, divertito di sé )… Eh, c’è chi lo vuol ridurre in un canal diritto, stimando di poter in questo ovviare alle inondazioni… C’è, chi all’opposto, lo vuol tortuoso com’esso è in natura ma molto limitarne la pendenza…Altro ancora vorrebbe entrambi i modi, ma più di la che qui…Oh, che montar di flussi e di riflussi, che pigolio molesto fan costoro nel ramazzare intorno ! E tutti, tutti costor portano toga ! ( dice, scaldando lento il proprio dire ) Sempre, e non la dimettono neppure a andar per via, neppur se a prestar loro orecchio… ( indica la città )
…“per via Mozza, raccolte in bei drappelli,
sbuca gran moltitudin di puttane“ …
e non altra gente di maggior qualità… Sarà che ai portator di toga non guasta differenza, che similmente alle femmine vane anche costor di se fanno commerci a l’ora…
” …che chiuse già son tutte l’Arti di lane
e’ setaioli calan gli sportelli.
E al Ponte tutta la cittadinanza
s’aduna, ove mezz’ora si sollazza,
che questa è di Firenze antica usanza. “
( ride, abbandonando argomento) …E questo or voi ancor fate, messeri, al Ponte radunati a sollazzar con versi di poco panno rivestiti, versi minori che feci al tempo andato !… Ma torniam noi alla quistione del far con acqua, lasciando di seguir modesto duce. ( a se ) Che se poi i duci sono quei cotali che per vésti e per vista più somiglianti sono a’ pavoni che a’ linci, haimè, allor Godi Fiorenza ! ( torna alle carte )…Quinci,, vossignoria illustrissima, dirò, per concludere qualcosa intorno alla deliberazione da prendersi per il restauro del fiume , che io … ( dice scrivendo )
…inclinerei a non lo rimuovere dal suo letto antico, ma solo al nettarlo, allargarlo e, per dirlo in una parola, alzar gli argini dove trabocca e fortificargli dove rompe. E quanto alle tortuosità , se ve n’ è alcuna oltremodo cruda che con qualche taglio breve e di poco incomodo si possa levare, leviamola !…
( a se ) …Questo valutiam di poi se conviene lasciarlo… Ora troviam la formula d’addio. ( dice scrivendo )
…Dedicandomi e confermandomi servitore, con reverente affetto bacio le mani e prego felicità…Galileo Galilei…
…che in arno sta ! ( ripone lo scritto ) … Ecco fatto ! …Così mi par ben detto… Ancora un qualche in più, che so ,un calcoletto, due figure qua e là e via che …
“ .. per l’aria ne va, come legno unto,
a cui nel mar, propizio vento spira. “
( dice al portatore del legno ) Eh, questi si che son versi !… Ariosto, poeta e omo capace di dir con poco quel che per altri di troppo abbisogna…Nevvero, signor Tasso ?!… E’ dei pedanti usar prolissità … Dimmi tu perché potendo uno dir bene con una semplicissima parola , debba servirsi d’altre improprie pur di dar aria alla bocca ! … In brigata questo si faccia, non nel poetare o nel far insegnamento ! Come facciam noi per l’adesso, alla semplice, che buona cosa è far chiacchiera per trascorrer del tempo ora che
“ la celeste lampa in alto ascende…”
( dice nel guardar la luna in lento incanto ) …a illuminar ogni terrena cosa…Vedi tu come su noi posa e di lontan rivela ogni montagna… Arriva a noi splendente, nel tacito, infinito andar del tempo…
” Come un acciar che non ha macchia alcuna “
…per ingannar le menti ! Hai tu da sapere, che macchie non sono quelle che a noi tali appaiono ma scabrosità aspre e notevoli, non altrimenti come da noi quaggiù… O avrei da dir quassù ? Essendo che la luna è una …( mozza il dire ) …E’ una cosa bella a mirarsi, ecco cos’è…Sia la si voglia dir miscela d’aria e di foco blando oppure cristallo d’aria ghiacciata simile a grandine, come dottrine antiche ebbero caro, o altrimenti si preferisca di ben compatta e solida materia… Bella, una meraviglia ma, attento uomo, che…
“… questa meraviglia al falso, più che al ver, si rassomiglia “ !
se sol per fede e non per scienza la si guarda… ( dice a narrar favola ) ” L’anima va alla luna quando si separa dal corpo “, han sostenuto ,al sol mirarla di lontano, eccellentissime menti… ( mutando dire ) Anco fosse, prima dell’anima ci hanno ad andare gli occhi, ma ben muniti di tubo occhiale – ( dice ai convenuti ) com’io farò a voi far poi, vel prometto che…( dice con contentezza )…
“ Nel cerchio della luna a menar t’aggio,
che dei pianeti a noi più prossima erra,
perché la medicina che può saggio
rendere l’uomo, là dentro si serra… “
… Sempre il mio Ariosto, si… Che dite ? Non par egli far dipintura ad olio nel pennellar parole ?… Sfuma e tondeggia, passa senza crudezza alcuna dall’una all’altra tinta !… E qual chiarezza … Confesso che ho attinto assai per le mie opere al suo fare… Sempre l’ho a rileggere ! Piglia tu invece il Torquato, si, insomma il Tasso !…Questi fa pittura… intarsiata, ecco ! Un accozzamento di legnetti di diversi colori mal accoppiati. Figure secche, crude, senza tondezza e rilievo ! E in fine ,per dir di che ? …( dice a se scontento ) Oh, signor Tasso mio da bene ,voi fate come il pittore che non sa dipingere e mena il pennello e dagli e frega e impiastra ma non dipigne niente !…Ma fama avete e così del portar la toga anco voi fate mostra , pedante tra i pedanti che in giro, paludati, in essa vanno… ( dice a recita )
” Mi fan patir costoro il grande stento,
che vanno il sommo bene investigando,
e per ancor non v’hanno dato drento. “
( dice ai convenuti, meravigliato )…Che dite ?… il Berni questo !?…ma di qual Berni poeta andate voi cianciando ?! Fosse !…No, no, troppo onore mi rendete nell‘apparentar alla vera poesia questi mio capitolo contro il portar la toga …L’ebbi a scrivere per far berlina contro i dottori che la toga indossano come se il sol portarla fosse cosa bastevole ad abolir il dubbio…Ma se è con il dubitare che si fa strada allo scoprimento del vero ?!…( dice infiammando ) Mi salta mosca al naso a sentir maltrattar dagli ottusi quel ch’è fondamento del vero, sol perché nei tomi sta scritto che… ( dice zittendosi da solo ) Psss, Galileo, che il dir questo ancor oggi pare crear disturbo a’ preti e a’ tanti …E di questo disturbo il sommo bene allor ne soffre assai assai… ( dice al portator del legno ) Che dici tu ?…( indicando i convenuti ) Ah, tu dici che saper vogliono cos’ha da fare l’omo per ben praticar del sommo bene ? ( dice con riso ai convenuti ) Se voi per sommo bene intendete quello che per cui al faceto Berni m’avete apparentato, risponderò con sue parole che….( dice usando di mimica d’amor terreno esplicativa )
“ …chi cerca sommo bene e suo diletto
abbia buon nerbo e buona schiena
a darvi drento poi senza rispetto “
…assicurando che io per mia parte drento ci ho dato, in specie ai padovani tempi ! e ancor, se capita , drento ci dò malgrado che i cardi non voglian, haimè…
“ … esser troppo ben maturi
altrimenti non son troppo sicuri ”
( sorridendo ) Com’è del mio… E seguita poi il poeta che quando i cardi sian messi …
“ … per la buona via,
causano infiniti buoni effetti:
fanno svegliare altrui la fantasia,
alzan la mente agli uomini ingegnosi “
…anche a quelli, udite, udite,
“…dietro a’ secreti dell’astrologia…”
( si rivolge al cielo nel dire col far teatro ) O stelle ! O graziosa luna, io che con gli astri mi ci imparento un poco, di questo darvi drento allor di servirmi ho licenza ! O donna mia, togli serranda e aspetta ! ( dice sbollendo ) … Si, aspetta, aspetta e spera !…Eh, haimè, piangi mia carne, sol con la mente e non col resto oggi tu hai a praticare nuova via,..( dice or seriamente ) … Che non è quella via che per malizia volete voi intendere, se pur concedo abbia a rassomigliavi… Intendo che pur di trovare il sommo bene si può adattarsi a passar dal dietro invece che dal davanti, senza pregiudizi o timori del compier cosa nova… Eh, ma va a farlo tu in questo felice nostro tempo ove par sia risoluzione tutto il nuovo bandire !. In particolar modo nelle scienze, quasi che già si sia saputo ogni scibile !… ( dice indicando alla città ) O voi, gente alta, gente maggiore, voi dottori …( dice facendo imbuto con le mani e lontano lanciando il fiato )
…“ Nati non foste a viver come bruti
ma per seguir virtude e conoscenza…”!
( dice con fare ovvio ) … Eh già, si, si, Dante, proprio Dante ! Non Galilei… Dante ! ( dice più calmo ) … Ma sì,bastasse Dante con i balordi !… Mentre si impugna una loro sciocchezza, vi si fanno incontro con un’altra maggiore ! E massimamente quella del bollar tutto colll’andar contro natura !… Ma nessuna cosa è contro a natura se vien di farla …Altrimenti cosa me starei io a diguazzare in Arno se non isperassi che proprio a natura fusse possibile rivolgersi onde porre rimedio agli sconcerti che a noi procura ? Sconcerti, si badi bene, che in natura tali non sono…( ai convenuti ) Avete voi, messeri , di che lamentarvi se dopo aver grandemente fatto uso di cibo e averne in corpo accumulato , spetezzate ? No, al certo… E ancor meno lamento levereste se l’accumulo del tutto rimoveste finendo a modo l’opra inziata , assisi , che so …( dice con allegria )…al piè d’un salice ? Ma se mentre tutto questo oprate, qualcun, là dove fuori esce ciò che per natura ad uscire ha, v ’infilasse dito impedendo lo spurgo ?!…Assai avereste a rivoltarvi e far vendetta, contrari al dito estraneo che vi bistratta, e non contrari alle viscere vostre !…E’ quindi, viva a Dio, è ben ragione che, per acqua o per foco, la natura mandi a vendicarsi contro l’ingratitudine di coloro che tanto l’han bistrattata forzandola a mano intera ! ( torna alle carte ) Questo io voglio aggiungervi, che…
… Aggiungo pertanto a quanto già ho detto intorno al correggere il corso del fiume quale è questo, come qualmente sia virtù il farlo senza troppe invenzioni che ne forzin la natura. Conviene ,prima di metter altra cosa, farsi scudo del detto ricevuto da tutti i sapienti che de futuris contingentibus non est determinata veritas !
( rompe lo scrivere e dice ai convenuti )
…Eh, il latino !…Il latino ha suono grande alle orecchie, nevvero buona gente ? Aveste a udir l’istesso nella nostra favella fiorentina ,minor parrebbevi…Ma per mia parte, se posso, antepongo l’ italiano al latino nello scriver del mio, attenendomi al pensare che se natura ha fornito all’uomo occhi per vedere l’opere sue, gli ha anco dato un cervello da poter intendere e capire al più naturale possibile…( torna alle carte ) Or dunque, a dire eravamo che conviene usar prudenza nello sperare perché …
…Eccellentissimo, non torrei ad assicurar nessuno di quello che poi sia certo ottenere ma sicuramente si dovrà cautelare la buona riuscita dell’impresa offrendo spazio non troppo breve al suo operare. Il termine di due anni concesso credo appena possa bastare a levar la pianta e diligentemente livellare l’alveo e letto del fiume …Le quali operazioni rese difficoltose sono dal non poter esser esercitate fuor che in alcuni mesi dell’anno, e in quelli anche incomodi rispetto a i caldi…
( asciuga la fronte, rompendo lo scrivere col dire al portator del legno )
…Com’è di oggi , caro il mio portator del legno, malgrado già si sia presso alla notte ! …Un forno a piena vampa, pare…Ah, che …
“… quivi il caldo, la sete, e la fatica
ch’era di gir per quella via arenosa
facean lungo la spiaggia erma e aprica
a Galileo compagnia grave e noiosa. “…
…( al portator del legno ) …Ho speranza che il poeta non me ne vorrà se al posto di Ruggiero ho messo il nome mio…Il verso non ne soffre e, almen per la sostanza , fatica e caldo e sete , haimè, anco quivi non mancano…Buona cosa sarebbe il tornare alla spiaggia e a un sorso di chiaretto ben ghiacciato affrancare ogni affanno. Ma amor di scienza m’obbliga a restare !…E per spegner l’arsura non poss’io al certo far come fa Rinaldo…
“ Corse Rinaldo al liquido cristallo
Spinto da caldo e da sete molesta
E, cacciò a un sorso del freddo liquore,
dal petto ardente e la sete e l’amore…”
( indica l’ Arno ai convenuti e loro dice ) Hum, Liquido cristallo…Se quest’ acquaccia pare a voi liquido cristallo , allor servitevene e buon prò vi sia ! Io ne tengo il palato ben discosto, e non sol quello… Che se al bisogno forzosamente in acqua mi muovo non per branchie ma per tavola , non dee questo farvi pensare che avessi del tutto messo da banda le dilette osservazioni celesti. ( dice a se medesimo e al cielo )… Che in esse mi soddisfo del migliore , che sia a far caldo o pur sia forte il gelo ! Anche a cruda stagione faccio notte lunga a interrogar le stelle… E m’addiaccio… e starnuto… e l’ossa arrembo… e tanto gli occhi m’affatico a guardar entro il tubo occhiale…Mentre quelli che di poco conoscer s’accontentano , ben coperti stanno in letto e a giorno intogati in giro vanno ! Nudi, avrebbero ad andare, così che si potesse le lor miserie vedere……Oh, Omettini, Omettini , che non veggon più lontan del naso loro ! Orbi che…
“ vanno il sommo bene investigando,
e per ancor non v’hanno dato drento ”…
(dice con affanno ) …Ahhh , Dio ci dia pazienza con questi lavaceci che fan negozio con altrui parole, dicendo sommo bene che tutto abbia a girare a l’uomo intorno… ( accenna a far giro su se stesso ) Eppur si muove, dottori ! …Ma si, hai tu voglia…L’ho ben scritto che…
“ Questi dottor non l’han mai intesa bene;
mai son entrati per la bona via,
che gli possa condurre al sommo bene.”
( dice con maggiore affanno ) …Mai hanno accostato al tubo occhiale, oltre all’occhio, il cervello !…Mai il dubitare, mai una fantasia …Ma, secondo l’opinion mia…
…” a chi vuol una cosa ritrovare,
bisogna adoperar la fantasia
e giocar d’invenzione e ‘ndovinare
e, se tu non poi ire a dirittura,
mill’altre vie ti posson aiutare.”
( dice semplice ) …Eh, suvvia dottori, allegramente,almeno ogni morte di Papa…( giunge le mani e all’alto si rivolge ) – ch’è solo modo di dire, Santità, non augurio. Dio me me guardi ! … – ( a dir riprende ) allegramente, dicevo , apriam la toga e ignudi ventoliamo l’arnesi della scienza, senza tema d’apparire poco provisti del sapere ma procurando a quel poco che teniamo altro conforto che non sia quello usato…
“…Che per trovar il bene, io ho provato
che bisogna proceder pel contrario.
Cerca del male, e l’hai bell’e trovato;
però che ’l sommo bene e ‘l sommo male
s’appaion com’ i polli di mercato .”
( dice complice ) Eh, insieme vanno e l’un nasconde l’altro, secondo ove ti poni tu a vedere. E il vedere s’ha da farsi, o gente brava ,usando fantasia nel ricercare … Pigliam noi, per far esempio …
“… un male a null’altro secondo,
un mal che sia cagion de gli altri mali,
il maggior mal che si trovi nel mondo;
il quale ognun che vede senz’ occhiali
che sia l’andar vestito tien per certo. “
(dice al portator del legno ) Fermo la , e resta ben coperto ! Tu non hai da toglier panni, che già quelli ben poco han da coprire… (dice ai convenuti ) D’altri panni, d’altra veste io quì tratto; dico di quell’ andar vestito di scienza fatto sol per coprire ciò che a noi più convenire non pare ma invece egl’ è , nevvero Dottori eccellentissimi, sodali miei diletti ?… ( dice ad imitzion di cattedra ) E se l’andar vestito è quinci male…
…“ Volgo poi l’argomento, e ti conchiudo,
e ti fo confessare a tuo dispetto,
che ‘l sommo ben sarebbe andare ignudo !
( dice naturale ) …Ignudi, ignudi abbiamo ad andare ! cavar mutanda, lasciar la roba in mostra, non coprirla con ingombri di fede o di scienza trapassata ! Su, intendetelo una buona volta e non biascicate a confonder la grandezza di domine Dio con la pochezza umana… Stolta cosa è voler fare materia di fede ciò ch’è scienza attinente alla quiete del sole e della terra !…(guarda alla città ) Ma non entriamo in ciò, che già ho temenza che a far ch’io v’entri a forza, prima o poi, stiano già disponendo… Torniamo in cantonata, ben appoggiati al dire del non portar la toga a nascondere il certo. E ciò si faccia in buono umore, col seguitar a dire questa mia scarsa roba che scrissi quando il cavar mutande luogo dava , per dirla con l’Ariosto, a…… ( con un gesto ad indicare altro tempo )
…“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, e… “
( dice con rimenbranza ) …L’ audaci imprese ! ( dice nel portare occhi al cielo ) Non come or fo’ che mi consumo il sonno per le lune di Giove, oppur per questa che silenziosa sorge la sera e va per sempiterni calli. ( dice a conversare ) Dimmi, che fai, che fai tu luna in cielo ?( dice con fare logico )…Orbita ! Questo fa…Ci gira intorno. ( dice sottile )Come fa il sole a noi, dicono…( dice subito ) Galileo, ancora ?!…( dice con pronta obbedienza ) No, no, no, emminenza ! Si, si, si, si, taccio, reverendissimi, si… Porto ubbidienza, per seguitar di leggiero argomentando sul cavar la mutanda. ( al portator del legno con far cattedra ) Odimi !…E perché anco tu…
“… vegghi che quel ch’io t’ho detto “
sull’andare ignudo
“ …è chiaro e certo e sta com’io lo dico,
al senso e alla ragion te ne rimetto. “
… Apriti ben l’orecchio e attento segui. ( dice ai convenuti ) Volgiamo dunque messeri a…
“… quel felice tempo antico
privo d’ogni malizia e d’ogni inganno
ch’ebbe sì la natura e ‘l cielo amico;
e troverem che tutto quanto l’anno
andava nud’ognun, picciol e grande,
come dicon i libri che lo sanno.
…Quei libri, messeri, che essa natura continuamente tiene aperti innanzi a quelli che (dice con accesa meraviglia ) hanno occhi nella fronte e nel cervello…E ve ne sono, sapete !…Di costoro potrebbe dirsi come l’ Ariosto dice…( con dire con accesa paura )
…Non fu veduta mai più strana torma,
più monstruosi volti e peggio fatti;
Alcuni dal collo in giù d’uomini han forma
ma son…
…Creature indocili alla nòrma ! (dice e rassicura ) No, no, non ispaventatevi, chiarissimi, tali voi non parete ! e mai lo diverrete … Me ne fo garante: stan l’occhi vostri dove è buon che stiano , ben lontan dal cervello…. ( torna l’usato dire ) Ma trattavamo noi, poc’anzi , di quei libri che ben sanno , eh ?… Libri non sempre di carta… Pare che l’universo sia un di questi libri… Si, si ! Oh, ben strano libro assai che per caratteri non usa l’alfabeto ma triangoli, cerchi, quadrati, sfere, coni, piramidi e altre figure matematiche atte a divenir parole ! ( dice ispirato )…Oh, a saperle leggere, quanta, quanta filosofia v’è in questo grandissimo libro … Peccato, davvero, che da tutti letto esser non possa…Ma chi ha la ventura di poterlo fare non può usarne poi con codardia, pretendendo che al già letto non si possa aggiugner altro che ancor vi sia da leggere ! Ch’è come conservar mutanda non per ristoro, ma per negare quello che sotto c’è…E se c’è, occorre farne uso! Maggiormente oggi, che non è più il tempo, haimè, in cui gli uomini…
…“ non portavan le mutande,
e quant’era in altrui di buono e bello
stava scoperto da tutte le bande.”
E per grazia di iddio…
…“ Non occorreva andar per cognettura,
perché la roba stava in su la mostra,
e si vendeva a peso e a misura.”
Indi, In quel tempo…
…“ non era gabbata la gente,
come si vede che l’è gabbat’ora,
se già l’uomo non è più ch’intendente;
che tal par buona, veduta di fuora,
che se tu la ricerchi sotto panno
la trovi come ’l vaso di Pandora.
E così d’ogni frode e d’ogn’inganno
si vede chiaro che n’è sol cagione
l’andar vestito tutto quanto l’anno ”
( dice soddisfatto ) E su questo non dovria piovere, per dirla a mo’ di gente bassa che non fa poesia e va dritto a taverna e vi s’imbuca ! ( dice con reverenzia arguta ) Alla qual gente m’onoro assai piacere… Ma invece, uuuh, temporali e saette se provi a far scherzo a’ pedanti …O, peggio ancora, a rifiutar la toga ! Che se…
“…qualcun per suo sollazzo,
‘sendo ingegnoso e alto di cervello,
talor va ignudo, e’ dicon che gli è pazzo. “
( dice a cercar riparo ) …Gli piove in capo il mondo ! l’acqua vien giù da sopra…Molto sopra ! ( mostrando cielo e terra ) Di lì e di la … Anco…
“ …i ragazzi gli gridan: “ Véllo, Véllo ! “;
Vedilo, vedilo… E ancor se non bastasse c’è poi…
“ chi gli fa pulcisecche e chi lo morde,
traggongli sassi e fannogli bordello;
altri lo vuol legar con delle corde
come se l’uomo fusse una vitella:
guarda se le persone son balorde !”
…L’universal diluvio ?…Eh,bagattella, al confronto !…Acqua da sopra ma anco da sotto ( dice dando occhio nel legno suo ) , come par che mi avvenga a l’istante, che sento umido il piede…Eh si, sto a mollo…Flussi e riflussi, qui s’alza la marea…( dice al portator del legno ) Avessi a farmi fare tu naufragio ?… No, tu dici ? Siam noi sicuri ? ( guarda i gesti del conduttore a indicare il cielo )…O che versi mi fai ?…Che mi sproloqui ?!… Ah, se vuol così Domeneddio, questo tu intendi …Ah,certo, se così fusse… ci avremmo a rassegnare !… Eh, l’ha detto Dante…
“ …volsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare. “
…Ma…No, fo per dire… Se di questo voler non fusse certezza che ben noi l’intendiamo, hum, che avremo a fare, che fai tu, portatore, per non andare a fondo ? Remi ?… ( dice in risposta al cenno del si del portatore ) Ecco, e anch’io remo ! Ché ben so che la sacra scrittura non può errare ma nondimeno, talvolta, coloro che vi leggono errare possono … ( dice diretto ) L’uomo è fallace… Anco tu… ( indica città ) Anco loro !.. Si !… E allor si remi, si fatichi per approdo migliore a ciò che è scritto. E, guarda che ti sto a dire, ascolta bene… Se per migliorar l’approdo convien che m’abbia a paludare di molto…( dice con rassegnata arguzia ), beh, io…io…Si…
…” son contento d’andar vestito anch’io,
e non ci starò a far altre parole:
andrommen’ anch’io dietro a questa voga;
e Dio sa lui,se me ne incresce e duole !
Ma ch’io sia per voler portar la toga…”
…anche quando portarla non necessita, mai, mai avrà all’accadere ! Di questo almen ho assoluta certezza…(dice e torna a porre occhio in cielo ) …Di quanto invece abbia a portarmi la notte che grave mi si affaccia, resto in sospetto. ( dice stanco ) Sarà che ho giunture provate dal passar notti al sereno e al discoperto, pur di meglio osservar col tubo occhiale …Sarà che v’è in questi poggi sottilissima aria , nemica a testa e a al resto… Sarà quel che sarà, ma le mie le doglie aumentano ogni giorno che passa ! ( dice e stira il corpo ) Ahhh, che arrembate ho l’ossa !…Bastasse questo…Ho anche languidezze, borbottii al piano basso… Alla bon’ora, Galilei, megl’è togliersi il fare e chiudere ogni dire intorno all’Arno prima che tutto m’indisponga. ( torna alle carte e dice il filo ricerando ) Or dunque, detto avevamo che nell’operare tener conto della misura tempo concesso dovevasi, si…Almen mi pare d’aver ciò scritto…Hum, meglio rilegger, chè son di questi tempi strapazzato …Cerchiamo !…Ecco, trovato : (dice e legge )“…Le quali operazioni rese difficoltose sono dal non poter esser esercitate fuor che in alcuni mesi dell’anno, e in quelli anche incomodi rispetto a i caldi…”. Punto. Hum…Aggiugnesi…aggiugnesi …Ah, si ! ( dice e scrive )
“…Aggiugnesi che nel tempo presente il porsi a tale impresa è molto pericoloso, dovendo per necessità passare, ed amico fermarsi ad alloggiare, in luoghi contagiosi…”
(dice ai convenuti ) … Pigliate un poco voi l’ Ormannoro che delle torbide dell’Arno fa incetta e a noi restituisce aria mala e insetti che fan peste ! ( si buffetta per schiacciar zanzara ) Siccome or crudi fanno ! Ah…( dice e scrive )
“…E se , dopo levata la pianta a livello, si vorrà sopra la pianta disegnare tutte le mutazioni da farsi, per ritrarre il giudizio delle spese, e dei danni e degli acquisti, e poi sperimentare la riuscita dell’invenzione sopra una parte del fiume,che sarà cominciando sopra la pescaia di Rovezzano sin sotto a quella di Porta al Prato, non credo che tal fattura possa spedirsi in manco di 5 o 6 anni, perché li anni di questo negozio sono di 3 mesi l’uno. “
( dice compiaciuto )…Ottimamente…E con questo chi troppo ha caldo ha da bere vin fresco ! ( dice al portator del legno ) Ne hai tu ? …No al certo, che non siam noi al Porco o al Chiassolino, o per altra Osteria…Del mio ce ne vorrebbe, di quel che vado curando fuor di città, nel pezzettin di mondo ove vo’ a rinserrarmi… Ti piacerebbe,sai, par quasi essere vin nobile…( dice in confidenza e sorriso ) Oh, va a gusto anche alle suore !…Da vero !…V’è un conventino nei pressi della Villa che spesso ne richiede e io gl’e ne fo donazione a scambio di preghiere e di dolcetti…Ho gola per gli zuccheri, e poi me li fanno le figlie ! Ne ho due a dimora dentro, cosa credi ?!…Ma è la maggiore che più mi tien legato… E’ buona figlia, suor Celeste, si… Mi cura del vestire…E la salute ! ( mostrando involto ) Vedi tu ? queste son le pillole ch’essa mi confeziona con zafferano, aloè e sugo di rosa, per alleviar disturbo. Oh, ma anche s’intende nel far fruttar la terra ! Da me ha preso, che io poto e lego la vigna, sai, tratto orto, fo incombenze alla mano. E di ciò, oltre alla testa, assai se ne benefica lo stomaco, che mangiare del proprio ha più sapore…( dice acceso ).E’ ben per questo che io denari chiedo per ogni fare e ho fama di troppo interesse e invece… ( dice dopo arresto , mutando )… Ma io chiacchiero troppo, vero ? Eh già…E’ antico vizio. E poi il discorrer fa aumentar la sete; miglior cosa è tacere…( dice con far sbadiglio ) Ah, che avverto stanchezza e mi corre il pensiero al dolce sonno…Quel
…” dolce sonno che promise pace. “
…Si, pace promette il dolce sonno ma con l’età mia molto, molto abbaruffa ! Leggero mi si è fatto e mi tiene, disgustatissimo e senza quiete, a far veglia…Ah, messer Lodovico, concordo appieno col vostro dire:
…“ Oh, felice animal ch’un sonno forte
Sei mesi tien senza mai gli occhi aprire ! “
Dorme filato l’animalee in più non ha da tener a bada profluvi di sangue, dolori colici ,consumi di forze e di carni e, quel che più m’assilla, flussione e infiammazione d’occhi ! (dice con far teatro ) Ah, se…
…“ tal sonno a morte s’assimiglia,
deh, Morte, or ora chiudimi le ciglia ! “
( si lancia in finta morte ) Ahhh ! ( dice al subito allegro ) …Ma senza far di galoppo, morte, piano! Al tempo, al tempo tuo, che questo mio ancor qualche dolcezza spreme e a mezzo non è ben lasciar le cose che m’aspettano. ( dice al cielo ) Ancor lassù tu sei, Luna ?… Non te ne andar che s’approssiman l’ore del nostro far colloquio, quand’intorno è spenta ogni altra face e alto il silenzio regna. ( dice gustando ) Non senti allor voce oziosa o superflua, che la natura, al contrario dell’uomini, non opera con molte cose quello che può operare con poche… E’ il tuo silenzio, luna, un facitor di suoni di somma esquisitezza che …
“ Ad un che vada in toga non conviene..”
( dice certo )…Eh,così è ! Se alcuno va per strada…
“ … in toga scompagnato,
par quasi che rimetta dell’onore;
E se non è da venti accompagnato,
mi par sempre sentir dir le brigate:
“Colui è un ignorante e smemorato”…
Mah…
“ Non so com’ei non crepi dall’affanno
quand’egli ha intorn’a sè diciott’o o venti,
che, per udirlo, a bocca aperta stanno. “
…Bastasse poi ! Anco si vuol ch’ abbia a far mostra d’aver servo ed insegna…( al portator del legno ) Al certo ! Che credi tu ?! Obbligo v’è per superbia…
“…d’un che dreto il mantello ti porti,
e che la notte poi ti vadia avanti
con una torcia, come si fa a’ morti !
( dice col far gesto scaramantico ) Toh ! Avesse a mal portare…( dice al portator del legno ) Ma tu, si, tu proprio che indossi quel che sei, hai da ricordare…
…” che questi tratti tutti quanti
furon trovati da qualcuno astuto,
per dar canzone e pasto agl’ignoranti,
che tengon più valente e più saputo
questo di quel, secondo ch’egli arà
una toga di rascia o di velluto.”
E ti aggiungo (dice ai convenuti ) e l’aggiungo a tutti quanti…
“ Ch’importa aver le vesti rotte o intere,
che gli uomini sien Turchi o Bergamaschi,
che se gli dia del Tu o del Messere?
La non istà ne’ rasi o ne’ damaschi;
Anzi vo’ dirvi una mia fantasia,
che gli uomini son fatti com’i fiaschi.
( dice al portator del legno ) Che ridi tu ?!…Nol credi ?… Allor, fa tu la sensata prova, fa così…
Quando tu vai la state all’osteria,
alle Bertuccie, al Porco, a Sant’Andrea,
al Chiassolino o alla Malvagia,
guarda que’ fiaschi, innanzi che tu bea
quel che v’è drento;
…V’è…
… quel vin rosso,
che fa vergogna al Greco e alla Verdea.
…Che buono è assai !…Or tu ,come già detto, ben guarda i vetrosi fiaschi…
…Tu gli vedrai che non han tanto in dosso,
che ‘l ferravecchio ne dessi un quattrino;
Mostran la carne nuda in sino all’osso:
E poi son pien di sì eccellente vino,
che miracol non è se le brigate
gli dan del glorioso e del divino.
Gli altri, ch’han quelle veste delicate,
se tu gli tasti, o son pieni di vento,
o di belletti o d’acque profumate,
o son fiascacci da pisciarvi drento.
Oh, che ben assai alfin l’ho detta ! ( dice ai convenuti ) Scusate il parlar basso, messeri, ma ove v’è una causa v’è un effetto…E all’effetto non sempre si comanda ! In fine io non ho penna miglior di questa nel far burla, avete a contentarvi… Com’io mi contento, che quel che dovevamo, eh, l’abbiam fatto…Adesso è tempo di muovere… (dice al portator del legno ) …Metti braccio alla pertica, buona lana, che l’acqua è già indagata; altro non ho io a spremervi… ( dice ai convenuti ) Vedete anco voi che s’avvicina l’ora…
” …d‘alzar la mazza e andare insino in Piazza. “
…la bella piazza ove è a noi caro bene posare il piede e aver la terra sotto e sopra il cielo. E del cielo mirare… Or dunque andiamo, sin ch’è dolce e chiara è la notte, e senza vento…
( si avviano i legni insieme a un farsi suono musicale che lento sale a restare) …
( dice nell’andare ) Mirate…Alta s’è fatta la celeste lampa… Fa il suo …E noi facciamo il nostro… Andiamo, andiamo che madonna ci attende per nuda a noi mostrarsi… E per meglio far ciò userem noi… Si, bravi, bravi: il tubo occhiale !
Al discender dai legni avrete voi licenza di farne uso…A favorir ciò v’attende a terra mia gente che alla bisogna presta lo strumento…come s’ingegna il poeta a voler che ciò sia….
( nel mentre cresce il suono della musica a farsi riconoscere, sorride e armeggia con un manufatto
che par essere il suo Celestone che userà nel dire i versi finali dell’ Ariosto )
( dice con far leggero ) …Ora ben noi sappiamo che i poetici ingegni di due specie sono: alcuni atti a inventar le favole ed altri, disposti ed accomodati a crederle…Voi da quale banda state ?… Io, per il mio piacer, frequento i primi, se non ho da acquistar cose dagli astri. Altrimenti prendo da l’astro ciò che v’è in natura, né m’accomodo a credervi se non per scienza…Ma questa sera, mirando il cielo, m’avviene di far cavallo dell’una e l’altra cosa…( dice come a parer in ascolto ) Mah, sarà che viene il vento recando il suon dell’ora che mena ameni inganni…Sentite ?…Oppur sarà che la celeste beltà ci rimena ad esser garzoncelli, ma io, io della favola sento …E m’accade di volerla con altri ancor sentirla…( dice con fare acceso ) O voi, prima che l’occhiale veder vi faccia quel che vedere importa…
“ Gli è ver che vi bisogna altro viaggio
far meco, e tutta abbandonar la terra.
…Ben disponete l’ alma e armate il core che…
“ Come la luna questa notte sia
sopra noi giunta, ci porremo in via.
Perché la medicina che può saggio
rendere Orlando … là dentro si serra !
Ciò che si perde o per nostro difetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna:
ciò che si perde qui, là si raduna.”
… Senno, lo chiama Ariosto e in molti modi perder lo si pole… Io l’ho perduto in fole narrate a notte alta a chi ascoltar non suole. Altri…
“ Altri in amar lo perde, altri in onori,
altri in cercar, scorrendo il mar, ricchezze,
altri ne le speranze de’ signori,
altri dietro alle magiche sciocchezze;
altri in gemme, altri in opre di pittori,
ed altri in altro che più d’altro aprezze.
Molta fama è là su, che, come tarlo,
il tempo al lungo andar qua giù divora “
Di tutto v’è…
…” Le lacrime e i sospiri degli amanti,
l’inutil tempo che si perde a giuoco,
e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,
vani disegni che non han mai loco,
i vani desideri sono tanti,
che la più parte ingombran di quel loco:
ciò che in somma qua giù perdesti mai,
là su salendo ritrovar potrai.
Sol la pazzia non v’è poca né assai;
che sta qua giù, né se ne parte mai. “
( dice in sorriso, mentre la musica s’approssima a farsi canto )…E di ogni pazzia che a noi quaggiù rimane, qual’altra maggiore v’è, gente mia, di quella dell’amore ?!… D’amore va l’uomo farneticando da sempre… E sempre tu, Luna, questa follia dolcissima e possente, a lui rischiari complice ! …Or dimmi tu, perché il fai ?…Dimmi, fa verbo Luna ?…( silenzio ) Nessun motto mi fai ?…Ma, Luna, non vuoi dirmi il perchè ? …( silenzio ) Ma tu lo sai !…Luna, tu, non sai cos’è che gli amanti invita il tuo argento a guardar?! …Non ci credo !…( silenzio ) Rispondi…No, non metter nuvola !… Non provare a celarti, che senza te…( dice, accennando in un sottile, quasi sillabato, recitar cantando sommesso ) …Senza te non si può forse amar, senza te non si può più sognar …Sii cortese per me, dimmi Luna perchè… Luna, tu…
( e si tace mentre la musica e il canto che si fan udire rivelan l’esser loro
con le parole di una voce femmina : )
” Luna tu, non sai dirmi cos’è,
Luna tu, non vuoi dirmi perché
Il tuo raggio d’argento e d’amor
gli amanti invita. Mi vuoi tu spiegar ?
Senza te, non si può forse amar…
Senza te,non si può più sognar,
sii cortese, per me non brillar, che
la bella nell’ombra si può baciar…”
( e sul cantato va all’approdo suo il legno di Galileo nel morir della luce. E vanno quelli dei convenuti al loro, onde mirar la luna col tubo occhiale )
“””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””
fatto alla Casina della Calosina
nell’aprile dell’anno 2009
da sergio ciulli